Alberto Arbasino eBooks

eBooks di Alberto Arbasino editi da Adelphi Saggistica

EBOOK   9788845989797

Autocronologia. E-book. Formato EPUB Alberto Arbasino   -  Adelphi, 2026  - 

Fieramente avverso al «proustismo di maniera» – cioè a ogni «rievocazione sentimentale e patetica di nonne e bisnonne, e tanti sacrifici tra mangiarini e cuoricini e dispiaceri in casolari e casamenti intimistici» –, Arbasino ha steso sulla sua vita un velo di pudore e di riserbo. Si può dunque immaginare con quanta riluttanza abbia accolto l’idea di raccontarla in occasione delle sue opere in raccolta, e per di più di costringerla nella gabbia di una cronologia. Com’era prevedibile, ha finito per assecondare la sua verve irriverente, trasformando un anodino apparato in un congegno abnorme e fuori scala: più precisamente, in un libro di Arbasino, dove spiccano il suo stile inconfondibile e tutte le novità di un sedizioso percorso di «flâneur di varie arti», saggista e romanziere: la pratica di una «Kulturkritik» perseguita con leggerezza alla faccia di «ogni mini-territorio esclusivo delimitato da tante pipì accademiche»; il nomadismo – sullo sfondo di un’Italia ancora immobile e provinciale –, fruttuoso di «incontri e conversazioni», «mostre e serate teatrali e musicali epocali e memorabili»; la concezione del libro come «macchina», come «organismo» autonomo e sempre provvisorio.

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EBOOK   9788845978524

Ritratti e immagini. E-book. Formato EPUB Alberto Arbasino   -  Adelphi, 2016  - 

Diffidare dei cartelli segnaletici: con Arbasino e` la prima regola da osservare, perche´ ciascuno di questi ritratti ‘si morula' – direbbe Gadda – in infiniti altri ritratti, in altre imprevedibili storie. E` quel che succede, alla lettera A, con Harold Acton, che fa risorgere la Firenze soavemente cosmopolita tra le due guerre, un crocevia dove si muovono Bernard Berenson, Vernon Lee, Aldous Huxley, D.H. Lawrence, Ronald Firbank, Norman Douglas, Edith Sitwell. O, alla lettera N, con il figlio di Vita Sackville-West e Harold Nicolson, Nigel: qui verremo addirittura inghiottiti da un dramma – qualcosa di simile a «un delirio dei Fratelli Marx sull'Orient Express» – che sconvolge quattro coniugi, otto suoceri e «parecchie zie cattive», con innumerevoli traversate della Manica, «nelle due direzioni, e sempre con un tempo orribile». Ritratti doppi, insomma, e molto di piu`: scintillanti ‘trascritture' di opere musicali e teatrali (non perdetevi il "Barbablù" di Be´la Barto´k, «un impotente che si diletta nel collezionismo di ninnoli Sadik e soprammobili Diabolik», ne´ la "Carmen" di Brook, dove Escamillo e` un barbiere lezioso con pronuncia «gotico-pizzaiola»), e di mirabolanti luoghi, come le residenze di Ludwig II di Baviera, che neppure un «tycoon americano degli anni favolosi» avrebbe saputo concepire. Senza contare gli ormai ‘mitici' ritratti dal vivo (la cinese Ding Ling, ad esempio, a casa della quale c'e` un'aria «come fra Pupella Maggio e Paola Borboni»), le conversazioni ‘a` ba^tons rompus', gli affondi critici che valgono un intero libro e le scorribande fra i ‘santini' di una letteratura ahime` sfornita «di eros e di esprit e di senso della battuta»: Manzoni, Parini, Pascoli – e De Amicis, che ritroviamo a Costantinopoli, in un bagno turco, torturato da due mulatti: «Cioe`, praticamente, ecco Al Pacino nel film "Cruising"».

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EBOOK   9788845983009

Grazie per le magnifiche rose: Una scelta. E-book. Formato EPUB Alberto Arbasino   -  Adelphi, 2020  - 

Nel 1965 Alberto Arbasino pubblicò «Grazie per le magnifiche rose», foltissimo volume di scritti sul teatro – non «teorizzazioni ipotetiche», si precisava, bensì «testimonianze su spettacoli innegabilmente avvenuti». Che la maggior parte di quegli autori e attori sia poi scomparsa dalla «memoria anche coltissima» senza lasciare «grandi tracce televisive e cinematografiche», come Arbasino avrebbe in seguito osservato, è certo vero. Ma è altrettanto vero che non occorre ricordare chi fosse Celeste Aida Zanchi per soccombere a un inciso come «indimenticabile perché il capocomico Ruggeri le proibiva di mettere le iniziali C.A.Z. sui bauli». L’inesauribile forza di seduzione di queste leggendarie cronache teatrali, difatti, sta tutta in una scrittura indiavolata, elettrizzante, che girando su sé stessa si appropria delle «cose viste» a Broadway come a Bayreuth – pubblico incluso – per poi ritrarle attraverso fulminanti comparazioni con il «conosciuto» («“divi” noti e abituali» per il lettore italiano) oppure attraverso fastose ecfrasi degne di Longhi e Gadda. Ma, soprattutto, palpita dietro ogni cronaca la felicità della scoperta – quella che, di solito rattenuta, esplode di fronte a musical come «Gypsy», «di una bellezza da far urlare dall’entusiasmo». Così come palpita – vero protagonista di questo «Romanzo Critico» – «il mondo», quale era in quegli anni.

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