Libri sulla musica

Manuali di teoria musicale e libri di storia della musica

La musica è materia di studio e passione che unisce teoria, storia e pratica strumentale. I libri dedicati a questo tema coprono percorsi diversi, dallo studio del solfeggio alla comprensione dei grandi periodi storici della musica occidentale, dalla musica greca classica fino alle correnti contemporanee. Il catalogo comprende manuali di teoria e solfeggio pensati per studenti di conservatorio e licei musicali, testi di storia della musica organizzati per epoche e correnti, opere di analisi musicale dedicate a compositori e forme specifiche, e guide pratiche per chi si avvicina a uno strumento. Trovi anche saggi di estetica e filosofia della musica che approfondiscono il significato culturale dell'arte sonora. Sono libri adatti a studenti, insegnanti e appassionati che vogliono ampliare la propria conoscenza musicale con testi affidabili e aggiornati. Acquista online su Unilibro.
EBOOK   9788855229111

Io vorrei: La poesia civile di una cantora eretica. E-book. Formato EPUB Giovanna Marini   -  Donzelli Editore, 2026  - 

Storie, memorie, dialoghi e racconti si intrecciano nelle canzoni di Giovanna Marini, la musicista italiana più originale della sua generazione. Di formazione colta, riscopre il mondo della tradizione popolare durante una intensa attività di ricerca, e lo rinnova: muovendosi con consapevolezza dentro due culture musicali, lavorando sulla vocalità e sul linguaggio, giunge a trasformare quel mondo, e insieme a contaminare e a cambiare anche il canto politico e di protesta. Le più celebri composizioni qui raccolte – le lunghe canzoni che chiamava «ballate», i montaggi teatrali e musicali che chiamava «cantate» – narrano il nostro paese (e non solo) con passione, senza ortodossie, con un uso originale e spregiudicato della musica, del linguaggio, della teatralità, come bene illustrano i saggi di Valter Colle e di Ignazio Macchiarella presenti nel volume. La ripresa dei temi e delle parole della tradizione popolare avviene combinando storia e invenzione, visioni fantastiche e vicende concrete in un incastro perfetto ma sempre mobile, suscettibile di variazioni ad ogni esibizione: «Sono le cose, i fatti, la gente – scrive Alessandro Portelli nell’Introduzione – a prendersi la scena, a voler parlare con lei, attraverso di lei». Se chi fa la storia è anche chi la racconta, e spesso la falsa, Giovanna Marini invita a rimettere insieme i fatti e i racconti, ci sollecita ad essere noi a «fare» la nostra storia e a raccontarla mentre la facciamo. Una linfa civile percorre le sue canzoni, voci «indecenti» le animano, una polifonia epica che è insieme dialogo e dissonanza. Canzoni che Marini pensava cantate, che non guardava come inchiostro e carta davanti a sé ma tirava fuori dal suo corpo come materia sonora, con la sua prosodia e le sue sillabe, allungate, compresse o spezzate in un incalzante parlato ritmico, mai uguali e ordinate, ogni suono con una sua inconfondibile identità. Ed è per questo che, anche se qui le vediamo per la prima volta stampate e tutte in fila, conservano, vitale e incontenibile, tanta parte della loro irriducibile natura eretica.

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EBOOK   9788855227025

Le Sinfonie di Brahms: Un cammino oltre la classicità. E-book. Formato EPUB Giorgio Pestelli   -  Donzelli Editore, 2024  - 

Le quattro Sinfonie di Johannes Brahms, fra le opere più eseguite del repertorio sinfonico mondiale, hanno alle spalle una storia molto particolare, segnata da un rapporto non semplice con il grande modello di Beethoven, su cui Giorgio Pestelli si sofferma, prima di procedere nell’analisi delle opere. Brahms si accosta al genere con circospezione: i primi tentativi non gli riescono, quindi si ritrae, esplora la musica da camera nelle sue varie combinazioni, si confida con lo strumento prediletto, il pianoforte, afferma che mai scriverà sinfonie, che dopo Beethoven la cosa non è più possibile. Passano gli anni, e mentre Brahms prosegue per la sua strada, la sinfonia è diventata un genere talmente maturo da avvicinarsi al tramonto; e lui ci torna sopra a quarant’anni suonati, quando ha già raggiunto la celebrità: sembra quasi che si rivolga alla sinfonia per un dovere obbligante, per una responsabilità dovuta al suo nome già illustre. Eppure Brahms riesce a tagliare il nodo che lo lega a Beethoven e a creare qualcosa di unico: accogliendo i fermenti e le inquietudini di un tempo che ormai porta i segni della crisi, ma lavorando dall’interno, restando dentro la forma «storica», la rinnova; rifiuta il mondo moderno nella finta salute della sua opulenza, nelle sinfonie rigonfie e interminabili, nella circolazione dei luoghi comuni: di fronte a una società sempre più credula e vociferante, l’artefice si ritira nel cerchio della propria perfezione. Con l’ultima sinfonia è chiara la sensazione di un percorso creativo concluso; il sogno giovanile di scrivere una sinfonia drammatica come Beethoven non si era realizzato quando forse l’avrebbe voluto di più; e lui si era portato dentro l’idea della sinfonia come una bella addormentata, che si sarebbe risvegliata, dopo faticose esperienze, nelle quattro Sinfonie del decennio 1876-85. Nel frattempo quelle Sinfonie, più romanzesche che drammatiche, non avevano più molto di beethoveniano: troppe cose si erano interposte in una sensibilità corazzata di storia e di rigore, ma in realtà piena di tensioni verso le novità spirituali e aperta ai più impercettibili mutamenti dell’animo.

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