Angelo Caloia eBooks

eBooks di Angelo Caloia editi da Educatt con argomento E

Nato in Provincia di Milano nel 1939, è stato Professore ordinario di Economia Politica nelle Facoltà di Scienze Politiche delle Università Statali di Torino e di Milano e dal novembre 1991 nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica di Milano. Ha conseguito diplomi di laurea presso la London School of Economics (1966) epresso la Benjamin Franklin University of Pennsylvania (1967). È stato Presidente di molti enti: Mediocredito Lombardo, Milano; Assireme (Associazione tra gli Istituti Regionali di Mediocredito, Roma); Finreme (Finanziaria fra gli Istituti Regionali di Mediocredito, Milano); Consigliere dell’ABI, Presidente Mediocredito del Sud Spa Bari e Vice Presidente Banco Ambrosiano Veneto. Inoltre e’ stato Presidente dello IOR (Istituto per le Opere di Religione) e della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano.
EBOOK   9788867805259

Processi di globalizzazione e di trasformazione dei mercati. E-book. Formato PDF Angelo Caloia   -  Educatt, 2014  - 

Globalizzazione è sinonimo di interdipendenza delle economie di tutto il mondo, di integrazione a livello mondiale dei mercati dei beni, dei servizi e dei capitali. Si discute se sia un fenomeno interamente nuovo (la seconda metà dell’800 sperimentò mercati globalmente integrati), se sia irreversibile ovvero completo. C’è, di fatto, una tendenza all’aumento dell’integrazione a livello mondiale. A cominciare dalla seconda metà degli anni ’80 il commercio è divenuto molto più importante di quanto non fosse oltre cento anni prima. Il rapporto tra export di merci e servizi e flussi di IDE (investimenti diretti esteri) in percentuale del PIL mondiale ha raggiunto valori oltremodo elevati. Negli anni più recenti il dibattito antico sulle politiche del commercio internazionale ha ripreso nuovo vigore. Molte e serie sono le domande sollevate in riferimento a diverse dimensioni dello scambio internazionale: dai flussi finanziari a quelli culturali. Ci si chiede se il processo di globalizzazione debba essere frenato o contrastato o se, invece, si tratta solo di modificarne la forma; in quali ambiti e fino a che punto sia opportuno procedere alla liberalizzazione delle transazioni e quando invece occorra individuare delle forme di protezione dello spazio economico nazionale. La globalizzazione dell’economia mondiale si associa all’intensificarsi delle interdipendenze tra di esse. Essa determina l’espandersi delle transazioni economiche e i mutamenti nelle interazioni tra paesi, imprese e popolazione mondiale. Ha implicazioni sia politiche che socio-culturali ed ambientali. Se ci si attiene alla sola dimensione economica essa appare come l’integrazione di economie nazionali nell’economia mondiale attraverso gli scambi commerciali, gli investimenti diretti esteri (da parte delle “corporations” e delle multinazionali), i flussi di capitale a breve termine, la mobilità internazionale di lavoratori (e di persone in genere) e i trasferimenti di tecnologia. L’integrazione economica è, per una parte, integrazione di mercati (di beni, servizi, tecnologia, assets finanziari e persino moneta) dal lato della domanda e, per l’altra parte, un’integrazione, sia orizzontale che verticale, della produzione dal lato dell’offerta. Lo spazio economico si è esteso molto più dello spazio politico, producendo sfide che le autorità politiche e gli ordinamenti giuridici hanno mostrato talvolta difficoltà a raccogliere. Chi dovrebbe e cosa si dovrebbe governare a livello internazionale? La globalizzazione contemporanea sta trasformando il potere, le funzioni e l’autorità dello Stato. In questo ordine post-Westfalia si ha uno spostamento marcato verso un sistema di autorità divisa, con gli Stati che cercano di dividere i compiti della governance con un insieme complesso di istituzioni, pubbliche e private, transnazionali, regionali e globali. Gli Stati, non più agenti principali e/o dominanti, operano insieme ad importanti attori non statuali. Da qui l’esigenza di creare un sistema di “global governance”, basato sul comportamento dell’attività dei vari attori. Nessuno Stato può disciplinare da solo questioni globali. I “global issues” includono sia beni che mali pubblici (globali), quali la sicurezza internazionale, i diritti umani, la stabilità finanziaria, la sicurezza nucleare, la tutela dell’ambiente, il controllo del crimine, ecc. Per essi si richiede cooperazione internazionale ovvero adozione di forme istituzionali adatte e differenziate essenzialmente per il quantum di autorità che viene lasciato in capo allo Stato-nazione e per quella che viene trasferita ad altri Stati e alle organizzazioni internazionali. Ci sono esigenze di coordinamento che assumono importanza nelle diverse sfere della vita economica dei Paesi C’è inoltre l’esigenza di proteggere “valori fondamentali” (quali l’ugua¬glianza, la libertà, la democrazia ed un minimo di rispetto per i diritti umani). (dall'introduzione del'Autore)

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