Mario Isnenghi eBooks

eBooks di Mario Isnenghi editi da Donzelli Editore Struttura e processi politici

Mario Isnenghi (Venezia, 1938) è docente emerito di Storia contemporanea presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Ha insegnato anche negli atenei di Padova e di Torino, è stato condirettore della rivista «Belfagor» e attualmente dirige «Venetica». È presidente onorario dell’Iveser, l’Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della società contemporanea. Autore di numerosi volumi, ha pubblicato, tra gli altri, Il mito della Grande Guerra (1970, 2014), Le guerre degli italiani (1989, 2015), L’Italia in piazza (1994, 2004), Breve storia d’Italia ad uso dei perplessi (e non) (1998, 2014), La tragedia necessaria. Da Caporetto all’Otto settembre (1999, 2013), La Grande Guerra. 1914-1918 (con G. Rochat, 2000, 2014), Garibaldi fu ferito. Il mito, le favole (2007, 2012), Ritorni di fiamma. Storie italiane (2014), Vite vissute e no. I luoghi della mia memoria (2020). Per Marsilio è uscito Oltre Caporetto. La memoria in cammino. Voci dai due fronti (con P. Pozzato, 2018).
EBOOK   9788868430047

Diario di un arcidiavolo nell'Italia della democrazia liquida (1994-2013). E-book. Formato PDF Mario Isnenghi   -  Donzelli Editore, 2013  - 

Quando, nel 1994, Berlusconi «scende in campo», sono passati trent’anni da che Mario Isnenghi – uno dei nostri storici più lucidi e caustici – ha cominciato a firmare con assiduità le Noterelle e schermaglie di «Belfagor», vale a dire la rubrica più acuminata della rivista più combattiva nel panorama della nostra recente letteratura civile. Da quel momento, Isnenghi prende un impegno che non smetterà di onorare con puntiglio a novembre di ogni anno, fino al 2012: annotare minuziosamente le vicende del mal paese, fare le pulci alla cronaca, con umorismo pungente e quant’è giusto amaro. Per diciannove anni la penna del collaboratore dell’Arcidiavolo scava, fa i nomi e, quando serve, leva la pelle; e gli anni, intanto, diventano un vero e proprio ciclo. È una fortuna, ora, poter disporre di questo diario in pubblico, che coincide con l’era berlusconiana. Non vi si parla però sempre e solo di Berlusconi. Anzi, a un certo punto, constatando il rischio di essere risucchiati dall’assillo, uno dei pezzi fa espressa obiezione: «Qui non si parla di Berlusconi». E infatti, la serie ripercorre, a cominciare da Achille Occhetto, tutti i successivi (e ben riusciti) suicidi della sinistra; come anche la «doppia cittadinanza» dell’Italiano, per effetto di quello strapotere del Vaticano, che sembra quasi volentieri subìto, ancor prima che imposto; e non mancano Bossi, le camicie verdi, il dio Po e la cima del Monviso, e poi Monti e Grillo; e l’università, la scuola, la stampa quotidiana, che è nello stesso tempo oggetto e fonte di queste cronache del discorso pubblico. E, alla fine, Isnenghi spererebbe di potersi concedere la pensione, ma non è affatto detto che gli venga consentito…

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