Elio eBooks

eBooks di Elio editi da Neri Pozza SCIENZE UMANE

Elio viene alla luce nel 1961, nell’habitat di Milano. La sua biografia si può considerare un lungo preludio a queste favole zoologiche. Con Elio e le Storie Tese incide tra l’altro "Il vitello dai piedi di balsa", "Né carne né pesce", "Agnello medley" e "Cani e padroni di cani"; dal 1998, anno in cui si dà al "classico", interpreta "Pierino e il lupo" di Prokofev e il "Carnevale degli animali" di Saint Saëns, per poi allestire col maestro Enrique Mazzola uno spettacolo di Lieder intitolato "Il carnevale delle bestie".
EBOOK   9788854535152

Tribalismi: Perché la società si sta frammentando. E-book. Formato EPUB Elio Franzini   -  Neri Pozza, 2026  - 

Viviamo in una società che è in realtà un aggregato di villaggi dove si avvicendano e amalgamano diversi colori e alterne abitudini in un vivido arcobaleno dai toni fluorescenti. Oggi sono in declino i valori universali, le gerarchie di valori condivisi: lo Stato moderno non rappresenta più i cittadini e si accolgono i leader populistici che calamitano le passioni e le inclinazioni dei singoli. In breve, sono giunti i nuovi barbari. Che non vivono in società ma in comunità, e si avvolgono nel manto dei loro segni di riconoscimento e autoriconoscimento, come il lusso o il tatuaggio, moltiplicandosi come cellule impazzite: più che di una società, siamo diventati membri di una tribù. E le tribù sono racchiuse nei loro territori che i loro membri tutelano gelosamente dinanzi a ingerenze e contaminazioni. Ogni tribù ha il proprio stile di vita. Sono state generate dai circoli privati, da piccole comunità autoreferenziali: hanno conquistato il caravanserraglio della Rete, dei social, che tutto accolgono e tutto vomitano. Le tribù sono un’eredità antica che si innesta già nell’origine della modernità, dalla quale Elio Franzini prende le mosse per condurci sino al dibattito su moderno e postmoderno, sino al presente e alle politiche della corporeità che lo nutrono. Federico Vercellone, affidandosi anch’egli a una genealogia storica che va dall’avanguardia espressionista sino ai movimenti della sinistra radicale, enfatizza l’idea che il vero rischio del nostro presente non è la crisi del Sé e dell’identità bensì il suo contrario. Siamo esposti all’inflazione prodotta da mille identità che, affermando insistentemente sé stesse, logorano e disgregano il vincolo che le congiunge. Le tribù sono come i barbari descritti da Kavafis, quelli che giungono tra noi e rifiutano discorsi che fanno pensare. Con loro, il leader politico si trasforma in corpo tribale, un soggetto da seguire sulla base di messaggi chiari e banali, poco importa se autentici e rispondenti al vero. È sufficiente essere “contro”.

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