Fabrizio Lomonaco eBooks
eBooks di Fabrizio Lomonaco editi da Liguori Editore Storia della filosofia occidentale
Indici degli Acta Eruditorum Lipsiensium (1693-1733): a cura e con Introduzione di Fabrizio Lomonaco. E-book. Formato PDF Fabrizio Lomonaco - Liguori Editore, 2016 -
Sarebbe una conseguenza errata se dallo scarso valore delle notizie che abbiamo riguardo alle gazzette si volesse dedurre che la loro utilità, tanto grande da non poter essere descritta, è stata finora misconosciuta (...). In realtà, la loro utilità è così evidente, così universale che qualunque descrizione sarebbe imperfetta e il tentativo stesso di descriverla sarebbe quasi offensivo per il ragionevole pubblico. Senza gazzette, come senza nozioni di geografia, l’uomo sarebbe una talpa che intontita si agita nella sua zolla di terra. Il brano citato è tratto da E. Tortarolo, La storiografia tedesca e la stampa periodica settecentesca, in «Società e storia», 23 (1984), p. 333.
Tracce di Vico nella polemica sulle origini delle Pandette e delle XII Tavole nel Settecento italiano: presentazione di Giuseppe Cacciatore. E-book. Formato PDF Fabrizio Lomonaco - Liguori Editore, 2012 -
Al centro dell’indagine è la questione della «fortuna» di Vico nel linguaggio e nella mentalità degli storici e dei giuristi italiani di primo Settecento, interessati a indagare sul fondamento della validità storica dello ius romano, a porre criticamente il problema della sua continuità d’uso nell’età del diritto comune, ancora vigente, entro certi limiti, in Occidente e al centro del moderno dibattito sulla questione feudale. L’attenzione si è concentrata, in particolare, sulle origini delle Pandette e delle XII Tavole, luogo di polemiche divisioni ma anche di un ricco, proficuo impegno critico per la compresenza di opposti richiami al Vico ortodosso e illuministico. È stata ricostruita una matura riflessione storico-filosofica sul diritto romano che, se da un lato (da Gravina a Francesco Maria Ganassoni, da Filangieri a Pagano) respinge l’isterilimento dogmatico delle discussioni umanistiche sull’origine dell’antico ius, dall’altro conosce, alla fine del secolo (con Melchiorre Delfico), la sua critica più radicale che ne denuncia l’inaccettabile deformazione bizantina e medievale nelle vigenti disposizioni legislative.