Daniel Defoe eBooks

eBooks di Daniel Defoe editi da Adelphi di Formato Epub NARRATIVA E ARGOMENTI CORRELATI

Nato a Stoke Newington (Londra) nel 1660 e morto a Moorfields nell'aprile del 1731, dedicò gran parte della vita agli affari e solo per ripagare i debiti accumulati, cominciò in età matura l’attività di scrittore. Esordì come saggista di economia, dimostrandosi in anticipo sui tempi nel sostenere la necessità di creare organismi, quali una banca centrale e un sistema pensionistico, oggi cruciali nel funzionamento dello Stato.

  

Rinchiuso in carcere con l’accusa di aver diffamato in un saggio la Chiesa d’Inghilterra (La via più breve per i dissenzienti), nel 1719 pubblicò il suo capolavoro, Robinson Crusoe, ispirato alla reale vicenda di un marinaio naufragato su un’isola al largo del Cile. Accolto da un ottimo riscontro di pubblico, il libro è considerato, insieme al Don Chisciotte, una delle prime forme di romanzo moderno, ed è talmente diffuso nel mondo, da vantare il maggior numero di edizioni dopo la Bibbia.

  

Autore di un secondo romanzo Fortune e sfortune della famosa Moll Flanders (fonte d’ispirazione per numerosi film), Defoe fu apprezzato anche come giornalista e fondatore della rivista The Review, considerata una pietra miliare nella storia del giornalismo.


EBOOK   9788845970733

La vita e le avventure di Robinson Crusoe. E-book. Formato EPUB Daniel Defoe   -  Adelphi, 2012  - 

Vi sono alcuni libri, nei secoli, che escono dalla letteratura per diventare mitologia: il personaggio, il disegno della vicenda, assurgono in questi casi a un valore universale, e le generazioni che si succedono nel tempo vi riconoscono, volta a volta, i significati che il loro angolo visuale riesce meglio a cogliere e ad assimilare. Così è di Robinson e della sua isola, come delle peripezie di Ulisse, o di Don Chisciotte o di Gulliver. Sono libri che pensiamo di conoscere perché fanno parte di una tradizione in cui viviamo sin dalla prima infanzia, ma che in realtà non si conoscono mai poiché la loro vitalità è inesauribile. Leggiamo il "Robinson Crusoe" quando siamo bambini, in riduzioni più o meno felici, che ne conservano soltanto la nuda trama avventurosa; eppure questo basta a imprimere in noi, con un segno indelebile, l'immagine di quel naufragio, di quell'isola deserta, di quelle traversie. Riletto più avanti negli anni, nel suo testo integrale, ci apparirà come un libro nuovo: per esempio, come una parabola dell'uomo moderno, appetitivo, deciso a dominare il mondo fuori di lui, e che trova la propria salvezza nella creazione degli oggetti, che "ridà dignità e bellezza alle azioni comuni, alle cose comuni". I dati fondamentali della vicenda ci sono ormai noti e la nostra attenzione sarà libera di concentrarsi sui dettagli, su quei fatti minuti di cui si serve l'arte di Defoe (e si può anche dire che egli è stato il primo grande "reporter" moderno) per rendere plausibile un racconto così "straordinario". "Ribadendo che in primo piano non c'è altro che una ciotola di terracotta," come dice Virginia Woolf "egli ci persuade a vedere isole remote, e le solitudini dell'anima umana".

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