Rosi Braidotti eBooks

eBooks di Rosi Braidotti editi da Castelvecchi Società e cultura: argomenti d'interesse generale

Rosi Braidotti (1954) è una filosofa e accademica italiana, cresciuta in Australia. Insegna nei Paesi Bassi, all’Università di Utrecht, dal 1988. È tra le principali autorità per gli studi sul tema della soggettività e del postumano, soprattutto in relazione alle prospettive neofemministe. Tra i suoi libri pubblicati in italiano: Soggetto nomade. Femminismo e crisi della modernità (1995); In metamorfosi. Verso una teoria materialistica del divenire (2003); Madri, mostri e macchine (2005); Il postumano. La vita oltre l’individuo, oltre la specie, oltre la morte (2014).
EBOOK   9791256142323

In metamorfosi: Verso una teoria materialista del divenire. E-book. Formato EPUB Rosi Braidotti   -  Castelvecchi, 2024  - 

Se l’unica costante all’alba del terzo millennio è il cambiamento, è necessario pensare ai processi più che ai concetti. Che risposta dare a un centro che si frammenta? Come fornire ai soggetti nomadi e ibridi della post-modernità un’etica all’altezza della metamorfosi perenne? Ispirandosi alla filosofia dell’immanenza e della differenza sessuale, Rosi Braidotti indaga gli aspetti materiali e discorsivi della frantumazione delle identità unitarie, con una particolare attenzione all’immaginario mostruoso, al cyberpunk, al fanta-horror. Un testo «di esplorazioni e rischi, di convinzioni e desideri» che rivendica – sulla scorta di Gilles Deleuze e Luce Irigaray – l’urgenza di un pensiero materialista e femminista, di linguaggi porosi e versatili in grado di rivelare orizzonti sociali di speranza e generare visioni alternative sul presente.

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EBOOK   9788832907766

Madri mostri macchine. E-book. Formato EPUB Rosi Braidotti   -  Castelvecchi, 2022  - 

Disastri nucleari, biotecnologie, fecondazione assistita, cinema e letteratura di fantascienza punteggiano la costellazione di idee madri, mostri e macchine. Nell’universo scientifico e nell’immaginario culturale il corpo gravido e quello mostruoso si mescolano, restituendo una visione della corporeità femminile come qualcosa di affascinante e mortalmente temibile. Il fenomeno, che privilegia il deviante, il mutante e l’ibrido, sfida così le versioni più convenzionali dell’umano e riafferma il caposaldo del femminismo: la “differenza” come urgenza politica e filosofica.

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