William Shakespeare eBooks

eBooks di William Shakespeare editi da Adelphi Letteratura teatrale

La vita di William Shakespeare è il buco nero della storia letteraria inglese, in cui precipitano intermittenti teorie e fantasie di brevissima luce e di ancor più flebile autorevolezza. Sono sicure le date della nascita e della morte, avvenute entrambe a Stratford-on-Avon, nel 1564 e nel 1616. Nel novembre del 1582 viene collocato il matrimonio con Anne Hathaway da cui ebbe tre figli, Susanna (1583) e i gemelli Hamnet e Judith (Hamnet morì per cause sconosciute all’età di undici anni). Successivamente, il grande lavoro a Londra, come autore e saltuariamente attore di una compagnia teatrale, prima chiamata “gli Uomini del Lord Ciambellano”, poi, dal 1603, “Uomini del Re”; un lavoro accompagnato da un grande successo di pubblico e da un discreto successo economico, ma non adeguatamente riconosciuto dalla cultura ufficiale del tempo: quella del drammaturgo era una figura sociale in gestazione, legata a un mestiere di incerta collocazione e di ancora più incerto prestigio intellettuale.
EBOOK   9788845987809

Giulio Cesare. E-book. Formato EPUB William Shakespeare   -  Adelphi, 2024  - 

La storia è nota: Bruto amava Cesare, ma amava di più Roma. Dall’ombra di Plutarco ecco venire ancora una volta alla ribalta Giulio Cesare l’epilettico, leone cacciatore prima, cervo cacciato poi, «stella polare» in un corpo che da dittatore perpetuo si muterà presto in vittima sacrificale, nella congiura più celebre della storia antica. «C’è la guerra civile nel cielo» leggiamo nelle pagine iniziali di questa tragedia, uno dei testi più luminosi e meno frequentati del canone shakespeariano. Sulla terra sarà guerra fratricida: Bruto lo stoico, sdegnoso, inclemente, dalla parte della ragione ma in perenne «guerra con se stesso»; Cassio l’epicureo, magro, famelico, che «legge troppo»; Antonio, «bellimbusto dissoluto e nottambulo», espressione della Realpolitik – a cui si aggiungono frange schiumanti del popolo, con i suoi conati di democrazia selvaggia. Il lavoro in mano ai congiurati è «bruciante, sanguinoso, terribilissimo»: si credono guaritori, non sanno di essere macellai; per comune denominatore hanno la morte. Sorretto da «una lingua più forte di ogni musica», il «Giulio Cesare» mette a nudo l’essenza violenta del teatro. E il defunto sovrano, futuro dio, continuerà a ricevere la sua razione di ventitré pugnalate, nel suo eterno ritorno sulla scena.

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