Grun Anselm eBooks
eBooks di Grun Anselm editi da Editrice Queriniana con argomento S
Fiducia. Rintraccia la tua forza di vita. E-book. Formato PDF Grün Anselm - Editrice Queriniana, 2015 -
Una riflessione sulla fiducia tema che conduce al centro della spiritualità cristiana. Magari sepolta dietro esperienze negative, dentro ciascuno di noi esiste sempre la capacità di confidare: aver fiducia è forza, fermezza, sicurezza di sé. Sperimentare questa forza è indispensabile per la vita di relazione: è riuscire nella vita. PREFAZIONE Nel i secolo a.C. viveva a Roma un liberto di nome Publilio Siro. Era originario della Siria ed era stato deportato a Roma come schiavo. Grazie alla sua intelligenza e alla sua arguzia fu dichiarato libero e compose numerose pantomime. Furono molto conosciute soprattutto alcune delle sue sentenze molto brevi che trovarono poi collocazione all’ingresso delle scuole di carattere umanistico. In esse si parla ripetutamente della fiducia. «Chi perde la fiducia, non ha più niente da perdere». Evidentemente Publilio Siro ha sperimentato da schiavo che chi ha perso la fiducia in se stesso e nella vita non ha più nulla a cui potersi aggrappare. In definitiva ha abbandonato se stesso. E soltanto chi non abbandona la fiducia riesce anche ad avere fiducia negli uomini e a liberarsi dalla spiacevole situazione in cui si trova. Quest’esperienza si manifesta anche in due altre sentenze che trattano della fiducia: «Se uno perde la fiducia, con che cosa potrà ancora salvarsi?» e ancora: «La fiducia è comunque sempre necessaria, anche quando essa ti ha abbandonato». Publilio Siro esprime nelle sue sentenze la sua personale esperienza. Da schiavo non avrebbe avuto alcuna prospettiva di realizzare qualcosa nella sua vita se non si fosse aggrappato alla fiducia nelle sue capacità. Le sentenze però non indicano una strada per trovare la fiducia. Si limitano a descrivere quanto sia importante non abbandonare la fiducia. Soltanto se leggiamo le parole di Publilio Siro avendo presente la sua esistenza, riusciamo a trovarvi una via che è valida anche ai nostri giorni. Egli ci indica come possiamo aggrapparci alla fiducia persino quando la situazione esterna appare del tutto disperata. Essendo schiavo egli non aveva a Roma alcun diritto. Era preda dell’arbitrio del suo padrone. Molte persone si sentono così anche oggi. Hanno la sensazione di dipendere dall’arbitrio del loro datore di lavoro. Oppure hanno fatto l’esperienza che il destino è cattivo con loro. Di fronte a un destino assurdo che li aggrava di continue sofferenze, sembra loro di non avere più alcuna prospettiva. Il destino di questo liberto romano ci mostra però che anche quando la situazione esterna è opprimente, anche quando sembra difficile trovare una possibilità di cambiamento, è importante aggrapparsi alla fiducia. Dentro di noi c’è il presentimento che ci dice che possiamo avere fiducia. In ciascuno di noi esiste la capacità di confidare. Spesso questa capacità è sepolta sotto esperienze e sentimenti di segno contrario. La vista però di questo schiavo che non ha abbandonato se stesso vuole invitare anche noi a guardarci dentro e a scoprire il fondamento su cui possiamo costruire. Questo fondamento è la fiducia che Dio ha posto come capacità nel cuore di ogni uomo. Dobbiamo solamente crederci. A volte l’osservare il destino di altre persone ci aiuta a credere alla fiducia che è disponibile anche dentro di noi, anche quando la situazione esterna assomiglia tantissimo alla condizione di schiavitù in cui Publilio Siro si trovò suo malgrado. E la fiducia – questa era la sua convinzione – non gliel’avrebbe potuta togliere nessuno. L’aggrapparmi a essa o l’abbandonarla dipende esclusivamente da me. Se mi aggrappo alla fiducia e non la abbandono, in qualche modo c’è sempre una salvezza. La fiducia è indispensabile per la vita di ogni persona, in ogni tempo, in tutte le culture. La riflessione sulla fiducia ci porta anche oggi al centro della religione e della spiritualità. Ogni lingua collega alla parola fiducia la sua esperienza e quindi esprime già qualcosa di ben definito. Il termine latino fiducia è strettamente collegato