Mario Praz eBooks

eBooks di Mario Praz editi da Adelphi con argomento Roma

Mario Praz (Roma, 1896-1982) è stato uno dei più autorevoli anglisti e critici letterari italiani del Novecento. Professore di Letteratura inglese all’Università di Roma, ha segnato in modo decisivo gli studi sul Romanticismo europeo, sull’estetica decadente e sui rapporti tra letteratura, arti figurative e immaginario culturale, soprattutto con il celebre La carne, la morte e il diavolo nella letteratura romantica (1930). Intellettuale di fama internazionale, sommo saggista, fu inoltre traduttore e storico dell’arte. Tra i numerosi riconoscimenti: il Premio Feltrinelli per la critica letteraria, la Medaglia d’oro della British Academy, il titolo di Knight Commander of the British Empire, la laurea honoris causa conferitagli dall’Università di Cambridge.
EBOOK   9788845986970

Il patto col serpente: Paralipomeni di «La carne, la morte e il diavolo nella letteratura romantica». E-book. Formato EPUB Mario Praz   -  Adelphi, 2023  - 

Da quando, nel 1930, è uscito il libro più famoso di Praz, «La carne, la morte e il diavolo nella letteratura romantica», l'intuizione critica che lo ispirava è quasi diventata un luogo comune: accade cioè che «chiunque si occupi delle origini della sensibilità moderna ne tiene conto, anche senza aver letto e compreso l'importanza di Praz. È il destino di coloro che hanno ovviamente ragione, ma nulla toglie al fatto che sono pochi i critici cui sia stata concessa un'i­dea così brillante» (Frank Kermode). E una necessaria integrazione di quell’ope­ra capitale è «Il patto col serpente», che svela sin dal titolo il suo cuore nero: come nel quadro di Hans Baldung Grien, assunto dallo stesso Praz a emblema del libro, il serpente tentatore è infatti l'immaginazione, che per il tramite di Eva (la sensibilità) corrompe Adamo (la volontà) svelando le zone più inconfessabili dell'ani­ma e dando così libero corso alla malinconia, alla fantasticheria aberrante e mostruosa, alla perversione, alla nevrosi: «Sono effeminato,» si legge nelle «Confessioni di un giovane inglese» di George Moore «morboso, perverso. Ma soprattutto perverso. Tutto ciò che è perverso mi affascina». Motivi, questi, che dal Romanticismo in poi accomunano un'intera legione di artisti – Füss­li e Poe, i Preraffaelliti, Ruskin e Pater, J.A. Symonds, Vernon Lee e Walter de la Mare, D’Annunzio, Rodin, Proust. Grazie a Praz, al suo inimitabile metodo – fondato sull’«esplorazione ravvicinata» e sulla «relazione», sulla capacità, cioè, di individuare in un quadro o in un testo un dettaglio e di inserirlo in una rete di rapporti –, alla sua prosa perfetta, li vediamo sfilare sotto i nostri occhi quasi assistessimo, affascinati, «a una serie di “entrées” in un grande balletto con scene che si susseguono in straordinarie esibizioni» (Giovanni Macchia).

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