Gershom Scholem eBooks
eBooks di Gershom Scholem editi da Adelphi SCIENZE UMANE
Walter Benjamin e il suo angelo. E-book. Formato EPUB Gershom Scholem - Adelphi, 2015 -
Tutta l'opera di Walter Benjamin è protetta dall'ala di un'immagine: quella di un acquarello di Klee, dal titolo "Angelus Novus". E questa immagine, a sua volta, può essere intesa in tutti i suoi densi e sovrapposti significati soltanto se la si mette in rapporto con un breve, stupendo racconto in cui Benjamin svela qual è il suo "nome segreto": "Agesilaus Santander". Siamo qui, dunque, nel cuore del cuore di un'opera che, sempre più con gli anni, ci appare di una prodigiosa ricchezza di pensiero. E nessuno poteva essere più adatto di Gershom Scholem a interpretare questa cifra nascosta di tutto Benjamin. Scholem, infatti, grande ebraista e autore di fondamentali studi sulla cabbala, fu l'amico più intimo e affine di Benjamin per molti anni. E, proprio per la sua conoscenza magistrale della mistica ebraica, egli poteva apprezzare l'inesauribile sottigliezza teologica applicata da Benjamin con audacia a ogni sorta di materiale 'profano', dalla letteratura, al marxismo, alla sua stessa persona. Esaminando puntigliosamente, frammento per frammento, questo "mito dell'angelo", da cui discendono gli aggrovigliati rapporti di Benjamin sia con la Storia sia con se stesso, Scholem ricostruisce una sorta di percorso occulto che si può intravedere nella vita di Walter Benjamin. Il presente volume, oltre al saggio "Walter Benjamin e il suo angelo" (dove il lettore troverà, per la prima volta tradotto, il racconto "Agesilaus Santander"), contiene un profilo di Walter Benjamin scritto da Scholem nel venticinquesimo anniversario della morte del grande scrittore e amico, testo che ci offre una preziosa introduzione alla sua opera.
La figura mistica della divinità: Studi sui concetti fondamentali della Qabbalah. E-book. Formato EPUB Gershom Scholem - Adelphi, 2015 -
«La dottrina della creazione dell’uomo a immagine (tzelem) di Dio (Gn, 1, 26), già in sé alquanto problematica per la teologia monoteistica, offrì ai mistici il termine tecnico per una concezione che aveva ormai una parentela molto remota con l’idea biblica. Ai cabbalisti premeva sapere in che cosa propriamente consistesse la particolare essenza individuale dell’uomo, dal momento che la dottrina della trasmigrazione delle anime ... si prestava a mettere in dubbio la specifica unicità e irripetibilità dell’essere umano. Qual è il principium individuationis di ogni uomo, l’elemento che costituisce l’unicità della sua esistenza e che mantiene la sua identità attraverso le varie trasmigrazioni dell’anima?». Così si legge in questo volume, che raduna le conferenze tenute da Scholem ai celebri Colloqui di Eranos, ad Ascona, tra il 1952 e il 1961. A quel pubblico assai scelto Scholem decise di presentare lo sviluppo storico e i nodi essenziali delle dottrine cabbalistiche scandendoli in altrettanti capitoli di un lessico ideale del misticismo ebraico. Scorrono così davanti ai nostri occhi i temi e i concetti più profondi, misteriosi e affascinanti della teosofia cabbalistica: la figura mistica del Creatore con il suo corpo inconcepibile, l’intreccio misterioso di bene e male nella divinità stessa, la dimensione sessuale – maschile e femminile – del divino, compendiata nelle forme del Giusto e della Shekinah, le peripezie della reincarnazione e i viaggi cosmici del nostro «doppio», il «corpo astrale».
L’idea messianica nell’ebraismo: e altri saggi sulla spiritualità ebraica. E-book. Formato EPUB Gershom Scholem - Adelphi, 2022 -
«Come il chicco di grano deve marcire nella terra prima di poter germogliare, così le azioni dei “credenti” devono “marcire” affinché possa germogliare la redenzione». Così scrive Scholem nel saggio che costituisce il cuore di questo volume, «La redenzione attraverso il peccato», sintetizzando, appunto, la dottrina paradossale del «santo peccato» che era stata sviluppata dal sabbatianesimo radicale: al redentore, al più santo fra gli uomini, spetta il compito di immergersi nell’oscurità del male e «riscattare le scintille divine che vi sono ancora imprigionate». Proprio al movimento sabbatiano e alle sue propaggini più radicali Scholem dedica alcuni dei fondamentali saggi contenuti in questo volume, e non con l'atteggiamento di disprezzo e di condanna che aveva caratterizzato fino allora la storiografia ebraica, bensì con profondo interesse, sull'onda di quella «scintilla di emozione» (in questi termini ne aveva scritto all'amico Walter Benjamin) con cui nel 1927, alla Bodleian di Oxford, si era imbattuto in un trattato manoscritto: «Magen Avraham» («Lo scudo di Abramo»), a firma di Avraham Miguel Cardoso, seguace dello pseudo-Messia Shabbetay Tzevi. Senza indietreggiare di fronte allo scandalo della «apoteosi negativa» di Shabbetay Tzevi – la sua conversione all'islam – e dei suoi fedeli (i quali continuarono a credere in lui, convinti che fosse giunta l'ora di un capovolgimento totale e di essere ormai affrancati da ogni comandamento e da ogni proibizione), Scholem riconosce «un elemento autenticamente ebraico nell'anelito di quegli individui paradossali a ricominciare da capo», a «tornare alle sorgenti originarie della fede ebraica»: e lo fa negli stessi anni in cui il suo popolo si avvia verso la catastrofe.