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eBooks di Aa Vv editi da Donzelli Editore Studi culturali (Cultural studies)

EBOOK   9788868433451

La bellezza. Un dialogo tra credenti e non credenti. E-book. Formato EPUB Aa.Vv.   -  Donzelli Editore, 2015  - 

«Rara è la capacità di lasciarsi ferire dalla bellezza. Una ferita che diventa feritoia, aperta su quell’infinito e quell’eterno verso cui si tende». Gianfranco Ravasi. Un nuovo importante tassello del Cortile dei Gentili, l’affascinante progetto, voluto in prima persona dal cardinale Gianfranco Ravasi su diretta sollecitazione di papa Benedetto XVI, divenuto in questi ultimi anni uno straordinario luogo d’incontro tra personalità di culture e fedi differenti, tra credenti e non credenti, per approfondire le grandi domande dell’uomo nel nostro presente. Filo conduttore del volume è il tema della bellezza, declinata nelle sue diverse e variegate sfumature: nel suo dialogo con la fede, con la cultura, con l’arte, con la spiritualità e con la società. Ad aprire la discussione, il provocatorio intervento di Jean Clair, uno dei massimi storici dell’arte contemporanei, il quale afferma: «Un Dio senza la presenza del Bello è più incomprensibile di un Bello senza la presenza di un Dio». C’è un’intera tradizione legata al pensiero religioso che ci ricorda come la poesia, senza la bellezza di Dio, rischi di rimanere un’astrazione, e la fede, senza la bellezza, corra il pericolo di non riuscire a parlare al cuore dell’uomo. È soprattutto la forza rivoluzionaria della bellezza a emergere dalle righe dei vari interventi, la sua «terribile» capacità di sconvolgere, di destabilizzare: «La bellezza sublime – scrive Francesc Torralba – rompe tutti gli schemi; è una forza che entra nel mondo senza chiedere permesso, un’intrusa che nessuno stava aspettando»; è una finestra che lascia intravedere una realtà altra. E la discussione non poteva non investire il campo dell’immagine, dell’arte, e in primo luogo l’arte sacra, in cui la figura umana, recando in sé una divina somiglianza, è investita di un valore e di un significato sublimi. Non a caso ad accompagnare il dibattito interviene un ulteriore dialogo, quello che le immagini, contenute nell’inserto iconografico, intrattengono con la parola scritta, ma anche tra loro stesse, in un gioco di echi e rimandi, di confronti e rispondenze, risvegliando in noi la nostalgia di una bellezza che pare perduta e, forse, la capacità di scorgerne ancora qualche traccia.

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EBOOK   9788855221528

Le vie dell'acqua: L'Appennino raccontato attraverso i fiumi. E-book. Formato EPUB Aa.Vv.   -  Donzelli Editore, 2020  - 

Sette scrittori, sette fiumi e una battaglia: restituire all’Appennino il ruolo di dorsale simbolica del nostro paese, raccontandone la storia attraverso i corsi d’acqua che sgorgano dalle sue montagne. L’Appennino ospita una fauna e una flora particolari. Le distese di faggi e di querce, il passo felpato della volpe, del cinghiale e del lupo si sposano con un sottobosco fatto di felci e funghi di ogni tipo. L’umidità lo avvolge e la cortina di silenzio fa sì che la mente di chi lo attraversa trovi la quiete e si disponga alla meditazione, al ricordo, alla fuga con la fantasia. Ma l’Appennino è anche il luogo dove si aprono le sorgenti d’acqua dolce: racconta la storia del Po, del Tevere, del Sele, del Crati. L’acqua è un bene che va narrato nelle sue molte fasi di nascita e di cammino. Ogni regione d’Italia ha le sue fonti, ha i suoi torrenti e i suoi fiumi. Non c’è paese che non debba la sua esistenza a un fiume o a una sorgente. L’acqua è la linfa vitale dei nostri paesi, che disseti uomini e bestie o che irrighi le campagne. E i fiumi sono in movimento continuo, scendono dalle alture e raggiungono i posti più lontani della pianura. Man mano che viaggiano, si caricano di storie, di vicende sempre diverse, si imbattono in presenze in grado di affidare all’acqua il riassunto della quotidianità e del passato, le speranze del futuro. Il fiume è metafora della storia: e partendo dai fiumi anche la letteratura tende ad affidarsi alla storia, a raccogliere le vicende degli uomini, il loro cammino lungo e difficile. Contro un’idea asfittica e minimalista di letteratura, gli autori di questo libro propongono di tornare a un racconto epico che pone nuovamente il flusso narrativo tra le sponde di un fiume, che ha un inizio, un percorso e una fine. «Noi pensiamo – scrive Raffaele Nigro – che la letteratura dei fiumi e delle sorgenti, la scrittura legata agli Appennini e alla fuga non può più fermarsi a osservare i soli frammenti della vita. Non è un frammento a sé stante il cammino dell’umanità». Riprendere dunque quel percorso narrativo che in Italia nasce con l’Eneide e, attraverso i poeti epici rinascimentali, Manzoni e i grandi neorealisti, arriva fino a Tomasi di Lampedusa e a Eco, richiamandosi a Vico e a chi nella storia vede il cammino inalienabile dell’uomo. Una fonte e un fiume infiniti. La ragione per cui l’uomo è un uomo.

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