Angelo Del Boca eBooks

eBooks di Angelo Del Boca editi da Neri Pozza Storia

Angelo Del Boca è nato a Novara nel 1925. Narratore (la sua prima raccolta di racconti, Dentro mi è nato l’uomo, è apparsa per Einaudi nel 1947), saggista, storico del colonialismo italiano (a partire dal 1976, presso Laterza, ha pubblicato la sua monumentale opera Gli italiani in Africa Orientale e in Libia), direttore della rivista di storia contemporanea «I sentieri della ricerca», vive a Torino. Nel 2002 gli sono state conferite due lauree honoris causa dalle Università di Torino e di Lucerna. Con Neri Pozza ha pubblicato La nostra Africa (2003), Italiani, brava gente? (2005), La scelta (2006), Il mio Novecento (2008).
EBOOK   9788854504950

Italiani, brava gente?. E-book. Formato EPUB Angelo Del Boca   -  Neri Pozza, 2011  - 

Negli anni che vanno dall’unità del nostro Paese alla fine della seconda guerra mondiale si sono verificati molti episodi nei quali gli italiani si sono rivelati capaci di indicibili crudeltà. In genere le stragi sono state compiute da «uomini comuni», non particolarmente fanatici, non addestrati alle liquidazioni in massa. Uomini che hanno agito per spirito di disciplina, per emulazione o perché persuasi di essere nel giusto eliminando coloro che ritenevano «barbari» o «subumani». Angelo Del Boca esamina, in questo libro, gli episodi più efferati, quelli che costituiscono senza dubbio le pagine più buie della nostra storia nazionale: i massacri di intere popolazioni del meridione d’Italia durante la cosiddetta «guerra al brigantaggio»; l’edificazione nell’isola di Nocra, in Eritrea, di un sistema carcerario fra i più mostruosi; le rapine e gli eccidi compiuti in Cina nel corso della lotta ai boxers; le deportazioni in Italia di migliaia di libici dopo la «sanguinosa giornata» di Sciara Sciat; lo schiavismo applicato in Somalia lungo le rive dei grandi fiumi; la creazione nella Sirtica di quindici lager mortiferi per debellare la resistenza di Omar el-Mukhtàr in Cirenaica; l’impiego in Etiopia dell’iprite e di altre armi chimiche proibite per accellerare la resa delle armate del Negus; lo sterminio di duemila monaci e diaconi nella città conventuale di Debrà Libanòs; la consegna ai nazisti, da parte delle autorità fasciste di Salò, di migliaia di ebrei, votati a sicura morte. È vero che nell’ultimo secolo e mezzo molti altri popoli si sono macchiati di imprese delittuose, quasi in ogni parte del mondo. Tuttavia, soltanto gli italiani hanno gettato un velo sulle pagine nere della loro storia ricorrendo ossessivamente e puerilmente a uno strumento autoconsolatorio: il mito degli «italiani brava gente», un mito duro a morire che ci vuole «diversi», più tolleranti, più generosi, più gioviali degli altri, e perciò incapaci di atti crudeli. Con la sua scrittura chiara e documentata, Angelo Del Boca mostra invece come dietro questo paravento protettivo di ostentato e falso buonismo si siano consumati, negli ultimi cent’anni, in Italia, in Europa e nelle colonie d’oltremare, i crimini peggiori, gli eccidi più barbari. Crimini ed eccidi commessi da uomini che non hanno diritto ad alcuna clemenza, tantomeno all’autoassoluzione.

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EBOOK   9788854509924

Da Mussolini a Gheddafi: Quaranta incontri. E-book. Formato EPUB Angelo Del Boca   -  Neri Pozza, 2015  - 

