Alfredo Giuliani eBooks
eBooks di Alfredo Giuliani editi da Adelphi di Formato Epub
Il giovane Max. E-book. Formato EPUB Alfredo Giuliani - Adelphi, 2017 -
Prima opera narrativa di Giuliani, "Il giovane Max" e` anzitutto un viaggio nei deliri verbali della nostra societa`, negli universi linguistici della chiacchiera quotidiana, inesauribile nella sua ingordigia, che vuole tutto definire e digerire e che, anziche´ avvicinare il mondo reale, moltiplica quelli possibili. A questo farneticare l'autore applica una terapia omeopatica, fingendo di esasperarlo e sviluppandone cosi` le variazioni piu` sorprendenti: dalle battute della mezzacultura ai volontari ed estranianti refusi tipografici, dalle scurrilita` piu` stilizzate alle iperboli della oscenita` plebea, dalle fantastiche etimologie nella linea che va da Dossi a Gadda alle invenzioni nevrasteniche di un Jarry. La seconda parte e` costituita da un glossario, che spiega i neologismi della prima, una sorta di ‘dizionario dei luoghi comuni' dove, con una scelta di tempo esemplare e facendo sfoggio di un funambolismo filologico efficacissimo, l'autore conduce un attacco a fondo all'onnipresente linguistica. Raramente l'esorcizzazione delle malattie del linguaggio e` stata fatta con tanta salute, con un dosaggio cosi` felice di umori che si condensano in calzanti e imprevedibili neologismi. L'ulteriore deformazione di gerghi gia` grotteschi approda a una satira che finisce per ignorare il bersaglio che voleva colpire, per vivere della propria energia. Nel testo ricorrono fantomatici personaggi: il conte, Madama Sorcia, Ulla, il giovane Max; quest'ultimo, ripreso anche nel titolo, allude probabilmente a una sorta di apprendistato, di decifrazione di un mondo in cui l'unica rivoluzione veramente possibile sembra solo quella delle parole.
La biblioteca di Trimalcione. E-book. Formato EPUB Alfredo Giuliani - Adelphi, 2023 -
Si può amare il «De rerum natura»? Sì, a patto, spiega Giuliani, di rovesciare la credenza comune secondo la quale Lucrezio mette in versi la dottrina materialistica epicurea. Si imporrà allora quel «razionalismo visionario» che, attraverso l’esplorazione dei fenomeni di ogni ordine, «si esalta oltre le mura fiammeggianti del mondo». Ma rovesciare la credenza comune richiede – direbbe Manganelli – qualcosa di più di un sapere «da professore o da irto pedagogo». Esige un lettore avido di «trangugiare polpa di chimere» e di accumulare biblioteche personali, capace di gelose relazioni (con Kierkegaard, per esempio) come di improvvise scoperte e meditate ripulse; un critico tanto immune da timorati specialismi e paralizzanti gerarchie da sentirsi a proprio agio discorrendo del mondo «fragile e tenace come una ragnatela» della «Storia di Genji» o della patafisica di Jarry, «scienza ingorda di annettersi l’universo». E, soprattutto, uno scrittore in grado di afferrare ciò che ha letto e di restituirlo con memorabile incisività: così il Samuel Johnson di Boswell è una specie di «Pickwick ciceroniano», l’amato Leopardi «un materialista platonico», Cioran «un dandy della maldicenza metafisica», e «Se una notte d’inverno un viaggiatore» di Calvino «un trucco d’amore per attrarre la letteratura nel vuoto e lasciarla lì sospesa». Senza questa fatale qualità, del resto, Giuliani non sarebbe riuscito a trasmetterci la sua passione – e insieme a irriderla: «Non sono forse così, abbuffate trimalcioniche, vuoti farciti di studiate leccornie, le nostre in cessanti letture...?».