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eBooks di Gi pubblicati nella collana Biblioteca Aragno
Della vita d'Emmanuel Filiberto. E-book. Formato PDF Giovanni Tosi - Aragno, 2016 - Biblioteca Aragno
Il "De vita Emmanuelis Philiberti", pubblicato nel 1596, fu commissionato all'umanista milanese Giovanni Tosi (Ioannes Tonsus) dal duca Carlo Emanuele I che intendeva onorare la memoria di suo padre e rafforzare il prestigio della stirpe sabauda presso le altre corti europee. La biografia, a questo scopo scritta in latino, non è però un semplice resoconto delle imprese del Duca, ma è opera assai complessa e si presta a molteplici letture. La vita di Emanuele Filiberto, grande condottiero, statista e uomo di cultura, si intreccia infatti alle vicende della storia europea e dei suoi protagonisti, ripercorsi dall'autore in due libri scanditi dalla pace di Cateau Cambrésis. Il De vita supera così i confini della biografia celebrativa costruita secondo il modello umanistico e diviene una fonte privilegiata per comprendere i molteplici aspetti del mondo cinquecentesco. Il ritrovamento della traduzione italiana preparata dallo stesso Tosi, rimasta manoscritta e qui presentata a fronte del testo latino, permette ora la rara opportunità di leggere e confrontare le due redazioni dell'opera, mentre le note biografiche, che identificano ciascuno dei personaggi citati, consentono di recepire la fitta trama di relazioni tra Emanuele Filiberto e le corti di antico regime e di restituire nella sua integrità un grande affresco storico.
Policratico. E-book. Formato PDF Giovanni Di Salisbury - Aragno, 2016 - Biblioteca Aragno
Viene qui per la prima volta presentata, convenientemente annotata, la prima traduzione integrale in lingua moderna (testo latino a fronte) del celeberrimo Policraticus, ossia quel libro sull'uomo di Stato' che il filosofo inglese Giovanni da Salisbury, scomparso nel 1180 quand'era vescovo di Chartres, l'altrettanto celebre culla dell'umanesimo europeo, scrisse tra mille occupazioni poco dopo la metà del secolo e a cui guardarono con grande simpatia uomini come Dante Alighieri e Francesco Petrarca. Per la prima volta dal tramonto dell'età medievale (possiamo ben dirlo) compariva col Policraticus la critica, la più radicale possibile, ai costumi che regnavano allora nelle corti e nella vita politica in genere - la Chiesa tutt'altro che esclusa se proprio contro di essa verranno scagliati i dardi più acuminati. In un'età in cui l'estremo feudalesimo si veniva lentamente dissolvendo sotto gli impulsi del risveglio del commercio e della progressiva rinascita delle città, era quasi inevitabile che s'imponesse la riflessione sull'organizzazione di uno Stato nuovo, dello Stato moderno (Chiesa ed Impero ormai avviati sulla strada del declino), e pertanto, altrettanto inevitabilmente, sulla figura dell' uomo di Stato', del Principe - sui suoi costumi, i suoi obblighi, i suoi doveri, rispettosi naturalmente della superiore fede cristiana ma intimamente laici' nel rispetto, ancor oggi disatteso (e di qui quindi l'attualità di questo grande testo), di una delle fondamentali virtù' che dovrebbero essere proprie dell'uomo: il senso della giustizia. E fu questo appunto il compito che, in otto libri, si assunse John of Salisbury con lo sguardo soprattutto rivolto alla Chiesa universale, all'Inghilterra, alla Francia e alla nostra Italia, ancora avvertita come l'erede della grande Roma antica. E in due direzioni: una (i primi sei libri) tanto descrittiva quanto fortemente critica della vita di corte sia laica sia ecclesiastica allora regnante - una vita estremamente caratterizzata (ieri come oggi) dalla corsa al denaro e al prepotere, e dunque al sopruso, alla corruzione e alla violenza comunque mascherati; una seconda (ultimi due libri) dedicata ai grandi. insegnamenti dei filosofi, del cristiano' Platone soprattutto, e dell'autentico cristiano Agostino - la pars costruens dopo la pars destruens. In breve: è col Policraticus che inizia, in terra franco-inglese, quella tradizione di pensiero sulla "civitas terrena" in senso moderno che avrà il suo culmine nel Principe di Machiavelli.
Breviario dei politici. E-book. Formato PDF Giulio Mazzarino - Aragno, 2016 - Biblioteca Aragno
Queste massime, dedicate alla caccia al potere politico nell'Europa del Seicento, ignorano le astrazioni che sorreggono la politica e il potere, e sono dedicate al singolo individuo che vuol prevalere sugli altri. È un breviario sui generis di massime morali, o piuttosto in prevalenza immorali ma non di rado molto intelligenti, scritte da uno che parla di sé e le ha tutte collaudate, non nella riflessione libresca, ma nella vita attiva e tumultuosa. Un breviario del politico che fa meglio che può gli affari altrui, con lo scopo finale di provvedere nel modo più efficace ai fatti propri. I connotati specifici sono quelli del cardinal Giulio Mazzarino, per quanto la fonte di questo piccolo scritto non sia documentata. Ma non si può escludere - anzi è plausibile - che egli sia proprio l'autore, e non solo il personaggio rappresentato. Il testo, in latino di cancelleria un po' stentato, fu pubblicato più volte fra il 1684 e il 1723, in edizioni arricchite via via di alcune aggiunte. Di solito si presenta al lettore italiano la traduzione seicentesca del 1698. Invece la presente è una nuova traduzione dell'edizione del 1723, la più completa.