Guido Ceronetti eBooks
eBooks di Guido Ceronetti editi da Adelphi Religione e fede
Il Cantico dei Cantici. E-book. Formato EPUB Guido Ceronetti - Adelphi, 2019 -
Il più grande testo d’amore di tutte le letterature. «Il mondo intero non vale il giorno in cui il ‘Cantico’ fu dato a Israele, perché tutte le Scritture sono sante, ma ‘Il Cantico dei Cantici’ è santissimo» RABBI AQUIBÀ «Solo quelli che hanno amato la Sapienza come una donna, e una donna (sublime cortesia, inaudito conoscere) come la Sapienza, hanno ricavato dal Cantico tutta la possibile luce». GUIDO CERONETTI
Messia: 2002-2017. E-book. Formato EPUB Guido Ceronetti - Adelphi, 2017 -
«Non l’aspetto, non mi pare di averlo mai aspettato» dichiara Ceronetti, senza nascondersi tuttavia che il tema fluttua da sempre nel suo «mondo mentale», anzi e` «centrale e sigillato come l’ombelico». Tant’e` che soltanto lui poteva darci questo piccolo libro prezioso, in cui, armato solo delle sue domande appassionate e della sua immensa erudizione, egli parte alla ricerca di presenze e testimonianze messianiche nei testi degli autori che da sempre frequenta e ama: da Eraclito a Isaia, da Buber a Dostoevskij, da Rimbaud a Beckett, da Cechov a Kafka. E in tal modo ci indica una via, e ci spalanca orizzonti: perche´, ci dice, «pensare messianicamente, sia pure con una forzatura malinconica, trattiene la mente dal precipitare nell’incretinimento generale», e perche´ nessuno quanto lui sa che, per quanto ignari, si vive tutti nell’attesa del Messia.
Il Libro di Giobbe. E-book. Formato EPUB Guido Ceronetti - Adelphi, 2020 -
Tutti sanno che Giobbe, «uomo di perfetta purità», fu colpito da sventure e, infine, ulcerato nel corpo dal Male, circondato da tre amici, si rivolse al Signore per chiedere ragione delle sue sofferenze. «Iob dice che i buoni non vivono e che Dio li fa ingiustamente morire. Gli amici di Iob dicono che i cattivi non vivono e che Dio li fa giustamente morire». Lo scandaloso processo che Giobbe, il giusto, osa intentare al Signore è una immensa pietra d’inciampo che è fatale incontrare e che ogni lettura obbliga ad aggirare, con fatica e meraviglia. Guido Ceronetti, con la sua versione e il suo commento, ha cercato, nell’oscurità e nell’enigma, di offrire in tutta la loro forza oscurità e enigmi, perché questo testo, che nessuna ragione potrà mai accettare, appaia «nuovamente» inaccettabile, arricchito dalla scomparsa di quelle tante mitigazioni esegetiche nelle quali secoli di devozione e di empietà lo hanno avvolto. Testo principe sul male, «Il Libro di Giobbe» ci rassicura che il male non è quella burocratica ‘privazione del bene’ a cui teologi grandissimi lo hanno voluto ridurre, ma inarrestabile ruota del mondo; che vera offesa recano innanzitutto gli zelanti, in quanto hanno la risibile pretensione di bonificare l’esistenza, e con ciò portano morte; che «la salvezza del bene è edificante, quella del male essenziale». Ma innumerevoli sono le maschere del testo sacro, e l’inflessibile manifestarsi della necessità del Male si congiunge – è uno dei segreti del «Libro di Giobbe» – con l’affermazione assoluta del possesso di Dio presente. Così l’accusato Dio, a cui Giobbe può rivolgersi col suo tu brutale (di una brutalità quale forse nessun’altra religione che l’ebraica ha tollerato) grazie soltanto alla grandiosa finzione di essere l’Odiatissimo-Amatissimo, speciale oggetto, per assurdo, della potenza divina e perciò specchio della sua divina doppiezza – l’accusato Dio, quando alla fine del Libro, dopo i discorsi di Giobbe e dei suoi amici spaventati dall’audacia del sofferente, prenderà la parola, non risponderà con spiegazioni pacificanti, ma congiungerà di nuovo violenza a violenza, come amore a amore, evocando l’immagine dei suoi mostri, Behemòt e Leviatàn, che toglie a Giobbe la parola e gli fa sentire la presenza della perpetua testimone di questo perpetuo processo, «Hokhma?», la Sapienza.