a fides (fede), che risale a sua volta al termine greco pístis. Questa parola ricorre molto spesso nella Bibbia. Nel greco classico la parola aveva il significato di fidatezza, certezza, fedeltà. Si pensava sempre quindi a una relazione. Giuro all’altro che rispetterò quanto gli ho promesso. La pístis può designare sia la fiducia di cui uno gode come anche la fiducia che uno possiede. Ognuno è degno di fiducia. Ma ognuno ha anche fiducia nell’altro, perché crede che questi rispetti quanto gli ha promesso. In Grecia il termine pístis caratterizza prima di tutto la relazione con un’altra persona. Nel Nuovo Testamento invece la pístis si riferisce al rapporto dell’uomo con Dio. Io credo e confido in Dio. Devo prestare fede a Dio, alle sue parole e alle sue opere. E la fede è un essere saldi in Dio. E questo è sempre collegato anche alla speranza. In Paolo, nella fede, si tratta prima di tutto di confidare nel messaggio di Gesù e di trovare in esso la salvezza. Nel vangelo di Giovanni la fede ha un significato diverso. Nella fede io conosco la realtà così com’è. Oltrepasso l’apparenza che copre ogni cosa e arrivo al vero essere. Chi crede ha la vita. Già adesso è passato dalla morte alla vita. La lingua tedesca collega la propria esperienza al termine fiducia (Vertrauen). La parola è collegata all’aggettivo treu (fedele) e significa ‘diventare saldo’. Può significare anche infondere fiducia, affidarsi a qualcosa, osare qualcosa. La lingua tedesca ha inteso quindi il termine fiducia più in senso psicologico e meno in senso religioso, come fa invece la Bibbia con il concetto di pístis. Avere fiducia è possedere la forza di reggere, di essere fermi in se stessi. E significa avere una relazione produttiva con un'altra persona. Se ho fiducia in qualcuno, gli sono anche fedele, sto con lui, parteggio per lui. La lingua da sola non ci dice come possiamo imparare la fiducia; ci indica solamente la qualità di essa. La fiducia è collegata a saldezza e fedeltà. Sono saldo in me stesso. Parteggio per me. Garantisco per me. E così sono capace di prendere anche le parti di un altro, di offrirgli e trasmettergli fiducia. Chi sperimenta questa sicurezza e questa fermezza, trova la sua forza di vita. E può rafforzare anche la forza di vita di altri e aiutarli a far sì che la loro vita riesca.
L' avventura della vita. Guida spirituale per la famiglia. E-book. Formato PDF Grün Anselm - Editrice Queriniana, 2015 -
Per vivere in famiglia, oggi più di ieri occorre aver fiducia che la vita insieme è cosa buona e riuscirà. Serve una consapevolezza realistica delle proprie forze e debolezze. Serve la serenità necessaria per sopportarsi e sostenersi a vicenda. Una madre di famiglia e un monaco benedettino si incaricano allora di infondere coraggio, suggerendo che, in ultima analisi, è l'amore di Dio a sostenere coloro che rischiano l'"avventura della vita". PREFAZIONEdi Anselm Grün Magdalena Bogner La nostra vita — un'avventura che è compito e sfida. Con questo libro spalanchiamo una finestra sulla via avventurosa che gli esseri umani percorrono, quando entrano in relazione fra di loro, quando si affidano l'uno all'altro e hanno cura l'uno dell'altro, quando cercano la comunione della vita e dell'amore nella famiglia. Andare per questa strada significa sempre non sapere esattamente che cosa ci aspetta dietro la prossima curva. Significa avventurarsi in piaceri e pericoli della vita, aprirsi a nuove prospettive, ma anche affrontare tratti bui e tuttavia essere sostenuti dalla fiducia che questa avventura vale la pena di viverla, perché risveglia e rinvigorisce le nostre forze e accresce la gioia di donare e di ricevere. Per la stragrande maggioranza dei giovani del nostro paese, secondo i risultati di ricerche scientifiche, la famiglia è la forma di vita nella quale essi vorrebbero trovarsi. Le capacità di realizzare questa aspirazione, però, sono molto spesso limitate. La famiglia viene cercata come luogo in cui ci si sente a casa e protetti. Essa è però anche un luogo nel quale le persone entrano in conflitto fra di loro o si feriscono profondamente e dove, pur vivendo in comune, i singoli possono essere