Indro Montanelli eBooks

eBooks di Indro Montanelli editi da Rizzoli Politica e governo

Qualunque sia l’opinione che avete di Marx, della sua vita e dei suoi studi, non può essere peggiore di quella di sua moglie. Perlomeno nella versione che ne dà Montanelli in questo racconto crudelmente umoristico della nascita del Capitale, in cui parla in prima persona Jenny von Westphalen. L’erede di una nobile famiglia prussiana ebbe la cattiva idea di sposare il rampollo spiantato di una famiglia di mercanti ebrei, velleitario economista senza nozioni di economia, tantomeno domestica, guadagnandoci anzitutto una vita di stenti. Tra un fiasco editoriale e una mancata consegna, tra uno sfratto e un esilio, ripercorriamo nella disincantata cronaca di Jenny le vicissitudini di un piccolo borghese gretto e invidioso, sempre sull’orlo di una crisi di nervi e intento a denigrare i propri amici ben più che a combattere i nemici del proletariato, classe che in realtà disprezzava. Un perfido quanto irresistibile pamphlet che suona una nota di originalità in un momento di ritrovata celebrità per il filosofo ottocentesco e le varie riletture del suo Capitale.
EBOOK   9788858696316

Cialtroni. E-book. Formato EPUB Indro Montanelli   -  Rizzoli, 2019  - 

«Credi forse che gli uomini, e specialmente quelli di forte personalità, siano riassumibili in un giudizio solo? Se così fosse, ti sfiderei a formulare quello su Giulio Cesare. Cosa fu Cesare: il più grande generale e statista, o la più grande canaglia di tutti i tempi? Fu, credi a me, entrambe le cose. Gli uomini, te ne accorgerai, sono, anzi, siamo sempre un coacervo di contraddizioni.» Un coacervo di contraddizioni, sì: dal Risorgimento all'altroieri, un personaggio dopo l'altro. Questo volume raccoglie una serie di articoli dedicati da Indro Montanelli, nel corso degli anni Novanta, ai protagonisti della storia politica italiana: da Garibaldi, "onesto pasticcione", a Grillo, "incubo esilarante", da Mussolini a Craxi a Berlusconi e D'Alema, fra demagoghi, guappi di cartone, statisti latitanti. Il formidabile ritrattista che fu Montanelli picchia furiosamente i tasti della proverbiale Olivetti e sembra in uno stato di grazia: arriva sulla pagina il distillato di una lunghissima carriera, con un ritmo e una velocità perfetti per il Ventunesimo secolo. Leggi sorridendo, con il divertimento di chi assiste all'azione dell'anarchico buono che se la spassa a prendere di mira i monumenti. Pensi di essere solo uno spettatore, ma via via hai il sospetto che tutto ti riguardi più del previsto. Un po' come spiegava Balzac ai lettori della sua Commedia umana: «Voi che vi sprofondate in una molle poltrona dicendo: forse mi svagherà. Dopo avere letto, cenerete con appetito e scaricherete l'insensibilità vostra sulle spalle dell'autore, tacciandolo di esagerare». Eh no, precisa il grande scrittore francese, «tutto è vero, è talmente vero, che ognuno potrà ritrovarne gli elementi dentro di sé». E visto che qui si tratta di politici, Montanelli, da par suo, aggiunge la domanda delle domande, la più scomoda: ma il Paese è davvero meglio della classe politica? Cioè, noi siamo meglio della classe politica?

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