Giulio Giorello eBooks

eBooks di Giulio Giorello editi da Longanesi con argomento E

(Milano, 14 maggio 1945) Filosofo italiano, allievo di Geymonat, ha insegnato Filosofia della scienza presso l’Università degli Studi di Milano. Si è dedicato all’epistemologia e alla storia della matematica, offrendo un contributo determinante alla diffusione della filosofia scientifica in Italia e sviluppando interessanti speculazioni sui rapporti tra etica, scienza e politica. Fra i suoi libri: Libertà. Un manifesto per credenti e non credenti (con Dario Antiseri), L’incanto e il disinganno: Leopardi. Poeta, filosofo e scienziato (con Edoardo Boncinelli), Un mondo di mondi. Alla ricerca della vita intelligente nell’Universo (con Elio Sindoni).
EBOOK   9788830434165

Il tradimento. In politica, in amore e non solo. E-book. Formato EPUB Giulio Giorello   -  Longanesi, 2012  - 

«Un’appassionata ed elegante apologia del tradimento inteso come categoria del pensiero.»Il Sole 24 Ore«Traditori non sempre all’inferno: puniti da Dante, salvati da Machiavelli, a volte agiscono a fin di bene.»Corriere della SeraPeggio di Caino e Abele, due loschi fratelli della Toscana medievale si fronteggiano, il pugnale nella destra celata dietro le spalle. E riescono a uccidersi contemporaneamente. Questi due tragici spettri introducono Dante nel posto più sozzo dell'Inferno, ove i traditori sono collocati nel centro geometrico dell'Universo? Oggi è tornato di moda trattarsi reciprocamente come dei Giuda, pronti a vendere la famiglia o il partito per trenta denari. Eppure manca, in tutto questo caleidoscopio di accuse e insulti, la dimensione epica del tradimento, come sfida a Dio e agli uomini insieme, intreccio indissolubile di malafede e di orgoglio, di crudeltà e di invidia. E dire che può esserci persino un uso geniale, creativo e finanche «virtuoso» del tradimento: ce l'hanno insegnato tipi insospettabili come Machiavelli, Shakespeare e Leopardi, per non dire di Mozart e Da Ponte. Negli affari di cuore come in quelli della politica: ma perché tutto non ricada nel conformismo, occorre che traditi e traditori «abbiano fermo il cuor nel petto», cioè diano prova di quel coraggio che spazza via le ipocrisie dei moralisti d'ogni colore. Il coraggio che spingeva Bruto e Cassio - i due «arcitraditori» di Cesare - a proclamarsi «liberi e armati».

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