Jorge Luis Borges eBooks

eBooks di Jorge Luis Borges editi da Adelphi Letteratura, storia e critica: studi generali

EBOOK   9788845979170

Discussione. E-book. Formato EPUB Jorge Luis Borges   -  Adelphi, 2017  - 

«Ho consacrato la mia vita alla letteratura, e non sono sicuro di conoscerla; non mi azzarderei a darne una definizione, perché per me rimane sempre segreta e mutevole, in ogni riga che ricevo o che scrivo». In questa memorabile dichiarazione di Borges non c’è soltanto quel gusto della sprezzatura che è uno dei tratti più seducenti della sua personalità. Vi appaiono in filigrana le linee della sua estetica eterodossa di dissidente nato: la lettura come inesauribile sorpresa; la scrittura come viaggio iniziatico nell’ignoto; la letteratura come universo mobile e imprevedibile, dotato di una sua propria vita caotica, refrattario a ogni tentativo di classificazione. E questo audace sentimento della letteratura («Ogni nuova pagina è un’avventura in cui dobbiamo metterci in gioco») non mancherà di contagiare il lettore di "Discussione", composita raccolta di saggi (apparsa per la prima volta nel 1932) alla quale lo stesso Borges doveva attribuire un valore non secondario se volle salvarla dalla furia autocensoria con cui si accanì sugli scritti giovanili. Il valore di una svolta, senza dubbio, giacché il titolo stesso sembra preannunciare la tonalità serena, piana, che rappresenterà la seconda maniera borgesiana, dopo le oltranze stilistiche e l’insolenza iconoclasta degli esordi. Spaziando dai temi filosofici e teologici alle questioni estetiche e letterarie, dalla poesia gauchesca a quella di Whitman, da Flaubert fino a una spregiudicata incursione nel territorio del cinema, Borges si addentra negli argomenti come in quei labirinti che da sempre sono la sua ossessione. Discussione raduna saggi usciti fra il 1928 e il 1932, anno cui risale l’edizione in volume; del 1957 è la seconda edizione, profondamente rimaneggiata dall’autore.

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EBOOK   9788845975974

Nove saggi danteschi. E-book. Formato EPUB Jorge Luis Borges   -  Adelphi, 2014  - 

Di Dante, come di tanti altri scrittori, Borges si è dimostrato capace di dirci ciò che altrove non troveremmo, ma soprattutto di dircelo a partire da presupposti e angolature a lui solo accessibili. Orientata – come accenna il Prologo – da una sorta di «innocenza», la sua lettura della "Commedia" («il miglior libro scritto dagli uomini») muove infatti da dettagli, suggestioni, spunti immaginativi per proporre, attraverso molteplici riferimenti letterari, congetture spesso eccentriche e punti di vista esclusivi e personali. In queste pagine, degne dei migliori saggi di "Altre inquisizioni", Borges intravede nell’ultimo viaggio di Ulisse «un occulto e intricato suicidio» simile a quello del capitano Ahab di "Moby Dick"; scopre nella "Historia ecclesiastica gentis Anglorum" di Beda il Venerabile visioni anticipatrici della "Commedia", e nell’Aquila splendente del diciottesimo canto del Paradiso affinità col Simurg persiano; riflette sulla contraddittoria compassione di Dante per Francesca, e la spiega evocando il Raskol’nikov di "Delitto e castigo" e il grande e sfortunato amore per Beatrice, motivo nel quale riconosce la vera genesi dell’opera: «Morta Beatrice, perduta per sempre Beatrice, Dante giocò con la finzione di ritrovarla, per mitigare la tristezza; io personalmente penso che abbia edificato la triplice architettura del suo poema per introdurvi quell’incontro». In questo volume, pubblicato per la prima volta nel 1982, Borges radunò scritti per lo più apparsi in giornali e riviste sul finire degli anni Quaranta; viene qui aggiunto nell’Appendice il testo di una conferenza sulla "Divina Commedia" tenuta nel 1977 al Teatro Coliseo di Buenos Aires.

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EBOOK   9788845978753

La misura della mia speranza. E-book. Formato EPUB Jorge Luis Borges   -  Adelphi, 2017  - 

Nel 1971, a Oxford, mentre conversava amabilmente con un gruppo di ammiratori, Borges d’improvviso si raggelò: qualcuno aveva fatto allusione alla "Misura della mia speranza". «Quel libro non esiste,» si affrettò a dire Borges al malcapitato «non lo cerchi più». E subito cambiò discorso. Ma il giorno dopo uno studente lo chiamò per smentirlo: quel libro esisteva, e la Bodleiana ne possedeva una copia. «Cosa possiamo farci, María,» commentò lo scrittore rivolgendosi alla moglie «sono perduto!». "El tamaño de mi esperanza" apparve a Buenos Aires nel 1926, secondo volume di saggi dopo "Inquisizioni" (1925), e insieme a quest’ultimo e all’"Idioma degli argentini" (1928) fu ripudiato, tornando ufficialmente in circolazione solo dopo la morte del suo autore. Tracotante di audacia e di speranza, il libro delle furie di Borges regola i conti con la coeva cultura argentina, attacca spavaldamente la pigra immobilità della lingua letteraria e l’ingannevole prestigio delle parole che compongono i versi, celebra la pampa e i sobborghi, il battagliero quartiere di Palermo – con i suoi patios pieni di cielo – e la pura sfacciataggine dei compadritos, i vecchi tanghi e lo spirito criollo portatore di allegria e miscredenza, "La terra viola" di Hudson e gli angeli, unici mostri sopravvissuti – ma soprattutto ci dischiude, tra le schegge di un’insolenza che gli anni provvederanno a temperare, il segreto lavorio da cui nascerà il più indimenticabile Borges.

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