Filippo La Porta eBooks

eBooks di Filippo La Porta editi da Castelvecchi Società e cultura: argomenti d'interesse generale

Critico letterario e saggista, collabora regolarmente con il «Domenicale» del «Sole 24 ore» e con il «Messaggero»; ha inoltre una rubrica sul settimanale «Left». Tra le sue numerose pubblicazioni nell’ambito degli studi letterari ricordiamo La nuova narrativa italiana (Bollati Boringhieri, 1995 e nuova edizione 1999), Non c’è problema. Divagazioni morali su modi di dire e frasi fatte (Feltrinelli, 1997), Dizionario della critica militante (con Giuseppe Leonelli) (Bompiani, 2007), Maestri irregolari (Bollati Boringhieri, 2007), con cui ha vinto il premio De Lollis di Chieti, Un’idea dell’Italia. L’attualità nazionale nei libri (Aragno, 2012) e Pasolini (il Mulino, 2012).
EBOOK   9791256143443

Due culture? Tra scienza e umanesimo. E-book. Formato EPUB Filippo La Porta   -  Castelvecchi, 2024  - 

Nel Novecento le scoperte della scienza hanno accompagnato, quando non anticipato, la sperimentazione letteraria e gli sviluppi del pensiero filosofico. I concetti controintuitivi della meccanica quantistica, benché spesso fraintesi, sono oggi una fonte inesauribile di suggestioni per chi scrive romanzi, con la legge dell’indeterminazione di Heisenberg accostata ad autori come Proust e Joyce. La ricerca scientifica, sempre più specializzata, ha tuttavia una evidente difficoltà a comunicare i propri esiti. Filippo La Porta, critico letterario, e Giuseppe Mussardo, fisico teorico, provano a ricomporre il dialogo interrotto tra cultura scientifica e discipline umanistiche a partire da possibili terreni di incontro, guidati, nelle loro riflessioni, dagli interrogativi fondamentali sulla condizione umana e dalla «sete natural che mai non sazia», la curiosità.

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EBOOK   9788832906905

Non possiamo non dirci non violenti: Dialoghetto intergenerazionale su un tema cruciale del nostro agire pubblico. E-book. Formato EPUB Filippo La Porta   -  Castelvecchi, 2021  - 

Cos’è la nonviolenza? Una proposta politica? Una scelta di vita? Un modo creativo di gestire i conflitti, una testimonianza? Se sono numerosi i casi di nonviolenza “vincente”, capaci di andare controcorrente e di “risparmiare il sangue”, difficilmente i tanti eroi della resistenza senz’armi del Novecento si vedranno riconoscere l’onore di una statua. La pratica resa famosa da Gandhi rimane però una corrente sotterranea che – affiorando già negli anni Sessanta per essere rilanciata dalla rivoluzione femminista – confluisce oggi nelle forme di “un mondo possibile”: una concezione diversa della politica, per costruire un’altra società dentro di questa. Su questi temi cruciali si confrontano due generazioni: La Porta e Cirese, chi viene dal Sessantotto e dalla violenza “emancipativa” di Sartre e Fanon e chi, nato alla fine degli anni Ottanta, è cresciuto vedendo al telegiornale gli orrori della guerra jugoslava e della violenza del terrorismo internazionale. Una difesa della nonviolenza che, sia pure con i necessari distinguo, è oggi urgente più che mai, perché ci ricorda che c’è sempre un’alternativa.

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