Angelo Ventrone eBooks
eBooks di Angelo Ventrone editi da Donzelli Editore di Formato Epub
Grande guerra e Novecento. E-book. Formato EPUB Angelo Ventrone - Donzelli Editore, 2015 -
Per l’inedita combinazione tra guerra e tecnica, la prima guerra mondiale rappresenta una vera e propria svolta epocale nel XX secolo: nel volgere di pochi anni, un numero impressionante di straordinarie invenzioni modifica radicalmente non solo lo stile di vita e i comportamenti collettivi, ma anche la concezione e la pratica stessa della guerra. Nella Grande guerra si uccide da lontano. Per questo, se diventa sempre più normale veder morire le persone, è nello stesso tempo sempre più difficile vederle nel momento in cui le si uccide. È in questo contesto che muta anche la vita al fronte, caratterizzata dall’angoscia dell’assalto alle trincee nemiche protette da muri di filo spinato e mitragliatrici, dai bombardamenti incessanti e da una disciplina militare spietata. Alla solidarietà tra soldati e ufficiali, si affianca e si contrappone così il dramma degli ammutinamenti e dell’autolesionismo. Ma non c’è soltanto la prima linea. Ci sono anche le retrovie, c’è il «fronte interno». E ci sono tutti coloro che sono stati rapidamente «dimenticati» dalla storia: i civili delle zone di frontiera, i prigionieri di guerra nei campi di internamento, i soldati mutilati o sfigurati nel corso dei combattimenti. Per tutto questo, la Grande guerra, prima «guerra totale», rappresenta un vero e proprio «laboratorio» del Novecento che, se da una parte accelera la modernizzazione dell’intera società europea, dall’altra anticipa alcuni elementi che rendono pensabili, e di lì a poco realizzabili, i regimi totalitari. Da quel momento, il volto del mondo non è stato più lo stesso.
La seduzione totalitaria: Guerra, modernità, violenza politica (1914-1918). E-book. Formato EPUB Angelo Ventrone - Donzelli Editore, 2020 -
Quali sono le origini di quella radicalizzazione della lotta politica che portò in Italia dapprima a una stagione di intensa violenza e poi all’avvento del fascismo? Dove andare a cercare le radici di quella propensione totalitaria di cui si è alimentata la storia italiana per una parte importante del Novecento? La tesi di questo libro – una ricerca originale condotta da uno dei più valenti storici italiani di nuova generazione – è che fu la grande guerra il punto di coagulo di una deriva totalitaria che in qualche modo interessò l’intero campo della lotta politica. Nel corso della prima guerra mondiale, nacque e si diffuse in Italia una nuova mentalità politica, dal carattere «rivoluzionario» e, per non pochi aspetti, «totalitario». Il conflitto costituì in effetti una vasta e complessa esperienza di contaminazione ideologica in cui movimenti, organizzazioni, associazioni, individui collocati all’inizio su versanti opposti, si mescolarono, ruppero le vecchie appartenenze, collaborarono sempre più strettamente, coltivarono comuni progetti e, soprattutto, si trovarono a riflettere insieme sul mutamento sostanziale che la politica subiva in quel breve ma straordinariamente intenso periodo. L’Italia non fu un caso isolato; molti di questi elementi si presentarono infatti in tutti gli Stati in guerra, ma fu qui che essi finirono con l’assumere caratteri estremi e realmente minacciosi per l’ordine costituito, cosicché molte delle «novità» che avrebbero caratterizzato il regime dittatoriale devono essere retrodatate, più di quanto la storiografia abbia fatto finora, al periodo bellico. In definitiva, in Italia la generazione della guerra non contribuì solo a creare il clima culturale in cui la dittatura si sarebbe poi sviluppata, ma fece molto di più: si mise alla ricerca di un modello politico alternativo, più adeguato di quello liberal-democratico alle trasformazioni che la modernità aveva avviato, e cercò, nello stesso tempo, di individuare anche gli strumenti atti ad avviarne la costruzione.
L'Italia delle stragi: Le trame eversive nella ricostruzione dei magistrati protagonisti delle inchieste (1969-1980). E-book. Formato EPUB Angelo Ventrone - Donzelli Editore, 2019 -
P. Calogero Piazza Fontana 12 dicembre 1969 P. Calogero Il golpe Borghese e la loggia P2 7-8 dicembre 1970 P. Calogero Peteano 31 maggio 1972 P. Calogero Questura di Milano 17 maggio 1973 G. Tamburino La Rosa dei Venti ottobre 1973 G. Zorzi Piazza della Loggia 28 maggio 1974 L. Grassi Il treno Italicus 4 agosto 1974 G. Tamburino Il «golpe bianco» di Edgardo Sogno agosto 1974 V. Zincani Stazione di Bologna 2 agosto 1980 G. Turone P2 e destra eversiva C. Nunziata La continuità del progetto stragista Cinquant’anni fa, il 12 dicembre del 1969, la sorda detonazione di una bomba nella filiale milanese della Banca nazionale dell’Agricoltura inaugura in Italia un torbido e sanguinoso decennio. Un decennio destinato a chiudersi con l’altro boato micidiale del 2 agosto del 1980 alla stazione di Bologna. È l’Italia delle stragi, la cupa stagione in cui si succedono attentati con decine di morti innocenti, trame imbastite da gruppi neofascisti, depistaggi, indagini di polizia inquinate da omissioni e coperture, manovre golpiste tra gli alti gradi militari fomentate dall’intervento attivo di molte agenzie di spionaggio, italiane e straniere. Tra gli effetti di quella che da allora viene chiamata «strategia della tensione», ve n’è uno che dura ancora oggi. L’immagine dominante che si ha di quel periodo, in vasti settori dell’opinione pubblica, è che si sia tuttora lontani dall’aver stabilito la verità e individuato, a tutti i livelli, i responsabili di quelle stragi. In realtà, le inchieste della magistratura si sono spinte molto più avanti di quanto non si sia riusciti a percepire. L’intento di questo volume è di descrivere, attraverso l’utilizzo della documentazione giudiziaria raccolta in mezzo secolo di indagini, e dando direttamente la parola ai magistrati che le hanno effettivamente con dotte, la verità d’insieme che se ne ricava. Disponendo correttamente tutti gli elementi sul tappeto, si ottiene l’effetto di fare luce anche su molte delle residue zone d’ombra. Si è trattato di un lucido disegno eversivo di destabilizzazione degli assetti democratici della nostra Repubblica, perseguito da alcune organizzazioni neofasciste (in particolare Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale), entrate in contatto con importanti settori dei servizi italiani e internazionali, nel tentativo di strumentalizzarlo al fine di contrastare un presunto e persistente pericolo comunista. Quel disegno, alla fine, sarà sconfitto. L’Italia democratica, benché ferita, e certo pur tra mille contraddizioni ed errori, riuscirà a non farsi sopraffare dai suoi nemici. In un paese abituato a raccontare la propria storia in negativo – il Risorgimento incompiuto, la Vittoria mutilata, la Resistenza tradita, la Costituzione inattuata – è importante mostrare come allora, attraverso gli strumenti democratici, sia stato possibile resistere, e come oggi, attraverso una ricostruzione attenta e rigorosa, sia possibile sollevare il velo su quel torbido gioco di specchi.