soli. Anche la politica ha riscoperto la famiglia. Non da ultimo sono state proprio le famiglie in condizioni di abbandono e sovraccariche di problemi, che non possono più offrire ai figli uno spazio di vita adatto a loro, che hanno reso sensibile l'opinione pubblica. Anche il tasso di natalità in costante diminuzione esige particolare attenzione. Per amore del nostro futuro la società deve dedicarsi in modo nuovo alla famiglia e deve chiedersi che cosa deve cambiare nelle persone, affinché più uomini e donne abbiano il coraggio di affrontare il futuro insieme, di formare una famiglia, di avere figli e di educarli in modo tale che essi possano percorrere fiduciosi la propria strada. La vita in famiglia ha bisogno di buone condizioni di base e di sicurezza finanziaria. Spetta ai responsabili della società, dell'economia e della politica prendersene cura in modo particolare. Tuttavia le persone che vivono o vogliono vivere in una famiglia necessitano anche di orientamento e di incoraggiamento, nonché della fiducia che la loro vita insieme è cosa buona e riuscirà. Hanno bisogno di stima reciproca, di una valutazione realistica delle loro forze e delle loro debolezze; occorre loro inoltre la serenità necessaria per sopportarsi e sostenersi a vicenda come pure la fiducia che è l'amore di Dio a sostenerli. Con questo libro vogliamo dare orientamento a tutti coloro che vivono in una famiglia o desiderano averne una. Spesso la vita quotidiana di una famiglia non si presenta secondo un modello ideale: qui manca un genitore, lì finisce una relazione nata per durare, resta inappagato il desiderio di un figlio o un membro della famiglia muore 'prima del tempo'. In ogni caso, però, una comunità diventa famiglia quando persone di generazioni diverse si assumono l'impegno di essere per sempre responsabili l'uno dell'altro. La famiglia basata sul matrimonio come modello cristiano di famiglia non garantisce a priori una vita familiare duratura e ben riuscita. Ma dove un uomo e una donna sono in grado di affidarsi l'uno all'altra per sempre senza paura e con la fiducia che la forza per affrontare i passi sempre nuovi e incerti della vita in comune non è solo nelle loro mani, li anche la vita con i figli o con i genitori anziani sarà guidata da questa fiducia. In questo caso, anche se fallisce, la loro vita resta aperta alla promessa di Dio che egli percorrerà insieme a loro la via della comunione — ovunque essa condurrà. Noi autori tratteremo il tema 'famiglia' partendo da esperienze di vita diverse: da una parte, dall'esperienza di moglie e madre, di figlia e sorella, nonché di responsabile di una grande associazione femminile cattolica; dall'altra, dall'esperienza di un monaco di un convento che pure vive in una comunità e che nei numerosi incontri e colloqui spirituali poté essere partecipe degli alti e bassi della vita familiare — che da ultimo, però, conosce la vita quotidiana della famiglia solo 'dall'esterno'. Siamo convinti che proprio 1"unione' dei nostri punti di vista possa contribuire sia a trattare il tema 'famiglia' con l'ampiezza necessaria per la società e per i singoli, sia a mostrare vie accessibili per coloro che nella comunione della famiglia si accingono a partire per l"avventura della vita' — con i suoi pericoli e con i suoi momenti lieti. Con questo libro vogliamo incoraggiare ad affrontare l"avventura della vita' in famiglia e a porsi sempre nuovi interrogativi sulle singole 'tappe' della vita familiare e sulle loro sfide. Se le famiglie riescono ad accettare queste sfide, allora fanno allo stesso tempo un cammino spirituale, poiché devono e possono chiedere in ogni situazione concreta, cosa Dio vuole da loro... Questo libro può essere solo un avvio e dare primi impulsi. Per l'approfondimento e lo sviluppo personale del tema vengono formulati — in parte in forma di questionario — Spunti per l'approfondimento, che derivano soprattutto dall'esperienza di vita concreta in famiglia. Il testo ha una struttura dialogica. Partendo dai nostri due diversi punti di vista, riferiamo ciò che ci sembra importante sui singoli temi. Chi di noi scrive risulta dai caratteri tipografici scelti.
