Andrea Scanzi eBooks
eBooks di Andrea Scanzi editi da Rizzoli Società e cultura: argomenti d'interesse generale
I cani sono esseri specialiElogio dello sguardo rasoterra. E-book. Formato EPUB Andrea Scanzi - Rizzoli, 2026 -
"I cani sono la scatola nera della nostra vita. Registrano tutto e poi non lo raccontano. Se lo tengono nel cuore e custodiscono ogni segreto. È un'altra delle loro mille doti speciali. Osservano, vivono, interiorizzano. Possiedono un'onniscienza di cui mai si approfittano. Teneri e generosi, intatti e misericordiosi, fumetti che sempre tergicristallizzano e ancor più redimono. Un po' angeli e un po' bambini, come diceva Totò." In I cani sono esseri speciali, Andrea Scanzi affida allo sguardo rasoterra dei suoi Labrador il compito più scomodo: raccontarci per quello che siamo, senza indulgenze. I cani non assolvono, non giudicano, non fingono. Stanno. Guardano. Sentono. E ricordano meglio di noi. Attraverso di loro, Scanzi pratica una forma rara di ribellione: quella della lucidità emotiva, senza sconti né pose. Questo libro è una dichiarazione d'amore per Tavira, Zara, Layla e tutti gli altri cani che abbiamo incontrato. Ma soprattutto è un atto di disobbedienza gentile contro l'egoismo, la superficialità, le convenzioni sociali che ci raccontiamo per stare tranquilli. Guardare il mondo ancorati al suolo ci insegna a essere più umani e, pagina dopo pagina, emerge una filosofia minima e radicale: essere fedeli a ciò che conta davvero, anche quando fa male. I cani lo sanno prima di noi. E non ci fanno sconti.
Non è tempo per noi. Quarantenni: una generazione in panchina. E-book. Formato EPUB Andrea Scanzi - Rizzoli, 2013 -
Sogni e tic, traumi e ambizioni degli aspiranti rottamatori che spingono, ma non troppo, alle porte del Paese. Cresciuti negli anni Ottanta, troppo giovani per il vinile ma troppo vecchi per la rete, i quarantenni di oggi sfoggiano miti così educati da passare inosservati: hanno sostituito Che Guevara con l'Uomo Tigre, Martin Luther King con il professor Keating de L'attimo fuggente, la rivoluzione con la desolazione. Condannati all'equilibrismo, in perenne fuga per il pareggio, protestano, mugugnano, ma alla fine si assolvono. E si rassegnano al bordo campo, "come quei calciatori che entrano nei minuti di recupero e neanche toccano palla". Un ritratto impietoso e autoironico della "generazione di mezzo", più rottamata che rottamatrice, sdrucita prima ancora di diventare luminosa, di cui nessuno si permette di parlar male, tanto sembra di sparare sulla croce rossa. Allora se "non è tempo per noi", come in una canzone di Ligabue, "il complotto ce lo siamo fatti da soli. E vuol dire che ci va bene così. Perché è proprio la retrovia che ci piace: così possiamo lamentarci di quelli in prima fila che non si spostano mai e si tengono le luci della ribalta tutte per loro". Eppure un riscatto è possibile, anche per i nati negli anni Settanta. Forse.
Non è tempo per noi. Quarantenni: una generazione in panchina. E-book. Formato PDF Andrea Scanzi - Rizzoli, 2013 -
Sogni e tic, traumi e ambizioni degli aspiranti rottamatori che spingono, ma non troppo, alle porte del Paese. Cresciuti negli anni Ottanta, troppo giovani per il vinile ma troppo vecchi per la rete, i quarantenni di oggi sfoggiano miti così educati da passare inosservati: hanno sostituito Che Guevara con l'Uomo Tigre, Martin Luther King con il professor Keating de L'attimo fuggente, la rivoluzione con la desolazione. Condannati all'equilibrismo, in perenne fuga per il pareggio, protestano, mugugnano, ma alla fine si assolvono. E si rassegnano al bordo campo, "come quei calciatori che entrano nei minuti di recupero e neanche toccano palla". Un ritratto impietoso e autoironico della "generazione di mezzo", più rottamata che rottamatrice, sdrucita prima ancora di diventare luminosa, di cui nessuno si permette di parlar male, tanto sembra di sparare sulla croce rossa. Allora se "non è tempo per noi", come in una canzone di Ligabue, "il complotto ce lo siamo fatti da soli. E vuol dire che ci va bene così. Perché è proprio la retrovia che ci piace: così possiamo lamentarci di quelli in prima fila che non si spostano mai e si tengono le luci della ribalta tutte per loro". Eppure un riscatto è possibile, anche per i nati negli anni Settanta. Forse.