Enrico Deaglio eBooks

eBooks di Enrico Deaglio editi da Feltrinelli Editore Studi culturali (Cultural studies)

Enrico Deaglio (Torino 1947), medico, direttore di Lotta continua e Reporter, collaboratore della Stampa, nel 1996 ha dato vita al settimanale Diario, da lui diretto fi no al 2008. Tra i suoi libri: La Fiat com’è (Feltrinelli 1975), Cinque storie quasi vere (Sellerio 1988), La banalità del bene. Storia di Giorgio Perlasca (Feltrinelli, 1991), Il figlio della professoressa Colomba (Sellerio 1992), Raccolto rosso. La mafia, l’Italia. E poi venne giù tutto (Feltrinelli 1993), Besame mucho – Diario di un anno abbastanza crudele (Feltrinelli 1995), Bella ciao – Diario di un anno che poteva anche andare peggio (Feltrinelli 1996), Lontano e a zonzo (ilSaggiatore 1996), Patria 1978-2008 (ilSaggiatore 2009), Patria 1978-2010 (ilSaggiatore 2010), Zita (ilSaggiatore 2011), Il vile agguato – Chi ha ucciso Paolo Borsellino. Una storia di orrore e menzogna (Feltrinelli 2012), La felicità in America (Feltrinelli 2013), Indagine sul ventennio (Feltrinelli 2014), Storia vera e terribile tra Sicilia e America (Sellerio 2015), Patria 1967-1977 (Feltrinelli 2017), La zia Irene e l’anarchico Tresca (Sellerio 2018). Autore di reportage televisivi sull’attualità italiana, ha inoltre realizzato con Beppe Cremagnani diversi fi lm-inchiesta: Quando c’era Silvio (2005), Uccidete la democrazia! (2006), Gli imbroglioni (2007), Fare un golpe e farla franca (2008).
EBOOK   9788858834091

Patria 1967-1977. E-book. Formato EPUB Enrico Deaglio   -  Feltrinelli Editore, 2018  - 

La Prima repubblica, quando la classe dirigente non si chiamava ancora “casta” e nel segreto, intanto, si preparavano bombe e colpi di stato. Anni in cui tutto un paese perse dolorosamente la propria innocenza, scoprendo quanto era feroce, dissimulatorio, reazionario il suo cuore di tenebra. Dell’Italia di questo decennio Enrico Deaglio è un testimone d’eccezione. Con una cronaca in diretta ripercorre le storie notissime e quelle dimenticate, in un collage di musica, idee, passioni politiche, libri, film, radio libere che hanno segnato un prima e un dopo nella storia del nostro paese. L’Italia di oggi cominciò allora. Sarebbe stato meglio se tutto ciò non fosse mai successo?

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EBOOK   9788858859131

C'era una volta in Italia: Gli anni sessanta. E-book. Formato EPUB Enrico Deaglio   -  Feltrinelli Editore, 2023  - 

Tutti sono concordi: non c’era mai stato niente come quel decennio, e quelli successivi non avrebbero potuto essere senza di loro. Gli anni sessanta, primo volume di una storia italiana che arriverà fino ai giorni nostri, vivono ancora adesso nella nostalgia e nel mito: nelle canzoni trasmesse alla radio, negli armadi o nelle cantine dove non ci si riesce a liberare di un eskimo o di una vecchia minigonna di pelle scamosciata, o nei cassetti dove ricompaiono gettoni del telefono, monete da dieci lire, biglietti di concerti, il congedo illimitato provvisorio, copertine di 45 e di 78 giri… La stragrande maggioranza degli italiani di oggi è nata dopo la guerra, tutti dunque, direttamente o dai racconti di chi c’era, sappiamo qualcosa di quel “decennio favoloso” che ci ha visto camminare insieme a Fellini, Visconti, Togliatti e Moro, Mina, Monica Vitti, Claudia Cardinale, Rita Pavone, Catherine Spaak; correre insieme ad Abebe Bikila e Gigi Riva, leggere insieme a Italo Calvino, Leonardo Sciascia, Natalia Ginzburg e Gabriel García Márquez. Mentre crescevamo, sono morti il campionissimo Fausto Coppi, il papa buono Roncalli, il presidente americano John Kennedy e suo fratello Bob; persone che avrebbero cambiato l’Italia come l’utopista Adriano Olivetti e l’industriale visionario Enrico Mattei. Sono morti anche il comandante Guevara, monaci buddhisti in Vietnam, il pastore Martin Luther King e Jan Palach, il prete con gli scarponi don Milani; altri crescevano senza essere visti, i Buscetta, i Sindona, “la linea della palma”. Ci facevano paura con la bomba e le guerre, ma ragazzi e ragazze incominciarono a dire “basta”, il cinema e la musica erano avanti (e di molto) sul mondo antico che ci governava, fatto di vecchi generali, vecchi politici, vecchi magistrati, vecchi professori, vecchi fascisti che trovarono, alla fine di quella favola, il modo di vendicarsi. E fecero scoppiare la bomba di Milano, con cui gli anni sessanta finirono. E non ci fu più l’innocenza. E dire che, prima, almeno per un attimo, tutto il futuro era sembrato possibile. Se c’eravate, vi ritroverete. Se non c’eravate, vi verrà voglia di saperne di più. Se vi siete dimenticati, vi torneranno in mente tante cose. Erano i favolosi anni sessanta.

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