Tullio Avoledo eBooks

eBooks di Tullio Avoledo editi da Neri Pozza con argomento Giallo

Nato a Valvasone, in Friuli, nel 1957, Tullio Avoledo ha esordito in letteratura nel 2003 con il fortunatissimo “L’elenco telefonico di Atlantide” (premio Forte Village Montblanc - Scrittore emergente dell’anno), romanzo che ibridava fantascienza e mitologia con una satira feroce del mondo bancario e della società italiana ai tempi dell’effimero trionfo della web economy. Ha poi pubblicato altri undici romanzi, prima per Sironi e poi per Einaudi e Marsilio, tra cui “Mare di Bering”, “Lo stato dell’unione”, “Tre sono le cose misteriose” (premio Super Grinzane Cavour), “La ragazza di Vajont”, “Breve storia di lunghi tradimenti”, “L’anno dei dodici inverni”, “Un buon posto per morire” (scritto a quattro mani con Davide “Boosta” Dileo dei Subsonica) e “Chiedi alla luce”. Ha anche pubblicato per Rizzoli una personalissima e divertita versione, ambientata nell’Italia odierna, delle “Baruffe chiozzotte” di Goldoni.
Ha partecipato con due romanzi (“Le radici del cielo” e “La crociata dei bambini”, Multiplayer) a “Metro 2033 Universe”, una narrazione collettiva internazionale sul mondo post catastrofe nucleare immaginato dallo scrittore russo Dmitry Glukhovsky; il suo terzo romanzo della serie, “Il conclave delle tenebre”, è di imminente pubblicazione in Russia.
Suoi libri sono stati tradotti in inglese, spagnolo, tedesco, russo, polacco e ungherese.
EBOOK   9788854534483

Ultimo valzer di una ragazza perbene: Un'indagine dell’avvocato Contrada. E-book. Formato EPUB Tullio Avoledo   -  Neri Pozza, 2026  - 

È un inverno insolito quello in cui l’avvocato Vittorio Contrada è costretto a guardare in faccia il suo passato. E quel passato ha gli occhi azzurri, la pelle morbida e l’incedere elastico di Claudia, compagna di liceo che Vittorio non vede da oltre vent’anni. Ex barricadera dai forti ideali, Claudia ora è sposata con Eugenio Morlacchi, imprenditore green dall’incredibile successo. Ha casa a Milano, un palazzetto sul Canal Grande a Venezia, gioielli, un autista, ma soprattutto Claudia ha una figlia, Ada, e Ada ha un problema grave. Qualcuno la minaccia, uno stalker, un possibile rapitore, qualcuno che potrebbe avere un conto in sospeso col Morlacchi. Ma a Contrada basta poco – parlarne con la sua squadra ormai rodata, la socia Gloria Almariva e il ruvido tuttofare Ciuffo, al secolo Andrea Benati – per capire che le cose non stanno affatto come Claudia gli ha raccontato fra le lacrime. Che la giovane Ada forse non è una ventenne indifesa di fronte alle brutture del mondo. Che quando le luci fuori si spengono e nel buio delle stanze si accendono gli schermi di computer e cellulari, Ada si trasforma. Il suo segreto è di quelli che non si confessano a cuor leggero, la sua doppia vita farebbe vergognare una ragazza perbene, ma le sue ragioni sono adamantine, incomprensibili per gli adulti che la circondano e, di certo, pericolose. Salvare Ada sarà per Vittorio e i suoi un tuffo in ricordi agrodolci e insieme una corsa verso un orizzonte sempre più minaccioso. Mentre sulla città scende – lievissima, incurante – la neve. Dopo Come si uccide un gentiluomo, Tullio Avoledo torna con un giallo che non teme di guardare a fondo nelle debolezze umane, per raccontarcele poi con penna ironica e feroce, piena di inaspettata tenerezza. La sua voce non era cambiata, in vent’anni. L’immagine che aveva davanti agli occhi mentre le parlava era quella di lei ragazza, fiera Giovanna d’Arco mentre guidava un corteo o organizzava un’occupazione. Vederla muoversi fra le cariche della polizia e i lacrimogeni era bello, ti faceva battere il cuore come quando si lanciava in un ballo. Vittorio alle manifestazioni ci andava solo per lei. Hanno scritto di Come si uccide un gentiluomo: «Avoledo è il nostro autore più enigmatico e carismatico. Il romanzo vola, con la marcia in più di uno stile sempre brillante». Sergio Pent, Tuttolibri «Tullio Avoledo ci regala una storia che intreccia suspense e denuncia sociale e che, come le migliori indagini, è anche esplorazione dell’animo umano, affresco vibrante del nostro tempo e del fragile equilibrio tra giustizia e potere». Il Venerdì di Repubblica «Avoledo dimostra ancora una volta di essere un abile illusionista dell’immaginario». Luca Crovi

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