Giorgio Spangher eBooks
eBooks di Giorgio Spangher editi da Giappichelli Editore Diritto e procedura penale
Le erosioni silenziose del contraddittorio. E-book. Formato EPUB Giorgio Spangher - Giappichelli Editore, 2017 -
L’attacco ai canoni dell’oralità e del contraddittorio, architravi del modello accusatorio prescelto dalla riforma processuale del 1988-’89, dapprima fu frontale ma scoperto. La magistratura combatté la propria battaglia sollevando questioni di costituzionalità che trovarono accoglimento presso il giudice delle leggi. Una volta innalzato il contraddittorio nella formazione della prova al rango di principio costituzionale, quella strategia è divenuta impercorribile, tuttavia l’ostilità verso il metodo dialettico di accertamento giudiziale non è affatto tramontata. L’insofferenza prende ora la via di interpretazioni-applicazioni surrettizie dei disposti del codice, di erosioni appunto silenziose, sottotraccia; senza il clamore delle insurrezioni d’un tempo, ma infiacchendo nella prassi quotidiana la vitalità del principio del contraddittorio. Tali storture emergono copiose dai repertori giurisprudenziali; più spesso però restano consegnate all’oblio dell’amministrazione routiniera della giustizia, dove giudici e pubblici ministeri si ritrovano alleati e concordi nel perseguire il valore dell’efficienza a scapito di altri interessi coinvolti nella vicenda processuale. La sensazione è che sia andata smarrita ogni speranza di recuperare la caratura genuina del contraddittorio; che il declino di quel metodo sia ormai inesorabile, malgrado qualche segnale incoraggiante dovuto al modo d’intendere il processo equo – specie nel giudizio di secondo grado – da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo.L’opera qui sottoposta al lettore intende perlomeno registrare con la maggiore consapevolezza possibile la distanza che separa l’ideale del contraddittorio dalla prosaica realtà dell’esperienza applicativa. Ciò nell’intento di fornire strumenti utili a comprendere le ragioni di quel divario tanto pronunciato e nella prospettiva – forse illusoria – di ridurre la distanza fra il modello e la sua traduzione pratica, prima di abbandonarsi alla definitiva rassegnazione.Daniele Negri, (Ferrara, 1971) è professore associato di Diritto processuale penale nell’Università di Ferrara.RENZO ORLANDI, (Cles, 1953) è professore ordinario di Diritto processuale penale nell’Università di Bologna.
Le erosioni silenziose del contraddittorio. E-book. Formato PDF Giorgio Spangher - Giappichelli Editore, 2017 -
L’attacco ai canoni dell’oralità e del contraddittorio, architravi del modello accusatorio prescelto dalla riforma processuale del 1988-’89, dapprima fu frontale ma scoperto. La magistratura combatté la propria battaglia sollevando questioni di costituzionalità che trovarono accoglimento presso il giudice delle leggi. Una volta innalzato il contraddittorio nella formazione della prova al rango di principio costituzionale, quella strategia è divenuta impercorribile, tuttavia l’ostilità verso il metodo dialettico di accertamento giudiziale non è affatto tramontata. L’insofferenza prende ora la via di interpretazioni-applicazioni surrettizie dei disposti del codice, di erosioni appunto silenziose, sottotraccia; senza il clamore delle insurrezioni d’un tempo, ma infiacchendo nella prassi quotidiana la vitalità del principio del contraddittorio. Tali storture emergono copiose dai repertori giurisprudenziali; più spesso però restano consegnate all’oblio dell’amministrazione routiniera della giustizia, dove giudici e pubblici ministeri si ritrovano alleati e concordi nel perseguire il valore dell’efficienza a scapito di altri interessi coinvolti nella vicenda processuale. La sensazione è che sia andata smarrita ogni speranza di recuperare la caratura genuina del contraddittorio; che il declino di quel metodo sia ormai inesorabile, malgrado qualche segnale incoraggiante dovuto al modo d’intendere il processo equo – specie nel giudizio di secondo grado – da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo.L’opera qui sottoposta al lettore intende perlomeno registrare con la maggiore consapevolezza possibile la distanza che separa l’ideale del contraddittorio dalla prosaica realtà dell’esperienza applicativa. Ciò nell’intento di fornire strumenti utili a comprendere le ragioni di quel divario tanto pronunciato e nella prospettiva – forse illusoria – di ridurre la distanza fra il modello e la sua traduzione pratica, prima di abbandonarsi alla definitiva rassegnazione.Daniele Negri, (Ferrara, 1971) è professore associato di Diritto processuale penale nell’Università di Ferrara.RENZO ORLANDI, (Cles, 1953) è professore ordinario di Diritto processuale penale nell’Università di Bologna.
Considerazioni sul processo 'criminale' italiano. E-book. Formato EPUB Giorgio Spangher - Giappichelli Editore, 2015 -
Il titolo del presente lavoro richiede, forse, impone qualche precisazione. In primo luogo, riecheggiando il titolo del libro di Francesco Mario Pagano "Considerazioni sul processo criminale", si intende rendere un - sentito omaggio a questo pensatore e giurista che, in un contesto difficile e con sacrificio personale, fece del garantismo processuale il suo credo. In secondo luogo, il riferimento alla natura "criminale" del processo penale italiano sottende l'idea che il nostro sistema processuale conserva - al di là delle affermazioni di facciata e pur con il dovuto riconoscimento di tutti i progressi intervenuti - il marchio genetico dell'inquisitorietà (una impronta culturalmente inquisitoria). Ogni Stato, Paese, Comunità si dota di un processo penale per sanzionare i comportamenti ritenuti illeciti / contrari alla legge. Tuttavia, non esiste "un processo penale"; esiste una pluralità di procedimenti penali che appartengono alla storia di ogni singolo Paese. In questo quadro è noto che si confrontano - con molte mediazioni e varietà di composizione dei diversi elementi - i tradizionali modelli inquisitori ed accusatori, che, tuttavia, pur nella varietà delle soluzioni, conservano alcuni fondamentali tratti genetici. Sotto questo profilo, il processo penale inevitabilmente s'inserisce nella storia di un Paese e nelle sue tradizioni ordinamentali e culturali. Da questa prospettiva, restano significative le differenti origini dei modelli anglosassoni e di quelli continentali.