Robert Louis Stevenson eBooks
eBooks di Robert Louis Stevenson editi da Adelphi di Formato Epub NARRATIVA E ARGOMENTI CORRELATI
Il Master di Ballantrae: Un racconto d’inverno. E-book. Formato EPUB Robert Louis Stevenson - Adelphi, 2026 -
«Come le intelligenze vaste, nitide e vertiginose, quella di Robert Louis Stevenson era attratta dal Male Assoluto» ha osservato Pietro Citati. E l’enigma del male, la perversa fascinazione che esercita quando si presenta dietro una sfolgorante facciata di eleganza sono al cuore di questa storia di implacabile rivalità fraterna. Non meno che il dottor Jekyll e il signor Hyde, James e Henry Durie, discendenti della nobile casata scozzese di Durrisdeer, incarnano princìpi inconciliabili: se James, Master di Ballantrae, è un «diabolico dissimulatore», irresistibile e scellerato, con «tutta la gravità e un che dello splendore di Satana nel Paradiso perduto», il cadetto Henry ha il volto opaco della rettitudine, della prudenza, dell’ostinata mediocrità morale. L’insurrezione giacobita del 1745, che li vede – per mero opportunismo – appoggiare fronti opposti, e la presunta morte in battaglia del primogenito, che consegna a Henry titolo e promessa sposa del fratello, pongono le fondamenta di un conflitto insanabile. Il ritorno di James – revenant animato, dietro una maschera di garbo, da un odio inestinguibile che presto finirà per consumare anche Henry – darà infatti avvio a una persecuzione senza tregua che, fra molte peripezie, attraversa i decenni e i continenti, toccando Europa, Indie orientali e le lande selvagge dell’America. Un racconto tragico e magnetico – affidato a Mackellar, scrupoloso amministratore delle proprietà di famiglia –, con cui Stevenson, forte della sua «capacità stregonesca di muovere immagini improbabili lungo tracciati insieme labirintici e fulminei», come scrisse Giorgio Manganelli, getta ancora una volta sul lettore un oscuro incanto.
L’Isola del Tesoro. E-book. Formato EPUB Robert Louis Stevenson - Adelphi, 2019 -
Ci sono rari libri che non solo appaiono perfetti in ogni tempo, in ogni età, in ogni situazione, ma che sembrano contenere in sé un qualcosa di più che va anche al di là della letteratura: sono libri che «assomigliano alla felicità», come scrisse con formula memorabile Sciascia in «Il cavaliere e la morte». «L’Isola del Tesoro» è, di tutto questo, l’esempio più illuminante. Chiunque fra i numerosissimi che lo hanno letto da bambini desidererebbe riaprirlo in un qualsiasi momento. Così abbiamo pensato a un’edizione di questo libro che sia giusta per tutti e in tutti i momenti: presentando un testo innanzitutto tradotto con la massima perizia e precisione, e da uno scrittore, Lodovico Terzi; inoltre illustrato dal più grande illustratore di Stevenson, quel N.C. Wyeth capostipite di una straordinaria dinastia di pittori, dal figlio Andrew al nipote James, oggi operante. Tutto il resto dovrebbe essere soltanto la felicità della lettura di questo che è il modello ineguagliato di ogni romanzo d’avventura. Così potremo dire anche noi, aprendo questo libro: «Prua verso il mare! Al diavolo il tesoro!», e per tutti noi varrà l’assioma che regge «L’Isola del Tesoro»: «È l’incanto del mare che mi ha dato alla testa». «L’Isola del Tesoro», pubblicata in origine nella rivista «Young Folks», apparve in volume nel 1883. Le illustrazioni di N.C. Wyeth furono eseguite nel 1911 per la casa editrice Scribner’s di New York.
Il principe Otto. E-book. Formato EPUB Robert Louis Stevenson - Adelphi, 2014 -
Diverso dal narratore di avventure piratesche o di guerriglie tra clan scozzesi – iniquità ritualmente compiute da un affascinante ribaldo – è lo Stevenson che, per la prima e ultima volta in vita sua, scrive una storia d’amore, questa preziosa fiaba del principe Otto, che corteggia sua moglie, l’immatura Serafina, e la perde par délicatesse. Il sommesso dramma provoca la fragorosa caduta del principato e scompiglia i piani di un tribunizio e satiresco dittatore. Pubblicato nel 1885, due anni dopo l’"Isola del tesoro", "Il Principe Otto", che nelle prime intenzioni di Stevenson avrebbe dovuto essere una commedia brillante, è soprattutto una raffinata féerie, dove i personaggi principali, in un gioco a quattro recitato con grazia e misura settecentesche, collaborano a ordire e sciogliere un intrico fantasioso ed elegante. Non meno importante dell’azione il luogo: la selvaggia foresta corsa da limpidi rivi, descritta nelle pagine più scintillanti del libro; in virtù delle quali, la grande stagione del virtuosismo liberty, che dal Flaubert minore va fino al D’Annunzio, può annoverare nel Principe Otto uno dei suoi testi meno vulgati e più probanti. Ma Stevenson è sempre visitato dalla poesia: accanto ai prodigi verbali la notazione magica, che rende la duplice natura dell’acqua, casalinga e arcana, salutare e mortifera, o spiega cieli di stelle sulle frivole vicende, che ne vengono trasfigurate. Anche le due donne, la principessa e l’amorosa e intrigante dama di corte, dapprima figurine brillanti ma superficiali, sono infine toccate dalla grazia: l’avventuriera rivela un’offesa nobiltà, Serafina la perversione di chi non sa perdere l’innocenza. Nella sua rarefatta leggerezza la fiaba scopre insospettate ambiguità, che ne costituiscono il fascino maggiore.