Philip Schultz eBooks

eBooks di Philip Schultz editi da Donzelli Editore BIOGRAFIE E STORIE VERE

Philip Schultz (Rochester, NY, 1945), tra le voci più interessanti della poesia americana contemporanea, è autore di otto raccolte e di un memoir, La mia dislessia (Donzelli, 2016). È stato finalista del National Book Award e nel 2008 ha vinto il Pulitzer con la raccolta Failure, da cui è tratto il poemetto Erranti senza ali (Donzelli, 2017). Per dieci anni ha diretto il programma di scrittura creativa alla New York University e ha fondato nel 1987 la scuola di scrittura The Writers Studio, con sede a New York, che tuttora dirige. Vive a East Hampton con la moglie scultrice, Monica Banks, i figli Eli e Augie e il cane Penelope.
EBOOK   9788868435523

La mia dislessia: Ricordi di un premio Pulitzer che non sapeva né leggere né scrivere. E-book. Formato EPUB Philip Schultz   -  Donzelli Editore, 2016  - 

«La vita di un artista è per molti versi simile a quella di un dislessico. È nella natura di entrambi rendere il creatore una vittima, facendone un escluso e un disadattato. Se non fosse stato per la mia lotta con la dislessia, dubito che sarei mai diventato scrittore o che avrei mai saputo insegnare agli altri a scrivere». Philip Schultz, poeta, vincitore del premio Pulitzer nel 2008, da bambino non sapeva leggere. Era un pessimo studente, non sempre capiva cosa gli dicessero i suoi insegnanti e, quando parlava, aveva difficoltà a scegliere le parole giuste e a pronunciarle correttamente; non sapeva neanche leggere l’ora o distinguere la destra dalla sinistra. Molti anni dopo Schultz scoprì che tutto questo aveva un nome: infatti fu solo quando a suo figlio fu diagnosticata la dislessia che apprese di soffrire dello stesso disturbo. A quel tempo era già uno scrittore di successo ed erano lontani i giorni in cui, espulso dalla scuola per aver picchiato chi lo chiamava stupido, era stato relegato nella «classe dei cretini» dove i professori gli dicevano di starsene «buono a guardare le figure, facendo finta di leggere». A undici anni, quando un insegnante gli chiese cosa volesse fare nella vita, rispose d’istinto che sarebbe voluto diventare uno scrittore. Non ci aveva mai pensato prima, ma quell’idea divenne per lui un’ossessione. Da quel momento Schultz utilizzò tutte le sue forze per imparare a leggere e scrivere, capendo che se voleva riuscire avrebbe dovuto farcela da solo. E così fece: quando iniziò le superiori, era in grado di leggere e scrivere abbastanza da poter seguire i corsi. Ancora non sapeva che il suo cervello processava informazioni e parole in un modo diverso rispetto agli altri, ma scoprì che seguendo la straordinaria abilità creativa della sua mente riusciva a scrivere brevi racconti e poesie che suscitavano interesse e ammirazione. In questo emozionante memoir, Schultz conduce il lettore all’interno della sua vita, sfatando molti luoghi comuni associati alla dislessia. Una lettura rivelatrice e una storia potente, scritta in punta di penna, a tratti perfino divertente, sull’incredibile forza della mente umana.

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EBOOK   9788868433680

La guerra di Bruno: L'dentità di confine di un antieroe triestino e sloveno. E-book. Formato EPUB Philip Schultz   -  Donzelli Editore, 2015  - 

Bruno non è un eroe e non cerca la guerra. eppure Bruno dalla guerra non scappa: accetta questa fida compagna che gli cammina accanto, abile a schivarne i colpi: catapultato nel bel mezzo del teatro africano del secondo conflitto mondiale, si sistemerà nelle retrovie, guardando quella scomoda presenza di sbieco, per niente affascinato dai suoi modi ma nemmeno terrorizzato. Bruno non è neppure uno scrittore, tanto che certe volte si chiede che senso abbia scrivere. Eppure alla scrittura cede, intuendo che solo dal dialogo che intesse con i familiari può ricavare forza, lucidità e speranza. Bruno Trampuž è di Trieste ed è sloveno. Detenuto e internato dal regime di Mussolini, è spedito in Africa a combattere proprio per il duce; prigioniero dagli inglesi, passa nell'esercito regio jugoslavo e poi nei partigiani al comando della Raf; dopo aver girovagato attraverso Egitto, Palestina e Dalmazia, torna finalmente a casa. I continui cambi di appartenenza, l'identità rinegoziata a seconda degli interlocutori non nascono solo da uno scaltro calcolo di costi e vantaggi; ogni volta Bruno spera di concretizzare il suo ideale: dare dignità e diritti a un popolo da tempo discriminato come quello sloveno. Un ideale puro, indefinito dal punto di vista politico e per questo intraducibile nella realtà: ideologie e interessi di parte inquineranno tutti gli schieramenti a cui Bruno si rivolgerà, ricavandone solo delusioni e amarezze. La guerra di Bruno esibisce quelle contrapposizioni politiche, ideologiche e nazionali che hanno fatto la storia del novecento, in particolare dell'area nord-adriatica, la cui rappresentazione è stata spesso drasticamente polarizzata, offuscando le complessità e le contraddizioni delle vite dei singoli. Marta Verginella percorre la strada opposta: seguendo la traiettoria di un uomo come tanti, restituisce uno spessore finalmente completo, poliedrico, tridimensionale, alla storia di un territorio che ha visto addensarsi su di sè l'enorme, drammatica fatica dei conflitti di appartenenza.

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