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eBooks di P editi da Neri Pozza con argomento Italia Storia

EBOOK   9788854516274

Fiume: L'avventura che cambiò l'Italia. E-book. Formato EPUB Pier Luigi Vercesi   -  Neri Pozza, 2017  - 

Il 12 settembre 1919 Gabriele d’Annunzio occupa con un migliaio di uomini il porto adriatico di Fiume. In pochi giorni il suo e-sercito di «disertori» si moltiplica. È una sfida al mondo intero: alle potenze alleate che non vogliono riconoscere l’italianità di quella città e al governo italiano che non si sa imporre al tavolo della pace di Versailles. L’occupazione dura quasi sedici mesi e Fiume diventa un laboratorio rivoluzionario politico, sociale, economico ma anche let-terario e teatrale. D’Annunzio governa con un’invenzione al giorno, affinando le sue doti di seduttore e addomesticatore di folle. Fiume diventa la «città di vita», dove tutto è concesso e vissuto fino in fondo: le donne votano, l’omosessualità è tollerata, si può divorziare, l’esercito si democratizza e una Costituzione, La Carta del Carnaro, elaborata dal rivoluzionario Alceste De Ambris e riscritta da d’Annunzio, sovverte le regole borghesi e monarchiche. Pier Luigi Vercesi narra in queste pagine la storia di quest’avventura, dal settembre del 1919 in cui ebbe inizio sino alle giornate di sangue del Natale 1920, quando il governo italiano, dopo aver firmato un accordo con la Jugoslavia, ordinò al generale Caviglia di bombardare dal mare il Palazzo del governo di Fiume. Una straordinaria avventura che il fascismo, di lì a poco, tenterà di fare sua, riproponendo i cerimoniali inventati da d’Annunzio per conquistare le folle. L’anima più autentica del fiumanesimo, tuttavia, non soltanto non aderì al fascismo, ma si schierò dall’altra parte.

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EBOOK   9788854523470

Scandalo Italia: Corruzione, Trasformismo, populismo:1870-1900. E-book. Formato EPUB Pierangelo Sapegno   -  Neri Pozza, 2021  - 

L’Italia di oggi nasce il 20 settembre 1870, quando Roma diventa la capitale del nuovo regno, e i primi trent’anni di vita nazionale sono già lo specchio di ciò che siamo diventati: dal trasformismo in politica alla corruzione generalizzata, dalla compravendita dei voti parlamentari al populismo che rischia di sfociare in qualcosa di peggio, dalla malavita organizzata in strutture mafiose alle malversazioni ai danni dello stato e del cittadino. Persino le «trame nere» e quelle «rosse». Sembra incredibile, ma per quanto ci si sforzi non si riesce a trovare una sola «triste novità» del nostro tempo che non fondi le sue radici nelle cattive abitudini acquisite allora: depistaggi, ingiustizie nei tribunali, processi mediatici… Anche i personaggi sembrano sempre gli stessi: le vittime abbandonate dallo Stato, gli eroi neri della cronaca, i radical chic dei salotti. La verità è che non siamo mai cambiati e non abbiamo imparato nulla dagli errori e dalle bestialità commesse in passato. Dunque era davvero tutto già scritto? Perchè non siamo stati capaci di crescere e di acquisire una diversa coscienza civile? Perchè abbiamo perseverato nei nostri «peccati»? C’è una ragione che può giustificare tutto questo? Poteva andare diversamente? Se la Storia non si ripete mai, perchè proprio in Italia è rimasta cristallizzata? Un grande giornalista conduce un’inchiesta serrata per cercare una risposta a tutte queste domande. «Dall'altare alla polvere. È un destino che accomuna molti dei personaggi in chiaroscuro di questa vicenda, protagonisti della stagione gloriosa dell'eroismo risorgimentale, che anche nella percezione dell’opinione pubblica sembra ormai definitivamente sepolta negli archivi della memoria, sostituita da quest’epoca volgare, ammorbata di meschina vita parlamentare e di corruzione. Nasce allora l’immagine della casta…»

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EBOOK   9788854520240

La notte in cui Mussolini perse la testa. E-book. Formato EPUB Pier Luigi Vercesi   -  Neri Pozza, 2019  - 

Alle 17,15 di sabato 24 luglio, in una Roma devastata dai bombardamenti alleati sul quartiere di San Lorenzo, si riunì, per la prima volta dallo scoppio della guerra, il Gran Consiglio del fascismo. Ufficialmente era l’organo delle supreme decisioni; nella pratica era il teatro dei monologhi del dittatore. Gli Alleati avevano occupato la Sicilia e la popolazione era allo stremo. Il 19 luglio, Mussolini aveva incontrato, a Feltre, Adolf Hitler, sperando di convincerlo ad abbandonare il fronte russo e a concedere all’Italia una via d’uscita che non comportasse la distruzione del Paese. Non gli venne concesso di aprire bocca. Da un mese, nella capitale si mormorava di congiure militari, di palazzo, persino vaticane. Una sola cosa era certa: Mussolini, l’onnipotente, era il busto ingombrante che qualcuno doveva trovare il coraggio di abbattere dal piedistallo. La convocazione del Gran Consiglio dipendeva da lui, che fino a tre giorni prima aveva respinto ogni pressione. Sapeva che Dino Grandi, presidente della Camera, aveva stilato un ordine del giorno in cui gli veniva chiesto di rimettere nelle mani del sovrano i poteri militari e politici. La riunione, a differenza del passato, venne tenuta in gran segreto. Buona parte dei convocati si presentò con le tasche piene di bombe a mano, prevedendo una resa dei conti. La riunione si protrasse fino alle due di notte del 25 luglio. Cosa accadde in quelle ore fatali? E chi erano i personaggi che tennero testa all’uomo che da vent’anni governava senza contraddittorio la nazione?

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