Splendido nella sua uniforme, in piedi nella macchina, guardava oltre la folla e sorrideva con il volto leg-germente inclinato all’indietro. Così Angelo Del Boca descrive il suo primo incontro con uno dei personaggi che avrebbero segnato la storia del Novecento Ancora ragazzino, rimarrà colpito dalla perfetta somiglianza tra l’uomo che aveva di fronte a sé e l’immagine che lo ritraeva sulla medaglia portata al petto da tanti gio-vani balilla come lui. Rivedrà quel nuovo Cesare pochi anni dopo, in Germania, in un campo di addestra-mento per il ricostituito esercito italiano. Già non era più l’intrepido condottiero, ma il capo di uno Stato di-mezzato, sprovvisto della sua capitale, e le cui risorse erano sistematicamente saccheggiate dai nazisti. E lo rincontrerà molti anni dopo, quando verrà in possesso dei 120 telegrammi con cui il nuovo Colleoni autorizzava l’utilizzo dei gas venefici nella guerra d’Etiopia. Il dittatore Mussolini era morto da ventitré anni, e il giornalista Del Boca pubblicava su «Il Giorno» il testo integrale di quei telegrammi che avrebbero diviso gli italiani. Il mondo stesso era diviso in blocchi, ancora attraversato dagli ultimi sussulti del fascismo, e tuttavia stava conoscendo la forza dirompente di un processo di decolonizzazione, così carico di speranze, che interessava l’Africa e l’Asia. Come inviato speciale della «Gazzetta del Popolo», e poi del «Giorno», Del Boca in-contrerà alcuni tra i personaggi più rappresentativi di quel Novecento. Dal criminale nazista Adolf Eichmann al neofascista inglese Oswald Mosley al poeta spagnolo Marcos Ana che trascorse più di vent’anni nelle carceri franchiste. Da Rinaldo Laudi a Cesare Pavese, da Elio Vittorini a Marcello Breusa, italiani che incarnarono una certa idea di progresso civile al pari di Salvatore Quasimodo e Italo Pietra. Dagli indiani Jawaharlal Nehru e Vinoba Bhave agli israeliani Shimon Avidan e Iliana Sahnin. Dagli africani Maometto V e Félix-Roland Moumié ad Ahmed Sékou Touré e Hailè Selassiè, da Martha Nasibù a Haile Sellase, senza dimenticare due personaggi minori, come il caïd Saddok e Majok Ador Athuai. Esemplari, invece, saranno la giovane Madre Teresa di Calcutta, l’anziano Albert Schweitzer o il sudafricano Albert John Luthuli. tre premi Nobel per la Pace, tre figure che impersonarono i migliori propositi del Novecento. E persino le nu-merose speranze disattese troveranno un loro epilogo: la tragica esecuzione del colonnello Gheddafi.

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EBOOK   9788854509894

La nostra Africa. Nel racconto di cinquanta italiani che l'hanno percorsa, esplorata e amata. E-book. Formato EPUB Angelo Del Boca   -  Neri Pozza, 2015  - 

La nostra Africa non è il titolo di un libro nostalgico dei «bei tempi delle colonie» e quel possessivo «nostra» non va inteso nel senso in cui gli italiani del fascismo interpretavano il «Mare nostrum». Se infatti c’è uno storico che più di ogni altro ha avuto il coraggio di dire tristi verità sulla colonizzazione e di smantellare uno dei miti più cari agli italiani, quello del «bono italiano», nato come compensazione alle numerose man-chevolezze, diciamo così, che abbiamo esportato anche in terra d’Africa, questo è stato Angelo del Boca. Si potrebbe dire che la storiografia delle colonie italiane va vista in due tempi: prima di Del Boca, quando anche gli storici ben intenzionati non volevano credere che noi ci eravamo comportati come tutti gli altri co-lonizzatori, e dopo Del Boca, quando le prove da lui trovate – tra una certa ostilità generale – avevano as-sunto il colore definitivo della verità. Tutto questo non ha mai voluto significare che gli italiani non abbiano amato l’Africa o che nelle colonie siano arrivati solo stupidi e feroci generali, come Graziani o altra gente di malaffare. La storia d’oltremare dell’Italia è stata più breve di quella di altri paesi. Ma in questi pochi decenni oltre due milioni di coloni, operai, impiegati, arrivati in queste terre per le più diverse ragioni, sono riusciti a tra-sformare i loro interessi casuali o di guadagno in qualcosa di molto più duraturo, di cui si sentono gli echi ancora oggi nei figli di chi aveva fatto dell’Africa una seconda patria. E che ha prodotto un immenso corpo cartaceo, fatto di memorie, ricordi stanziali e di viaggio, esplorazioni serie e per ridere, e così via, un mate-riale molto spesso sconosciuto, straordinariamente interessante ma pochissimo letto, in cui solo Del Boca poteva districarsi, scegliendo gli autori e i brani più adatti a un lettore di oggi. Un lavoro unico, fatto per dare il panorama più ampio possibile della nostra presenza in Africa, in cui nostra ha lo stesso senso della Mia Africa di Karen Blixen. Quello di un grande amore che rimane intatto nella memoria.

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