Giuseppe Antonelli eBooks

eBooks di Giuseppe Antonelli pubblicati nella collana Libellule

Giuseppe Antonelli insegna Linguistica italiana all'Università di Cassino, collabora all'inserto "La lettura" del "Corriere della Sera" e conduce su Radio Tre la trasmissione settimanale La lingua batte. Dal 2015 racconta storie di parole nel programma televisivo Kilimangiaro, in onda la domenica su Rai Tre. Tra i suoi ultimi lavori, Comunque anche Leopardi diceva le parolacce. L'italiano come non ve l'hanno mai raccontato (Mondadori 2014), Un italiano vero. La lingua in cui viviamo (Rizzoli 2016) e L'italiano nella società della comunicazione 2.0 (Il Mulino 2016). Per Laterza ha, tra l'altro, curato il libro intervista con Luciano Ligabue, La vita non è in rima (per quello che ne so) (2013).


EBOOK   9788852055256

Comunque anche Leopardi diceva le parolacce. E-book. Formato EPUB Giuseppe Antonelli   -  Mondadori, 2014  -  Libellule

Il congiuntivo è morto, il punto e virgola è morto e anche l'italiano vorrebbero farci credere - non si sente tanto bene. Continuano a ripeterci che la nostra lingua si sta corrompendo, contaminata dall'inglese e minacciata da Internet e dai messaggini. Ma siamo sicuri che le cose stiano davvero cosi? Siamo sicuri che l'italiano virtuale sia quello di facebook e Twitter e non quello scolastico-burocratico che ci spinge a dire "recarsi", "presso", "effettuare"; "dimenticare" e non "scordare", "prendere" e non "pigliare", "egli" e non "lui"; mai e poi mai "ma però"? Con ironia e intelligenza, Giuseppe Antonelli decide di sfidare i luoghi comuni del conservatorismo e del perbenismo linguistico. Affrontandoli uno dopo l'altro, fa a pezzi gli ingiustificati pregiudizi che troppo spesso si tramandano riguardo alla nostra lingua. E lo fa con argomentazioni brillanti e irresistibilmente divertenti, puntando sui giochi di parole ("Quando c'era egli", "Una gita sul pò", "Non ci sono più le mezze interpunzioni") e su un ricco campionario di esempi e di aneddoti che coinvolgono i nomi più grandi della letteratura italiana: da Leopardi a Manzoni, da Gadda a Manganelli. E non si limita a polemizzare con la paura dei neologismi o a dimostrare che si possono usare anche formule come "a me mi", ma addirittura si spinge fino alla (parziale) riabilitazione delle parolacce e delle vituperatissime abbreviazioni che si usano negli sms e nelle chat.

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