Angelo Ruggeri eBooks
eBooks di Angelo Ruggeri editi da Aletti Editore LETTERATURA E STUDI LETTERARI
Leopardi e Poe. E-book. Formato Mobipocket Angelo Ruggeri - Aletti Editore, 2012 -
Angelo Ruggeri è nato il 21/12/1944 a Formello (RM), e risiede a Collazzone (PG). Ha frequentato il liceo “Virgilio” di Roma e nel 1971 si è laureato in Ingegneria Idraulica all’Università di Roma. Dopo la laurea ha lavorato per cinque anni come Ingegnere Civile nella Repubblica del Sud Africa e per brevi periodi in Nigeria e in Arabia Saudita. Al ritorno ha intrapreso la libera professione in Italia ed è stato anche consulente tecnico del tribunale civile di Roma. Nel 2004 ha pubblicato il suo primo libro di poesie “La confessione” (Editrice Libroitaliano), cui ha fatto seguito con la stessa editrice “Le origini della poesia”. Nel 2007 ha pubblicato “Giacomo Leopardi tra gli opposti estremismi” e “Lezioni su felicità ed amore in un liceo romano” con l’editrice “Penna d’Autore”, ai quali sono seguiti “Vita di Studente”, pubblicato dal “Convivio”, “Il Ritorno di Odisseo” pubblicato dall’“Autore Libri” di Firenze e “Sulla Violenza” dalla Aletti.
Il Pensiero Politico di DanteCommento alla Monarchia e ai canti politici della Divina Commedia. E-book. Formato Mobipocket Angelo Ruggeri - Aletti Editore, 2014 -
Dalla “Difesa di Dante” di Gasparo Gozzi, favola “L’Orfeo”.A tutti è noto come Euridice, amata da Orfeo, morì ancor giovane. Egli l’amò anche dopo, finché visse, ma cessato un poco quel primo dolore egli cominciò a rivolgere l’animo ai popoli della Tracia; e venutogli a noia quella barbarie e ruggine che li copriva, e quel gran disordine che tutto guastava fra loro, si pose in mente di condurli al vero cammino tanto nei costumi, quanto nelle scienze e pensava come poter riuscire a ciò. “Io non potrei raggiungere il mio scopo senza dir male dei loro vizi, ma se lo faccio con aperti rimproveri rischio di essere lapidato.” Immaginò allora una bella favola: pensò di far credere ai suoi popolani che, amando ancora Euridice, dopo la sua morte egli era stato nell’inferno per riaverla e che con la forza del suo canto l’aveva riacquistata, perdendola poi di nuovo per troppo amore. Quando egli vide che con questa sua invenzione egli aveva acquistato reputazione, si diede con lo stesso stile a raccontare molte cose del mondo di là meravigliose e nuove, legandole ai fondamenti della religione di quella gente e in tutto dimostrando la somma possanza e giustizia di Giove. Ed agli amici che gli chiedevano come fosse cominciata la sua avventura egli intonava un suo proemio:“Nel mezzo del cammin di nostra vitami ritrovai per una selva oscura,ché la diritta via era smarrita.E quanto a dir qual era è cosa duraesta selva selvaggia e aspra e forteche nel pensier rinnova la paura.”