Marco Omizzolo eBooks

eBooks di Marco Omizzolo editi da People SOCIETÀ E SCIENZE SOCIALI

Marco Omizzolo, sociologo, responsabile scientifico di In Migrazione, ricercatore Eurispes e Amnesty International Italia. Collabora con l’Università Ca’ Foscari di Venezia e con il corso di alta formazione dell’Università di Pisa. Lavora da molti anni sul tema delle mafie italiane e straniere in Italia, sulle migrazioni, sulla tratta internazionale a scopo di sfruttamento lavorativo e sul caporalato. Il 18 aprile del 2016 è stato animatore dello sciopero che ha portato oltre 4000 braccianti indiani a manifestare contro caporali, mafiosi e sfruttatori. Ha all’attivo numerose pubblicazioni scientifiche in Italia e all’estero. A gennaio del 2019 è stato insignito, dal Presidente della Repubblica Mattarella, del titolo di Cavaliere della Repubblica per meriti nello studio e contrasto al caporalato e alle agromafie.
EBOOK   9791259793522

Il mio nome è Balbir. E-book. Formato EPUB Marco Omizzolo   -  People, 2025  - 

Almeno sedici ore al giorno, sette giorni alla settimana, 365 giorni all'anno, il tutto moltiplicato per sei anni. A soli ottanta chilometri da Roma, nell'Agro Pontino, Balbir ha lavorato in condizioni di schiavitù per una retribuzione che variava tra i 50 e 150 euro al mese. Per mangiare, rubava il cibo che il padrone italiano gettava alle galline e ai maiali. Un inferno vissuto in un Paese democratico che afferma di essere fondato sul lavoro. Balbir ha però deciso di non rassegnarsi e di ribellarsi, di combattere per la sua e la nostra libertà e dignità, rischiando la vita più volte. Un uomo in rivolta, come direbbe Camus, la cui lotta ed esempio sono il più grande antidoto contro ogni forma di razzismo, fascismo, violenza, sfruttamento e schiavismo. Lui è Balbir Singh, un bracciante indiano, e questa è la sua storia.

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EBOOK   9791259791795

Laboratorio criminale. E-book. Formato EPUB Marco Omizzolo   -  People, 2023  - 

Questa è la storia della mafia di origine Rom, radicatasi nell'area romana e pontina grazie alla dinastia dei Casamonica-Di Silvio, e del laboratorio criminale che l'ha generata, con la complicità di una politica spesso di destra che ha aperto le sue porte girevoli a uomini del clan, favorendone le imprese criminali, gli interessi e le carriere politiche. Nata da una famiglia originaria della provincia di Isernia poi trasferitasi nel quartiere Tuscolano a Roma, questa organizzazione mafiosa si è diffusa senza incontrare ostacoli, coperta da una grave sottovalutazione da parte delle istituzioni e della cittadinanza. Attraverso questo strano laboratorio sociale, il clan mafioso ha già eletto un proprio rappresentante nel Parlamento italiano, mentre l'esperimento criminale in corso prevede una costante crescita del consenso, lo stato di subordinazione e omertà della popolazione e l'accondiscendenza di parte della politica. Con poche eccezioni. «Sono il clan Casamonica-Di Silvio e tutti gli altri clan che oggi fanno da calce, da malta e da cemento per mantenere insieme i vari pezzi, anche i più piccoli, di un muro di omertà, violenza e affari illeciti. In nome di tutte le donne e gli uomini che hanno lottato e spesso perduto la vita contro questo sistema e per la democrazia, deve essere condotta una lotta di liberazione dalle ideologie fasciste ancora presenti nelle vene di questo Paese, contro i loro referenti diretti e politici, e contro tutte le mafie e i loro affiliati, referenti e conniventi. Non è una battaglia impossibile. È una battaglia da condurre e da vincere, se si hanno a cuore lo Stato di diritto e il futuro dell'Italia.»

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EBOOK   9791259790903

Per motivi di giustizia. E-book. Formato EPUB Marco Omizzolo   -  People, 2022  - 

Un viaggio tra le storie di vita di lavoratori e lavoratrici che si ribellano alla schiavitù del lavoro e in particolare al padronato capitalista, alle agromafie e al caporalato. Storie di donne e uomini che rappresentano un'Italia che non si arrende, nonostante il razzismo, il lavoro forzato, la schiavitù, le mafie e una profonda e strumentale indifferenza che è propedeutica a questo sistema. Storie come quella di Balbir Singh, che ha lavorato per sei anni in un'azienda agricola dell'Agro Pontino alle dipendenze di un padrone italiano che lo considerava un animale senza diritti. Balbir si è ribellato, lo ha denunciato e si è costituito parte civile nel relativo processo, nonostante sapesse di aver "infastidito" la 'ndrangheta. Seguono le vicende di molti altri braccianti, uomini e donne, migranti e italiani, ribelli per scelta alla schiavitù dei padroni e dei padrini d'Italia. Storie di lavoratori, come abbiamo smesso di raccontarle. «Prima o poi lo schiavo si ribella e la sua coscienza urla. La schiavitù e lo sfruttamento sono destinati a fallire perché tra la loro ontologia e la loro traduzione empirica resta uno iato in cui l'uomo rimane uomo e può agire, ribellandosi, per riconquistare la propria dimensione, personalità e coscienza. Siamo destinati a vincere.»

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