Marco Rovelli eBooks
eBooks di Marco Rovelli editi da Bur con argomento Immigrazione
Marco Rovelli, scrittore e musicista, ha pubblicato le 'narrazioni sociali' Lager italiani (Bur 2006), Lavorare uccide (Bur 2008) e Servi (Feltrinelli 2009); le raccolte di poesie Corpo esposto (Memoranda 2004) e L'inappartenenza (Transeuropa 2009); Con il nome di mio figlio. Dialoghi con Haidi Giuliani (Transeuropa 2009); il romanzo La parte del fuoco (Barbès 2012); La meravigliosa vita di Jovica Jovic (con Moni Ovadia, Feltrinelli 2013). Musicista prima con i Les Anarchistes, nel 2009 ha pubblicato il cd solista libertAria e nel 2015 Tutto inizia sempre. È andato in scena con la riduzione teatral-musicale di Servi e con lo spettacolo Homo migrans, da lui scritto e interpretato (con Moni Ovadia). Collabora con "il manifesto".
Lager italiani. E-book. Formato EPUB Marco Rovelli - Bur, 2013 -
I centri di permanenza temporanea. Da Lampedusa a Milano, le storie dei clandestini reclusi senza colpa. Disperazione, solitudine, diritti violati. Com'è possibile? La sconfitta di un paese civile. Premessa di Erri De Luca. Postfazione di Moni Ovadia. I CPT sono dei lager veri e propri. Leggendo questi racconti straordinari prendiamo coscienza di quanto la nostra pseudodemocrazia consumista conviva con l'eredità totalitaria nazifascista. Moni Ovadia Questi racconti sono la versione moderna della Storia della colonna infame di Manzoni. Oggi si condannano senza alcun grado giudiziario degli essere umani a scontare pena in un recinto di appestati. Erri De Luca C'è un'Italia che tutti conosciamo, civile e democratica. E c'è un'Italia che nessuno vuole riconoscere, che da anni rinchiude gli immigrati irregolari, in attesa di espulsione, in ex caserme militari e capannoni industriali dismessi. Storie di donne e di uomini segregati senza ragione. Tutto documentato in questo libro, in cui si riportano le denunce di organizzazioni internazionali come Amnesty International e Medici Senza Frontiere, ma soprattutto, per la prima volta, si dà voce ai reclusi senza colpa dei CPT. Grazie a una narrazione che trapassa ogni possibile indifferenza, la loro testimonianza scuote la distrazione e l'ipocrisia di chi non vuole vedere.