Libri sulla letteratura tedesca
Manuali, storie e antologie della letteratura tedesca
Viaggio a Norimberga. E-book. Formato EPUB Hermann Hesse - Adelphi, 2019 -
«Se oggi mi chiedo quale fu il vero movente che mi ha portato in autunno dal Canton Ticino a Norimberga – un viaggio durato due mesi – mi coglie l’imbarazzo» scrive Hermann Hesse all’inizio di questo libro di memorie. Nel 1925 aveva deciso infatti di lasciare il suo eremo in Svizzera e di accogliere l’invito a tenere una serie di pubbliche letture in Germania: proprio lui che riconosceva di essere «un uomo restio ai viaggi e alle frequentazioni umane», lui che trovava la prospettiva di esibirsi in pubblico «talvolta spaventosa». Non era d’altro canto un momento qualsiasi: «... la vita mi costava un’insolita, eccessiva fatica, e ogni idea di cambiamento, trasformazione, fuga non poteva che essermi gradita». Una fuga, però, da indugiante, meditabondo flâneur, fatta di soste prolungate e deviazioni e incontri con vecchi amici, che lo conduce da Locarno a Zurigo, da Baden alla natia Svevia, da Ulma ad Augusta e a Norimberga, per terminare infine a Monaco, con la visita a Thomas Mann. Un viaggio, «in sé insignificante e fortuito», che diventa una discesa nel passato e nella propria coscienza, e si traduce in un’intensa confessione intima, dove Hesse ci parla dei suoi amori letterari – primo fra tutti Hölderlin, fatale scoperta infantile – e dell’avversione per il mondo moderno; dell’insofferenza per «la fabbrica culturale» («nessuno è più vanitoso, nessuno più assetato di plauso e consenso dell’intellettuale») e del penoso fardello della fama – e, quale antidoto alla disperazione, dell’umorismo, «ponte sospeso sopra il baratro tra realtà e ideale».
La cura. E-book. Formato EPUB Hermann Hesse - Adelphi, 2015 -
Una pausa di due settimane nella vita di un intellettuale che aspira alla saggezza lo spinge - attraverso piccoli fatti in apparenza irrilevanti - a dubitare con buone ragioni di sé: e quell'intellettuale è Hesse stesso, che ironizza stupendamente sulla propria persona. Questo conflitto silenzioso, involontariamente comico ma non perciò meno duro, si svolge entro la cornice antiquata di una stazione termale: su tale pretesto, Hesse ha costruito una delle sue più perfette parabole, "La cura" (1925), che segue di poco a "Siddharta" (1922) e in certo modo ne è "l'altra parte". Come lì si assisteva a un itinerario verso l'illuminazione, qui si 'smonta' un illuminato occidentale troppo sicuro di sé, che viene messo in crisi da piccoli incidenti quotidiani - e da ciò è condotto a rivedere certe sue convinzioni troppo tranquille. Ma il punto di arrivo è lo stesso: in quella "psicologia dell'occhio cosmico" che è il grande dono di Hesse e davanti alla quale "non c'è più nulla di piccolo, di sciocco, di brutto, di malvagio, ma tutto è santo e venerabile".
Il pellegrinaggio in Oriente. E-book. Formato EPUB Hermann Hesse - Adelphi, 2013 -
"Il pellegrinaggio in Oriente" (1932), il più perfetto dei romanzi brevi di Hesse e quasi lo stemma di tutta la sua opera, racconta un’esperienza unica e inaudita, che ha luogo, non a caso, in quel «periodo torbido, disperato, e tuttavia così fertile che seguì la prima guerra mondiale». Uniti in una misteriosa Lega, le cui regole paradossali e sapienti ripetono – riflesse nello specchio del Bund romantico – quelle di antichi gruppi iniziatici, uomini disparati si mettono in cammino verso una meta che non è un luogo ma una dimensione altra della realtà. Ricercatori del tao e della kundalini, silenziosi aiutanti, il pittore Paul Klee, lo stesso Hermann Hesse, che è il protagonista, e tanti altri personaggi partecipano a questo singolare viaggio che non ha certo inizio con loro ma è un incessante movimento che percorre il tempo da sempre, e in cui tutti i nomi della storia possono comparire quali momentanei compagni. Ma questo è solo il primo dei molti e conturbanti segreti che incontrerà il lettore nei meandri di una favola che insegna un nomadismo radicale da una realtà che ci è imposta verso un’altra, sfuggente, beffarda e piena di tranelli, che però poi si rivelano essere mezzi pedagogici di un violento svezzamento, usati per dissolvere le ultime, tenaci resistenze al viaggio senza ritorno verso Oriente. Non meraviglia – dato questo schema e la felicità con cui è sviluppato – che il piccolo libro sia stato riscoperto ed esaltato in questi ultimi anni da tanti che hanno sentito di soffocare nell’aria in cui erano nati.