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eBooks di Giovanni Gentile editi da Fuoriscena Ideologie politiche

Giovanni Gentile (1875 –1944) è stato un filosofo, pedagogista e politico italiano. Fu insieme a Benedetto Croce uno degli esponenti del neoidealismo filosofico, un protagonista della cultura italiana nella prima metà del XX secolo e una delle figure di spicco del fascismo. Nel 1922 Mussolini, nominandolo Ministro dell’Istruzione, gli offrì l’occasione per realizzare la riforma della scuola cui lavorava dall’inizio del secolo. Aderì alla Repubblica Sociale Italiana. Pagò con la morte la propria scelta.
EBOOK   9791222500270

Manifesto degli intellettuali fascisti e antifascisti. E-book. Formato EPUB Giovanni Gentile   -  Fuoriscena, 2023  - 

Il cuore di questo libro è il rapporto tra intellettuali e potere. Se c’è stata un’egemonia culturale della sinistra, raramente si sente parlare dell’egemonia culturale di destra che ha dominato il Paese nel ventennio fascista. I più grandi intellettuali di allora furono fascisti, non per paura del manganello o di ritorsioni ma per assoluta convinzione politica e morale, come si può leggere limpidamente in queste pagine. «Dobbiamo abbandonare una vecchia immagine del fascismo come fenomeno reazionario incapace di produrre cultura» scrive Alessandra Tarquini nell’introduzione al Manifesto degli intellettuali fascisti, sottoscritto tra gli altri da Ungaretti, Pirandello, Malaparte, Marinetti, e il cui autore, Giovanni Gentile (che resterà fascista fino alla morte, nel 1944, ucciso dai partigiani dei Gap), è uno dei massimi filosofi italiani del Novecento. All’egemonia culturale fascista risponderà con un testo speculare – il Manifesto degli intellettuali antifascisti – un gruppo guidato da Benedetto Croce e da Giovanni Amendola. Il loro antifascismo segue l’indirizzo del cosiddetto «Aventino» (il ritiro dell’opposizione parlamentare dopo l’omicidio Matteotti del 10 giugno 1924), porta alta la bandiera del liberalismo democratico e riconosce una clamorosa leggerezza (dopo la marcia su Roma, infatti, Croce aveva ritenuto il fascismo un fenomeno passeggero, e il 24 giugno 1924 aveva votato in Senato la fiducia al Duce). Rileggere le parole di allora (estremamente illuminanti ed evocative) è un’occasione per guardare da dove veniamo, per capire chi siamo stati e chi possiamo essere.

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