Johann Gottlieb Fichte eBooks

eBooks di Johann Gottlieb Fichte editi da Bompiani Storia della filosofia occidentale

Johann Gottlieb Fichte (Rammenau 1762 - Berlino 1814) è tra i massimi pensatori della tradizione filosofica classica tedesca. La pubblicazione del suo Fondamento dell’intera dottrina della scienza (1794-1795) inaugura la stagione dell’idealismo. Divenuto rettore dell’Università di Berlino, l’incessante sviluppo e la minuziosa revisione delle esposizioni del suo sistema speculativo non smetteranno di porre il filosofo a confronto con i grandi pensatori a lui contemporanei, quali Hegel, Schelling e Jacobi.
EBOOK   9788858774663

Meditazioni personali sulla filosofia elementare: Testo tedesco a fronte. E-book. Formato PDF Johann Gottlieb Fichte   -  Bompiani, 2018  - 

Le "Meditazioni personali sulla filosofia elementare" furono composte tra la fine del 1793 e l'inizio del 1794, e cadono perciò nel periodo in cui la critica demolitrice di Enesidemo-Schulze aveva messo in crisi non solo gli sviluppi conferiti da Reinhold alla filosofia kantiana, ma lo stesso sistema che Fichte aveva faticosamente elaborato, spingendolo a costruirne uno nuovo, che fosse al riparo dalle obiezioni dello scettico. Nell'opera, manifestamente non destinata alla pubblicazione, Fichte intendeva fare il punto circa la personale comprensione della filosofia allora in voga e saggiarne la possibilità di superamento. La "ElementarPhilosophie" di Reinhold viene assunta come filo conduttore, ma Fichte ne denuncia le lacune e prospetta soluzioni che presto lo condurranno alla realizzazione del suo sistema filosofico. Le "Meditazioni personali" rivestono un interesse e un rilievo particolari e svolgono una funzione insostituibile, perché presentano un sincero e serrato dialogo del pensatore con sé stesso, con esclusione dei filtri abitualmente utilizzati nelle opere rivolte al pubblico. Se la destinazione personale dell'opera spiega le frequenti ripetizioni e giustifica la presenza di alcune pagine che mettono a dura prova la capacità di comprensione del lettore, la medesima circostanza offre il vantaggio di rendere visibili le incertezze del giovane filosofo, i suoi dubbi e i suoi ripensamenti e consente di penetrare nel laboratorio in fervente attività da cui, dopo breve tempo, avrebbe preso inizio la stesura del "Fondamento dell'intera dottrina della scienza". Per questa ragione gli autorevoli editori della "Gesamtausgabe", R. Lauth e H. Jacob, definiscono le "Meditazioni personali sulla filosofia elementare" una "dottrina della scienza in statu nascendi".

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EBOOK   9788858757802

Missione del dotto. E-book. Formato PDF Johann Gottlieb Fichte   -  Bompiani, 2013  - 

Frutto di cinque lezioni tenute nel 1794, la Missione del dotto di Fichte è la più straordinaria descrizione moderna del ruolo dell’intellettuale. Quest’ultimo ha il compito di guidare, sorvegliare e promuovere il processo di emancipazione del genere umano tramite la prassi trasformatrice, secondo l’ininterrotto sforzo sociale orientato alla coincidenza tra Io e non-Io: ossia tra l’umanità pensata come un unico soggettoagente e le sue concrete oggettivazioni sociali, politiche e storiche. Secondo un coerente sviluppo, sul piano sociale e politico, dei princìpi della “dottrina della scienza”, il dotto della torre d’avorio, come mero tesaurizzatore del sapere, cede con Fichte il passo all’intellettuale come uomo che pensa e opera nella e per la società. Egli è chiamato ad agire in prima persona e a spronare ogni uomo a fare altrettanto, nella duplice consapevolezza dell’imperfezione presente e della perfezione futura, in un rifiuto ostinato di accettare l’esistente come “dato di fatto” indipendente dall’attività umana. Lo stesso mantenimento fichtiano di un orizzonte aperto, nella forma del “cattivo infinito” (lo sforzo inesauribile perché tale da rinviare sempre a una perfezione ulteriore), risulta coerente con questa logica di illimitata conservazione dell’azione: l’irraggiungibilità dell’orientamento teleologico fa sì che l’azione stessa non si cristallizzi mai in morta positività, in oggettività “solida” e definitiva, riprecipitando a sua volta in quella “mistica della necessità” contro cui la prassi si era attivata.

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