Benedetto Croce eBooks

eBooks di Benedetto Croce editi da Adelphi LETTERATURA E STUDI LETTERARI

Benedetto Croce (1866-1952) è stato uno dei più importanti filosofi e storici italiani ed europei della prima metà del XX secolo. Il suo pensiero, in particolare quello politico, è divenuto oggetto, in anni recenti, di una «riscoperta», soprattutto nel mondo anglosassone, dov’è riconosciuto come uno dei principali teorici del liberalismo europeo. La Storia d’Europa nel secolo decimono rientra in un più ampio progetto storiografico, intellettuale e civile, di cui fa parte la Storia d’Italia dal 1871 al 1915 (Donzelli, 2022, introduzione di Salvatore Lupo).
EBOOK   9788845988370

Contributo alla critica di me stesso. E-book. Formato EPUB Benedetto Croce   -  Adelphi, 2025  - 

Giunto alla piena maturità della sua vita, quando già aveva scritto alcune delle sue opere maggiori, come l’«Estetica» e «Teoria e storia della storiografia», Croce si pose un interrogativo che Goethe aveva così formulato: «Perché ciò che lo storico ha fatto agli altri, non dovrebbe fare a se stesso?». Nella sua pacatezza, un interrogativo insolente: poiché presuppone, di fronte ai dati della propria esistenza, la stessa capacità di mettere a fuoco, la stessa distanza strategica dell’occhio che lo storico si conquista di fronte alle testimonianze di un’età remota. Con quella «calma» che fu l’acquisizione della maturità di Croce, ma celava in sé un costante e prezioso nutrimento di «angoscia», Croce affrontò la sfida implicita nell’interrogativo di Goethe e la vinse, stilando in pochi giorni, nell’aprile del 1915, questo «Contributo alla critica di me stesso»: una «autobiografia mentale» (così definita dall’autore) dove «un pathos rattenuto, una commozione non spenta ma vinta e superata» (Contini) danno alle pagine un timbro inconfondibile di verità.

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EBOOK   9788845988363

Ariosto. E-book. Formato EPUB Benedetto Croce   -  Adelphi, 2025  - 

Ariosto, si è detto per secoli, è poeta incantevole, seducente, invincibile. Ma perché i suoi versi agiscono in questo modo? Qual è il loro segreto? Perché continuano a incantarci? Croce si pose tali interrogativi e riuscì a rispondervi con questo saggio, che rimane fra le sue opere in assoluto più felici e quasi come dimostrazione in atto di che cosa possa voler dire la sua celebre distinzione fra poesia e non poesia. In «Ariosto», Croce isola «l’armonia» come centro occulto dell’«Orlando furioso», ma soprattutto ci fa vedere, attraverso molteplici esempi, che cosa di fatto sia, come si articoli, come si difenda questa armonia. Rare volte la teoria e la pratica di un filosofo della letteratura hanno coinciso così perfettamente come in questo testo. «Ariosto» fu pubblicato per la prima volta in volume nel 1920.

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EBOOK   9788845985980

Soliloquio: e altre pagine autobiografiche. E-book. Formato EPUB Benedetto Croce   -  Adelphi, 2022  - 

Alla propria «autobiografia mentale» Croce ha de­dicato, oltre al «Contributo alla critica di me stesso», nu­merosi luoghi delle sue opere, della corrisponden­za e, soprattutto, del diario che per oltre quaran­t’anni ha tenuto nell’austero intento di «invigila­re» sé stesso. Ritagliando da queste fonti i passi più rivelatori, con una finezza pari alla sua competenza, Giuseppe Galasso ha costruito un’antologia ca­pace di farci vivere «dall’interno» l’ininterrotto dialo­go che Croce ha intrattenuto con sé stesso e di svelarci così le ragioni profonde di un’attività tan­to prodigiosa. Un’attività che nasce da un’intima tendenza per la letteratura e per la storia e che, do­po avergli consentito di superare gli anni dolorosi e cupi successivi alla scomparsa dei genitori e della sorella nel terremoto del 1883, varca i confini del­l’erudizione per poi aprirsi alla vita politica e so­ciale. Anche di questo ruolo centrale sulla scena pubblica cogliamo qui i risvolti più personali e se­greti: dall’«amaro compiacimento» che gli deriva nel 1925 – dopo il rifiuto di sostituire Gentile co­me ministro dell’Istruzione – dal «sentirsi libero tra schiavi», al senso di liberazione «da un male che gravava sul centro dell’anima» suscitato dal­l’arresto di Mussolini, sino all’emblematica con­ fessione del 1951: «La morte ... non può fare altro che così interromperci, come noi non possiamo fare altro che lasciarci interrompere, perché in o­zio stupido essa non ci può trovare».

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