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eBooks di Aa Vv editi da Educatt ARTI
Dante a NovaraEdizioni e personaggi della Commedia tra Sesia e Ticino. Catalogo della mostra nel VII centenario. E-book. Formato PDF Aa.Vv. - Educatt, 2021 -
La collezione delle operedantesche antiche di Carlo Negroni,unica nel suo genere, è lo spunto perraccontare episodi della storiadel libro, dai codici manoscritti miniati ai primi volumi stampatiacaratteri mobili, da Manuzio in poi, con la selezione di edizionie personaggi della DivinaCommedia, dal teologo Pier Lombardoall’eretico fra Dolcino, che legano Dante a Novara, nel«dolce piano»tra Sesia e Ticino. Dalla mostra bibliografica alla Biblioteca CivicaNegroni pagine,immagini e citazioni che arrivano all’etàcontemporanea con artisti come Doré e poeti come Reborache ha scritto: «Da eterna Poesia a noi vien Dante».
Una relazione di senso. Patrimoni culturali e Alzheimer. E-book. Formato PDF Aa.Vv. - Educatt, 2020 -
La demenza, dunque, come qualcosa dell’umano, per il motivo che è propria solodell’uomo la possibilità di “perdere” la ragione, che può anche significare inoltrarsi in percorsi involontari in cui la mente sembra scoprirepossibilità che sfuggono alle codificazioni normali, ma che pure sonoun’espressione del logos umano. L’idea umanistica era che in qualchemodo ci fosse della verità nella demenza, un modo diverso, insolito, inaspettato, enigmatico di manifestare la verità, che costringe ad allargarela visione dell’umano rispetto ai suoi modelli correnti e la considerazione della mente rispetto alla ragione argomentativa e calcolante.Quindi una brevissima conclusione con una rapida apertura di riflessione: che cosa ha a che fare tutto questo con l’arte? Io non ho certamente la competenza della risposta; solo mi rendo conto che anchel’arte ha a che fare con una trasgressione della normale misura della ragione, che essa è tale proprio nella misura in cui è a-normale, in cui inessa opera un eccesso, una distorsione, e una trasgressione. Se l’arteparlasse il linguaggio comune, non sarebbe più l’arte, non avrebbe nullada dire di suo, perché non direbbe se non ciò che già si sa. Se invece essa opera connessioni strane, se fa vedere o sentire qualcosa di diverso,se apre scenari nuovi, cioè contesti di senso alternativi, allora può accadere che sia in grado di donare prospettive di senso solo sue. Per questosul confine tra arte e follia, o sul loro intreccio in qualche misura forseindispensabile, il dibattito non è mai cessato.E di tutto questo che cosa ne viene per il mondo accademico, mondodella regolazione “scientifica” della ragione? Credo qualcosa che lo riguarda; forse l’appello a una regolazione dell’intelligenza in cui l’aldilàdell’acquisito e del codificato è indispensabile per non finire in una sorta diutilizzo, direi, burocratico della ragione; pericolo tipico delle istituzionideputate a far funzionare la ragione. Tratto dalla Presentazione del seminario
Andare a teatro a Roma nel I sec. a.C.Generi drammatici e poeti, teatri, attori e pubblico. E-book. Formato PDF Aa.Vv. - Educatt, 2021 -
Il libro propone, nella loro versione originale, pensata per la comunicazione orale in un convegno scientifico, le relazioni delle due giornate di lavoro su "Centro e Periferie. Andare a teatro a Roma nel I sec. a.C." (7-8 novembre 2019, Università Cattolica del S.C. di Milano) organizzate da Luigi Galasso ed Elisabetta Matelli (Dipartimento di Filologia Classica, Papirologia e Linguistica storica), all’interno del Progetto PRIN 2015 "Centro e periferia nella letteratura latina di Roma imperiale. Le diverse ricerche contribuiscono a fare luce sulle epocali trasformazioni politiche e socio-culturali del I sec." a.C. che fortemente influiscono anche sui generi tradizionali del teatro romano e trasformano gli spazi teatrali, in stretto collegamento con quanto avveniva anche “nelle periferie”. Il quadro è ricostruito da fonti molto diverse tra loro, spesso frammentarie ed indirette, richiedendo approcci scientifici specialistici sempre guidati dall’attenzione all’interconnessione multidisciplinare. Nell’introduzione, un quadro di sintesi cerca di ricomporre in una visione d’insieme i dati forniti dagli otto contributi, che focalizzano l’attenzione non solo sui testi, ma anche sugli spazi teatrali, gli attori, il pubblico, gli intellettuali e i politici.