Aniela Jaffe eBooks
eBooks di Aniela Jaffe editi da Bollati Boringhieri SOCIETÀ E SCIENZE SOCIALI
Il mito del senso nell'opera di C.G. Jung. E-book. Formato EPUB Aniela Jaffé - Bollati Boringhieri, 2025 -
La domanda «perché si vive?» è antica quanto l’umanità, il tentativo – sempre rilanciato – di affrontare un mondo avvolto da enigmi. Carl Gustav Jung maturò la convinzione che la domanda sul senso abbia una funzione cruciale: lì ciascuno gioca il valore, o disvalore, della propria vita. Sapeva benissimo di avere a che fare con una questione che non può avere una risposta, e che anzi ogni formulazione è un mito che l’uomo elabora per gestire un dilemma insolubile. Eppure la domanda sul senso lo toccava al livello più profondo.Prendendo le mosse dall’esperienza terapeutica, Jung si convinse che – in molti casi – i suoi pazienti erano nevrotici solo perché soffrivano di quella che definiva «la nevrosi generale del nostro tempo»: un sentimento sempre più dilagante di insensatezza della vita. Nella maggior parte dei casi esso si accompagnava al sentimento di un vuoto religioso. A suo avviso, infatti, nessuno guarisce davvero (e nessuno trova un senso) «se non riesce a raggiungere un atteggiamento religioso», il quale «naturalmente non ha nulla a che vedere con la professione di una fede o con l’appartenenza a una Chiesa». Aniela Jaffé ci svela che cosa Jung contrappose, in quanto «senso», al «non senso» della vita. Lo fa recuperando e dialogando con i temi centrali del pensiero junghiano: gli archetipi, l’inconscio, i sogni, le immagini interiori, i miti della religione, il sacro, l’alchimia, l’arte. Nessuna scienza (biologia, fisica, leggi del cosmo) può offrire, secondo Jung, risposte adeguate in merito al senso della vita. Ma neppure può fornirle un’interpretazione dei contenuti psichici che si basi esclusivamente su vicende di vita personali. Il senso è un’esperienza di totalità: presuppone sia la realtà, quella che ciascuno vive nel tempo, sia una qualità eterna della vita; le esperienze personali ma anche la trascendenza. Se manca la tensione tra queste due dimensioni, si genera «un sentimento di accidentalità e d’insensatezza che ci impedisce di vivere a vita con quella ricchezza di significati che essa richiede per essere completamente vissuta».
In dialogo con Carl Gustav Jung. E-book. Formato EPUB Aniela Jaffé - Bollati Boringhieri, 2023 -
««Jung era per natura un grande affabulatore che continuamente trasformava in parole la corrente delle immagini interiori». »Aniela Jaffé««In dialogo con Carl Gustav Jung è il libro in cui Jung stesso è visibile nel modo più diretto […]. Concentra con sincerità devastante l'essenza di tutte le sue convinzioni, che il lettore è chiamato a capire anche quando appaiono sconvolgenti». »Luigi ZojaFra il 1956 e il 1961 Aniela Jaffé, psicoanalista e allieva di Carl Gustav Jung, trascrisse le conversazioni tenute con l’ormai anziano maestro durante gli ultimi anni della sua vita. Non è un caso che Jung avesse affidato a lei le riflessioni sul proprio vissuto, riflessioni che confluirono parzialmente in un celebre libro biografico pubblicato nel 1962 e considerato da molti una forma di «autoanalisi». Il materiale originale che, per varie ragioni, non fu incluso in quella pubblicazione viene ora presentato, per la prima volta e dopo non poche traversie, in questo prezioso volume composto da due parti.La prima metà accoglie sessanta ritratti autobiografici, memorie e aneddoti di Jung, narrati in prima persona e liberamente trascritti da Jaffé. Le immagini, evocate tramite associazioni spontanee, vanno dal suo percorso formativo ai ricordi intimi, che riguardano anche il matrimonio e la sua amata Toni Wolff, fino ai viaggi, come il soggiorno in Africa denso di rivelazioni. Commenti su approcci clinici e metodi terapeutici affiancano penetranti osservazioni sulla società e grandi questioni esistenziali, come l’immagine di Dio, l’incarnazione e le rappresentazioni mitiche e oniriche.La seconda parte del saggio è costituita da un apparato storico di Elena Fischli che illumina le complesse vicende editoriali della «cosiddetta autobiografia» di Jung, intrecciando a doppio filo le vite del maestro e della sua devota allieva. Ne emerge una testimonianza che non solo restituisce nella sua pienezza la dimensione umana di Jung ma rende anche omaggio al ruolo svolto da Aniela Jaffé – ruolo fondamentale e finora sottaciuto – nel divulgare la psicologia analitica.