Massimo Cacciari eBooks

eBooks di Massimo Cacciari editi da Adelphi con argomento E

Massimo Cacciari è professore emerito di Filosofia all’Università Vita- Salute del San Raffaele di Milano. Co-fondatore e co-direttore di riviste che hanno segnato il dibattito politico e filosofico italiano degli ultimi decenni, ha pubblicato numerosi volumi in Italia e all’estero, tra i quali si segnalano quelli che ne hanno maggiormente caratterizzato la ricerca, come: Krisis (1976), Icone della legge (1985), Drama y duelo (1989), Dell’Inizio (1990), Architecture and nihilism (1992), Geofilosofia dell’Europa (1994), Della cosa ultima (2004), Hamletica (2009), The Unpolitical (2010), Il potere che frena (2013),Labirinto filosofico (2014), Re Lear. Padri, figli, eredi (2015), Occidente senza utopie (con P. Prodi, 2016), Generare Dio (2017) e La mente inquieta. Saggio sull’Umanesimo (2019).
EBOOK   9788845989735

Geofilosofia dell’Europa. E-book. Formato EPUB Massimo Cacciari   -  Adelphi, 2026  - 

È accaduto, e sta accadendo nei nostri anni, che l’Europa, proprio nel momento in cui giungeva alle soglie dell’unità politica ed economica, si scoprisse in preda a spinte opposte, centrifughe, a resistenze di ogni tipo – teoriche e pratiche –, come se il segno dell’unità fosse innanzitutto in questo acuto sentimento di crisi. Come si spiega tutto ciò? Nietzsche scrisse una volta che l’Europa è un malato, anzi un malato «incurabile». E da qui prende le mosse l’affascinante itinerario di Cacciari. Così scopriamo che fin dalle guerre persiane, anzi fin dall’«Asia» ionica, l’Europa è instabile intorno ai suoi confini, inquieta nel suo cuore, incerta sul suo destino. Fin dal suo apparire, nella coscienza ellenica, procede per decisioni – e, dunque, problemi, enigmi, bivi si aprono continuamente di fronte al suo sguardo. A questi luoghi dell’interrogarsi d’Europa è dedicato il libro: guerra/pace, mare/terra, Oriente/Occidente, legge/sradicamento. E scopriamo che proprio il tentativo di ridurre questa tensione di opposti, la volontà di forzarli a un accordo è all’origine di quella violenza che vediamo sprigionarsi dall’interno dell’Europa. Mentre forse l’unica via di salvezza sta lì dove si tenta di tener fermo proprio ciò che appare perfettamente singolo, perfettamente distinto. Secondo il senso di questa traccia – quanto mai «inattuale» –, nel libro l’antica saggezza tragica dialoga con il grande realismo politico del Moderno, da Machiavelli a Carl Schmitt, la «Repubblica» di Platone con Agostino e con «La pace della fede» di Niccolò da Cusa, la «Venezia salva» di Simone Weil con l’«ultimo Dio» di Martin Heidegger. Voci anche in lotta tra loro – eppure testimoni che l’Occidente d’Europa, il suo tramontare, possono rivelarsi promessa di una «congettura di pace», di una «patria assente».

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EBOOK   9788845989742

L’Arcipelago. E-book. Formato EPUB Massimo Cacciari   -  Adelphi, 2026  - 

Dopo la «Geofilosofia dell’Europa», che tracciava il profilo di quella singolare figura a cui, sin dall’inno omerico ad Apollo, fu dato il nome di Europa, Cacciari si inoltra ora nel paesaggio europeo, che gli si mostra appunto come Arcipelago, irriducibile pluralità dove i singoli elementi convivono in quanto inevitabilmente separati. E le isole dell’Arcipelago sono le «declinazioni» d’Europa: in molte forme ha combattuto sé in se stessa, ma comune è l’interrogazione. Perciò anche il suo «declino», o il suo necessario tramonto, assumerà nomi diversi. Il senso del tramonto d’Europa dovrà contrarsi nei volti dello «homo democraticus» di Tocqueville, dell’«ultimo uomo» di Nietzsche, dell’«uomo del sottosuolo» di Dostoevskij? Il senso del tramonto dovrà arrestarsi sul meridiano dell’affermazione inospitale della propria ‘insularità’, dell’empia commistione tra ‘anarchica’ richiesta di autonomia ed esigenza servile di protezione e tutela? L’‘ideale’ del gregge che non tollera alcun pastore sarà l’ultima parola del tramonto d’Europa, la sua ultima «declinazione»? Queste sono le domande poste al centro di «L’Arcipelago». E la figura stessa dell’Arcipelago invita a una possibile risposta. Se mai l’Europa custodisce ancora in sé tale figura, e può perciò rammemorarla, allora un dio «ancora straniero» può attenderla: il dio che ospita perché egli stesso straniero, il dio che esiste nell’essere-insieme perché in se stesso molteplice, il dio che incarna in sé tutto il passato – tutte le sue vittime e i suoi ‘peccati’ – per poterlo finalmente oltrepassare. «Amicizie stellari» separano-congiungono le isole dell’Arcipelago. Tali ‘amicizie’ formano l’ethos paradossale di una patria assente, che proprio per la sua assenza e inattingibilità inesauribilmente vive. E aperta rimane la questione, per noi tutti decisiva, se l’Europa saprà lasciarsi così «declinare».

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