Stefan Zweig eBooks

eBooks di Stefan Zweig editi da Elliot LETTERATURA E STUDI LETTERARI

Stefan Zweig nacque a Vienna nel 1881 e morì a Petropolis, in Brasile, nel 1942. Fu uno dei protagonisti della cultura europea dei primi decenni del Ventesimo secolo, di cui impersonò lo spirito cosmopolita e la fiducia “erasmiana” in un mondo fondato sui valori intellettuali e la comprensione fra le genti. Visse pressoché in tutti i paesi europei, e nel 1940 si rifugiò in esilio negli Stati Uniti e poi in Brasile. Si cimentò in ogni campo delle lettere, dalla lirica al dramma, dalla narrativa alla critica letteraria e alla storia. Magistrali le sue biografie di personaggi storici, fra cui Erasmo da Rotterdam, Fouché, Maria Antonietta, Magellano.
EBOOK   9788861924895

Dickens. E-book. Formato EPUB Stefan Zweig   -  Elliot, 2014  - 

È difficile comprendere pienamente cosa Charles Dickens abbia rappresentato per i suoi contemporanei. Forse solo un autentico old Dickensian poteva sapere con quale trepidazione gli inglesi aspettassero i fascicoli azzurri con le nuove puntate del Circolo Pickwick. Basti pensare che la prima uscita fu stampata in quattrocento esemplari, la quindicesima in quarantamila. Quando Dickens lo lesse in pubblico, l’Inghilterra andò in delirio e le sale furono prese d’assalto. “L’effetto di un fenomeno letterario di tali proporzioni, sia dal punto di vista della diffusione che del coinvolgimento emotivo esercitato sul pubblico” scrive Zweig “può realizzarsi solo in concomitanza della presenza di due elementi perlopiù divergenti: la presenza di uno spirito geniale che riesca a inserirsi nella tradizione di un’epoca”. Pur annoverandolo, insieme a Balzac e Dostoevskij, tra i tre maggiori narratori ottocenteschi, lo scrittore austriaco non gli risparmia qualche bordata: “Soddisfatto nei confini della propria cultura nazionale, mai ha sentito l’esigenza di trasgredire la misura artistica, morale o estetica dell’Inghilterra. Non si pose come un rivoluzionario. […] Tentò sempre di raggiungere la tragedia, ma non superò mai i confini del melodramma”. Eppure, alla fine, all’“inesauribile poeta” che fu Dickens, Zweig perdona anche questo, perché “solo quando si detesta la stupida ipocrisia della cultura vittoriana si può valutare giustamente il genio di un artista che ha trasformato la più insignificante delle vite in poesia”.

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