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eBooks di Al editi da Ibl Libri di Formato Epub

EBOOK   9788864403816

La guerra degli intellettuali al capitalismo. E-book. Formato EPUB Alan S. Kahan   -  Ibl Libri, 2019  - 

Perché gli intellettuali non amano il capitalismo? Saggi, romanzi, opere teatrali e manifesti: da sempre gli uomini di cultura puntano il dito contro i mali prodotti dal sistema economico basato sulla proprietà privata. Posizioni simili uniscono personalità molto diverse tra loro: da Gustave Flaubert a Karl Marx, da T.S. Eliot a Friedrich Nietzsche, da Ezra Pound a Pablo Picasso. Da due secoli, l’intellighenzia rifiuta il progresso economico e la libera impresa, affidandosi di volta in volta a movimenti politici diversi, dal nazionalismo al socialismo, dal fascismo al comunismo, col solo obiettivo di superare il grigiore e la volgarità della società commerciale. Ai nostri giorni, come scrive Kahan nella sua prefazione, tutti i movimenti populisti «esprimono una comune antipatia per il libero mercato e per la crescente autorità delle organizzazioni sovranazionali che incoraggiano la libera circolazione dei capitali e delle persone (cioè l’immigrazione)». "La guerra degli intellettuali al capitalismo" racconta la storia di questo scontro, prova a spiegare i motivi di tale ostilità e tenta di individuare possibili forme di convivenza pacifica fra intellighenzia e mondo produttivo. Perché la guerra tra “mente” e “denaro” è il grande conflitto, ancora irrisolto, della società moderna.

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EBOOK   9788864402123

Discorso contro il diritto al lavoro, seguito da La democrazia in Svizzera. E-book. Formato EPUB Alexis De Tocqueville   -  Ibl Libri, 2015  - 

Con un discorso all'Assemblea costituente e con la recensione a un testo di Antoine Élisée Cherbuliez, nel 1848 Alexis de Tocqueville interviene su due questioni assai vive in quella fase storica: la richiesta di fare del lavoro una sorta di "nuovo diritto" e la trasformazione istituzionale della Svizzera, che in quell'anno porta a compimento la propria unione federale. Nel primo testo, lo storico e uomo politico francese si oppone alle tesi socialiste che - con l'obiettivo di evitare la disoccupazione - finiscono per dilatare il potere statale. Per Tocqueville l'idea di fare del lavoro una sorta di diritto sociale, per usare un linguaggio vicino a noi, porta lo Stato per forza a "distribuire i lavoratori così che non si facciano concorrenza tra di loro, a regolare i salari, a volte a moderare la produzione, a volte ad accelerarla: in una parola, a diventare il grande e unico organizzatore del lavoro". Nel secondo testo Tocqueville si occupa della realtà elvetica: esprimendo inizialmente un giudizio assai negativo su quell'insieme di comunità indipendenti, slegate, incapaci di darsi istituzioni stabili. Ma all'indomani della nuova costituzione egli manifesta tutta la propria ammirazione per come, nel nuovo contesto proiettato verso Stati nazionali e democratici, gli svizzeri abbiano saputo uscire da una situazione intricata: "Da nessuna parte la rivoluzione democratica che agita il mondo si era presentata in circostanze così complicate e così strane. Uno stesso popolo, costituito da etnie diverse, che parla lingue diverse, che professa fedi diverse, che ha diverse sette dissidenti e due Chiese ugualmente costituite e privilegiate; tutte le questioni politiche, pertanto, si trasformano in questioni religiose, e tutte le questioni religiose sfociano in questioni politiche".

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EBOOK   9788864401225

Saggio sulla povertà. E-book. Formato EPUB Alexis De Tocqueville   -  Ibl Libri, 2013  - 

Nel 1835 Alexis de Tocqueville si sofferma a riflettere sulla natura e sulle cause della povertà, sviluppando un'analisi ancora oggi di straordinaria attualità. Dopo aver offerto un'acuta indagine su alcune fondamentali trasformazioni legate alla modernizzazione industriale, lo studioso esamina la differenza tra la carità privata e quella pubblica. Egli è consapevole del fatto che la prima non sia in grado di eliminare tutti i mali del mondo, ma egualmente la preferisce alla seconda, che causa più mali di quanti non ne elimini. Per Tocqueville bisogna infatti puntare sulla proprietà, che è l'autentico pilastro di ogni società in grado di offrire vere opportunità a ogni ceto sociale.

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