Cechov Anton eBooks
eBooks di Cechov Anton editi da Quodlibet Note Azzurre NARRATIVA E ARGOMENTI CORRELATI
Chi cerca i libri di Anton Cechov trova una delle espressioni più alte del realismo letterario russo e della forma breve del racconto. Seguire i libri in ordine cronologico di Anton Cechov permette al lettore di osservare l'evoluzione del suo sguardo critico e sensibile verso la società russa di fine Ottocento, cogliendo la transizione dal bozzetto umoristico alla profondità psicologica delle sue opere mature.
Biografia dell'autore
Anton Cechov nasce a Taganrog nel 1860. Si forma come medico, professione che eserciterà per gran parte della vita e che influenzerà profondamente la sua scrittura, donandogli uno sguardo analitico e distaccato verso la sofferenza umana. Riconosciuto come un maestro del racconto moderno e del teatro, Cechov ha rivoluzionato la drammaturgia con opere che esplorano l'inazione e le sfumature emotive dei personaggi. Nel 1888 ha ricevuto il Premio Puškin per la raccolta Nel crepuscolo. È morto a Badenweiler nel 1904, lasciando un'eredità letteraria che continua a influenzare la letteratura mondiale.
Stile di scrittura
I libri di Anton Cechov si distinguono per una prosa essenziale, priva di fronzoli, capace di cogliere il significato profondo della quotidianità attraverso piccoli dettagli apparentemente insignificanti. L'autore è celebre per aver creato personaggi indimenticabili, come quelli che popolano le sue opere teatrali fondamentali quali Il giardino dei ciliegi o Zio Vanja, dove l'incomunicabilità e la malinconia diventano protagonisti. La sua capacità di trasformare stati d'animo sfuggenti in narrativa ha lasciato un segno indelebile nei lettori, rendendo le sue figure archetipi universali della condizione umana sospesa tra speranza e rassegnazione.
Nemici. E-book. Formato EPUB Anton Cechov - Quodlibet Note Azzurre, 2014 -
In questo libro ci sono tre storie, raccontate nell’introduzione da Giovanni Maccari. La prima storia, scritta dal grande narratore russo Anton Cechov nel 1887, è quella del medico condotto Kirilov che ha appena perduto il figlio di sei anni e viene costretto dal fatuo Abogin ad uscire di casa per soccorrere la moglie, la quale per parte sua ha però inscenato un malore per fuggire con l’amante. La seconda storia ha per protagonista il traduttore italiano della prima, Leone Ginzburg, ebreo e oppositore del fascismo che su questo racconto lavorò dal confino poco prima di morire, nel 1944, per consegnarne la versione snella e asciutta che qui si ripropone ad un altro grande scrittore, Tommaso Landolfi, il quale la incluse nella sua antologia di “Narratori russi” che uscirà nel 1948. Nella terza storia si parla invece di uno sventurato traduttore di Cechov, capitato negli anni Trenta sotto la penna di Leone Ginzburg, implacabile recensore e dotto slavista che ne smonta le scelte in nome di “quella res nullius che è ancora la letteratura russa”, praticata troppo spesso “da onestissime maestre di grammatica o da signore col fascino slavo”, ribadendo la propria valutazione dello stile di Cechov e del modo più esatto di tradurlo: uno “stile familiare” ma “ricco d’allusioni, di frasi pregnanti, d’anacoluti”, quello del grande scrittore russo, che chiede al traduttore, tra le altre cose, “un senso schietto e vivace della lingua parlata (quella di Cechov è tutta lingua parlata)”.