Elvio Fachinelli eBooks
eBooks di Elvio Fachinelli editi da Adelphi Psicologia
Il bambino dalle uova d’oro. E-book. Formato EPUB Elvio Fachinelli - Adelphi, 2025 -
Raccogliendo nel 1974 interventi apparsi nell’arco di circa un decennio, Elvio Fachinelli additava proprio negli scarti e nelle devianze di un «procedere asistematico» le ragioni della loro intima coerenza. Snodi decisivi della psicanalisi, e più in generale dei mutamenti della società contemporanea, vengono anzitutto affrontati attraverso chiose e commenti a testi di maestri quali Freud, Reich, Benjamin o a narrazioni di pazienti: il saggio di Freud sulla «negazione», ad esempio, consente a Fachinelli di rileggere con magistrale acutezza il «disagio della civiltà» e il rapporto tra «analità» e «denaro» (da cui il «bambino dalle uova d’oro» del titolo), mentre il referto clinicamente delirante di una paziente psicotica, Rose Thé, è sorprendentemente eletto a metafora dell’ambiguità dell’utopia sessantottesca, fondata su «intelaiature ideologiche» già obsolete all’atto di nascita. E anche laddove lo sguardo si appunta su temi disparati e in apparenza eccentrici – dai deficit delle politiche per l’infanzia all’identità dei «travestiti» e dei loro clienti, dal marxismo in Cina alla lettura in prospettiva freudiana e lacaniana dell’«Otello» di Shakespeare o della «Lettera rubata» di Poe –, sempre riaffiorano e si impongono possibilità interpretative inattese e interrogativi radicali sulla psicanalisi stessa.
La mente estatica. E-book. Formato EPUB Elvio Fachinelli - Adelphi, 2025 -
Con questo libro Elvio Fachinelli si avventura nella regione che, per la psicoanalisi tutta e innanzitutto per Freud stesso, fu la regione per eccellenza del «pericolo», della minaccia, dell’ambiguità invischiante: l’estasi. Di questo percorso affascinante, esteso dall’esperienza personale a uno scandaglio in profondità di Freud e Lacan, Fachinelli scrive sobriamente: «Frugo uno strato percettivo, emozionale, cognitivo, che è stato còlto perlopiù come un’area di frontiera, pericolosa dal punto di vista dell’affermazione di un io personale, ben individualizzato. Uno strato che forse proprio per questo è stato messo da parte nel corso dell’evoluzione dell’uomo detto civile. Sarebbe assurdo criticare o irridere questo accantonamento, che è stato una necessità per la maggioranza degli esseri umani. «Si può dire, ora, che questa necessità viene meno? e che possiamo prendere in noi, che possiamo esercitare pienamente una disponibilità finora trascurata, ma non assente? Se si risponde di sì, allora l’“estatico” che nella nostra civiltà affiora di solito in esperienze liminari, facilmente ritenute insignificanti, o addirittura inesistenti, non è proprio di sperimentatori eccentrici, ma è ciò che manca alla nostra comune percezione. Esso può cominciare ad entrarvi, a patto di vincere i processi di isolamento e frammentazione, più che di vera e propria cancellazione, a cui è stato sottoposto sin qui. Si tratta di superare, in definitiva, il nostro generale “disconoscimento” dell’estatico, cogliendo in esso un momento originario di molteplici esperienze; probabilmente delle esperienze più creative nella vita umana. L’“apex mentis”, l’apice della mente secondo la definizione medioevale, ne è anche la base, e non può essere ridotto alla situazione mistica, che è soltanto “una” delle sue forme. Abbiamo dunque davanti un’esigenza antropologica, che sta a noi non perdere né sciupare».