Giovanni Testori eBooks

eBooks di Giovanni Testori editi da Feltrinelli Editore Studi teatrali

Giovanni Testori (1923-1993), critico d’arte, poeta, autore teatrale e romanziere, è considerato tra i maggiori scrittori italiani del secondo Novecento. Negli anni Cinquanta ha raccontato la periferia milanese nel ciclo dei Segreti di Milano. Nel 1965 ha pubblicato il poema I Trionfi. Per il teatro, negli anni Settanta, con la Trilogia degli scarrozzanti (L’AmbletoMacbetto e Edipus) ha creato una personalissima lingua drammaturgica, proseguita con gli oratori di argomento sacro, quali Conversazione con la morte, Interrogatorio a Maria e Factum est, e culminata con la messa in scena, negli anni Ottanta, del romanzo In exitu, uno dei suoi capolavori, e di sdisOrè. La sua ultima opera, quasi un testamento fra teatro e poesia, è Tre lai.

EBOOK   9788858843857

Trilogia degli scarozzanti: L’Ambleto - Macbetto - Edipus. E-book. Formato EPUB Giovanni Testori   -  Feltrinelli Editore, 2021  - 

Sorta di specchio ed equivalente dell’esistenza, il teatro di Testori affronta i nodi ineludibili della condizione umana. Nella "Trilogia degli scarozzanti" ritroviamo, riscritte e trasfigurate, tre opere fondamentali della drammaturgia occidentale: "Amleto" e "Macbeth" di Shakespeare e l’"Edipo" di Sofocle. Testori entra in questi testi e li trasforma, distillandone i motivi che percorrono e agitano da sempre la sua riflessione umana e artistica: ed ecco quindi, nell’"Ambleto", un discorso portato all'estremo sulla sessualità e sul senso del nascere; nel "Macbetto", un furioso interrogarsi sul potere come male e sul suo legame originario e inscindibile con la vita; nell’"Edipus", infine, la parabola di un soggetto portatore inconsapevole di valori alternativi rispetto a quelli costituiti, manifestazione di un conflitto tra padre e figlio e di un anelito al ricongiungimento con il ventre materno, legato al ciclico rinnovarsi della natura. Per reinventare questo teatro, Testori dà vita a una lingua straordinaria, “gloriosamente e oscenamente viva, allestita con i resti di tutte le lingue morte o agonizzanti del mondo” – secondo la definizione di Raboni. È l’idioma degli scarozzanti, appunto, compagnia itinerante di guitti, stracciona e sublime nella sua degradazione, che, insieme alle opere di Shakespeare e Sofocle, mette in scena se stessa e il proprio tragico presente.

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