Quando ti invoco, rispondimi. Salmi che accompagnano la mia vita. E-book. Formato PDF Anselm Grün - Editrice Queriniana, 2015 -
Il benedettino Grün sceglie di commentare più di quaranta salmi che, in momenti diversi della sua storia personale, hanno assunto un'importanza decisiva. E disegna così un percorso affascinante: a chi legge queste pagine è dato di accedere al messaggio e al significato esistenziale delle parole del salterio, parole per la vita nella sua totalità. Il benedettino Grün sceglie di commentare più di quaranta salmi che, in momenti diversi della sua storia personale, hanno assunto un’importanza decisiva. E disegna così per noi un percorso davvero affascinante: a chi legge queste pagine è dato di accedere al messaggio e al significato esistenziale delle parole del salterio, parole per la vita nella sua totalità.Dalla quarta di copertina:Parole per la vita nella sua totalità Dal profondo a te grido, o Signore; Signore, ascolta la mia voce.(Salmo 130) I salmi accompagnano Anselm Grün da oltre quarant’anni lungo il suo cammino spirituale. Queste preghiere dell’Antico Testamento sono di una forza linguistica unica: tematizzano i sentimenti fondamentali della vita quotidiana – gioia, cordoglio, amore, paura – e restano attuali oggi come più di duemila anni fa.In questo libro Anselm Grün sceglie più di quaranta salmi che hanno assunto importanza per la sua vita. Il benedettino ci porta con sé in un viaggio. Con questo libro è possibile accedere al significato dei testi e comprendere il messaggio dei salmi. INTRODUZIONE Da quarantaquattro anni ogni giorno prego e canto più volte i salmi. Durante il noviziato queste preghiere dell'Antico Testamento mi risultavano ostiche. Ma, non soltanto per mezzo delle interpretazioni della salmodia che ho appreso dal mio maestro dei novizi padre Augustin Hahner o dall'indimenticato esperto dell'Antico Testamento padre Notker Fiiglister, il senso dei salmi mi si è andato rivelando sempre di più. La prassi quotidiana della recita dei salmi mi dimostra che i salmi non mi annoiano mai. Per me, infatti, sono poesie che mi offrono le parole con cui posso esprimere la mia situazione personale davanti a Dio. E mi donano parole per pregare per le persone le cui preoccupazioni mi toccano in un determinato momento e per presentare a Dio la loro situazione senza vie d'uscita. I salmi mi conducono negli abissi della mia anima e vi scoprono le mie emozioni e i miei desideri profondi che, nel caos della vita quotidiana, torno sempre a coprire. E i salmi mi portano anche sempre alla solidarietà con le persone che mi circondano. Non posso mai recitarli soltanto per me, ma in quelle parole mi sento già sempre legato alle persone per le quali quelle parole calzano alla perfezione. In questo processo l'accento si sposta di continuo. Talvolta i salmi mi spingono a presentare a Dio il mio stato d'animo, senza abbellimenti. Altre volte, di fronte alle stesse parole, mi viene da pensare ad altre persone. Durante il salmodiare torna sempre ad accompagnarmi una riflessione che è stata regolarmente sottolineata da sant'Agostino e che il nostro direttore del coro Godehard Joppich ha descritto in maniera molto incisiva nella sua introduzione alla liturgia della Settimana santa. È la riflessione che Cristo stesso abbia pregato con i salmi. E quando, oggi, preghiamo i salmi, preghiamo insieme a Cristo. Quando prego i salmi in questo modo, mi sento vicino al cuore di Gesù. Comprendo il suo anelito a tornare dal Padre. E allo stesso tempo la tribolazione che ha patito tra gli uomini. Recito i salmi insieme a Gesù, contemplo il mondo insieme a lui. E, nella preghiera, lo capisco sempre di più. Sento un legame interiore con lui. Questo modo di pregare i salmi è senz'altro previsto dalla Bibbia. In quanto ebreo, infatti, Gesù recitava i salmi e gli evangelisti lo dimostrano espressamente facendo recitare a Gesù in croce il Sal 22 (Matteo e Marco) e il Sal 31 (Luca). Nella tradizione benedettina, prima e dopo ogni salmo cantiamo un'antifona. L'antifona può essere tratta dal salmo stesso o essere determinata in base al mistero di quella celebrazione. L'antifona interpreta il salmo. Indica il tema principale del salmo o lo interpreta in base al mistero di quella celebrazione. Possiamo allora intendere il salmo come interpretazione della festa. Da sempre è esistita anche un'altra tradizione, che Godehard Joppich ha ripreso per il libro delle Lodi: il salmo non viene cantato dal coro che si alterna, bensì è recitato soltanto dal solista. A ogni versetto del salmo, l'assemblea risponde con un ritornello (responsorio), un breve rigo tratto dal salmo stesso. L'assemblea interpreta quindi il salmo tramite questo rigo e lo recita anch'essa. E, attraverso la ripetizione costante del responsorio, vorrebbe interiorizzare sempre di più le parole, così che le frasi del salmo restino nel cuore, trasformandolo sempre di più. Ho scritto queste meditazioni sui salmi in questo libro per il libro delle Lodi. Perciò interpreterò sempre il salmo a partire dal breve rigo che l'assemblea ripete. Queste meditazioni, perciò, non possono avanzare la pretesa di interpretare il salmo nel suo complesso. Si accontentano di prendere in considerazione un aspetto del salmo, nel modo in cui va inteso in base al periodo dell'anno liturgico in cui viene cantato e in base al responsorio. Ma mi auguro che proprio queste brevi meditazioni possano invitare il lettore e la lettrice a vedere i salmi con i propri occhi e a meditarli.