Mario Cervi eBooks

eBooks di Mario Cervi editi da Bur Storia d'Europa

Mario Cervi nacque a Crema il 25 marzo 1921, cento anni fa, ma visse sempre a Milano, dove si laureò in Legge. Dopo la Seconda guerra mondiale, cui partecipò come sottotenente di fanteria (facendo la campagna di Grecia), iniziò a lavorare al «Corriere della sera». Fu prima cronista e poi inviato speciale, seguendo alcuni degli avvenimenti di maggior rilievo dell’epoca, dai più famosi processi italiani alla crisi di Suez (1956) o il golpe dei colonnelli in Grecia (1967). Nel 1974 seguì Indro Montanelli nella fondazione del «Giornale», dove al ruolo di inviato alternò quello di commentatore, fino a diventarne direttore nel 1997. Carica che lasciò il giorno del suo ottantesimo compleanno, il 25 marzo 2001, continuando però a firmare commenti e fondi. Ha pubblicato durante la sua carriera numerosi libri, soprattutto dedicati ad argomenti storici e ai problemi della giustizia; con Montanelli scrisse 13 volumi della celebre «Storia d’Italia». E’ morto a Milano il 17 novembre 2015. Dal 2019 il suo nome è iscritto al Famedio del Cimitero Monumentale di Milano.
EBOOK   9788858651100

Storia della guerra di Grecia. Ottobre 1540-Aprile 1941. E-book. Formato EPUB Mario Cervi   -  Bur, 2013  - 

Mussolini volle la campagna di Grecia (ottobre 1940-aprile 1941) per fare dispetto a Hitler e ottenere una vittoria tutta italiana. Incappò invece in umilianti insuccessi ai quali pose tardivamente riparo proprio l'intervento dei tedeschi nei Balcani, che ritardò l'attacco alla Russia. Mario Cervi, ufficiale di fanteria nella Grecia occupata, dedica a questa pagina dolorosa e controversa della nostra storia militare un saggio scrupoloso, appassionato e appassionante. Il sogno di gloria del Duce, che voleva "spezzare le reni alla Grecia", si infranse dopo pochi giorni di combattimenti mettendo a nudo la debolezza dell'esercito fascista e la velleità delle strategie mussoliniane. Concepita come un blitz, la campagna fu una catastrofe che spezzò le reni al fascismo. Churchill commentò sarcasticamente: "L'ultimo esercito del mondo ha sconfitto il penultimo". La lucida analisi di queste pagine è un j'accuse contro la tronfia sicumera di Mussolini, ma anche contro le alte gerarchie – militari e del partito fascista – pronte a sacrificare i soldati per soddisfare le loro mire carrieristiche. In questo quadro desolante il soldato italiano, protagonista e vittima, vede riconosciuto tutto il suo eroismo.

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