Luca Nannipieri eBooks

eBooks di Luca Nannipieri editi da Rubbettino Editore Cultura popolare

Luca Nannipieri (1979) scrive sul quotidiano «Il Giornale» e sul settimanale «Panorama». Ha curato e condotto su RaiUno, al «Caffè di Uno Mattina», la rubrica “SOS Patrimonio Artistico”. I suoi saggi, sia in ambito accademico (volumi Politecnico di Milano) sia in ambito divulgativo (RAI Eri), sono incentrati sul rapporto tra patrimonio storico-artistico e comunità. Tra questi i due libri-pamphlet allegati al quotidiano «Il Giornale», Il soviet dell'arte italiana e L'arte del terrore, 2016; La bellezza inutile. I monumenti sconosciuti e il futuro della società (Jaca Book, 2011), Salvatore Settis e la bellezza ingabbiata dallo Stato (Ets, 2011), La cattedrale d'Europa. La Sagrada Familia (Edizioni San Paolo, 2012), Libertà di cultura. Meno Stato e più comunità per arte e ricerca (Rubbettino, 2013), L'Italia da salvare (Edizioni San Paolo, 2014), Arte e Terrorismo. Sulla distruzione islamica del patrimonio storico artistico (Rubbettino, 2015), Bellissima Italia! Splendori e miserie del patrimonio artistico nazionale (RAI Eri-Rubbettino, 2016), che ripercorre le denunce, le proposte e i viaggi fatti nella sua rubrica su RaiUno. È assessore alla cultura e all’istruzione a Cascina (Pisa).
EBOOK   9788849839166

Libertà di cultura. Meno Stato e più comunità per arte e ricerca. E-book. Formato EPUB Luca Nannipieri   -  Rubbettino Editore, 2013  - 

Per far rinascere la cultura e la ricerca in Italia occorre un cambiamento radicale che dia centralità alla persona e alle libere comunità che nascono nei territori. Nessun museo, biblioteca, archivio, festival o università deve essere preservato senza che siano gli individui e le comunità a volerlo. La cultura infatti non è un obbligo o un diritto, ma un desiderio. Un museo come gli Uffizi può essere domani trasformato o chiuso, e le sue opere disperse, se così vorranno gli individui e le comunità. Il peso dello Stato deve pian piano regredire e permettere che le comunità si riapproprino dei loro patrimoni e territori e trasformino le loro culture come meglio credono, senza che vi sia un supervisore superiore che ne orienti le scelte con divieti o appoggi. Per far questo occorre un cambiamento della Costituzione e delle leggi, l'abolizione delle Soprintendenze e degli Istituti centrali, e una trasformazione profonda dei paradigmi che dominano l'asfittico sistema culturale italiano.

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