Carlo Levi eBooks

eBooks di Carlo Levi editi da Donzelli Editore di Formato Epub

EBOOK   9788868434144

Le mille patrie. Uomini, fatti, paesi d'Italia. E-book. Formato EPUB Carlo Levi   -  Donzelli Editore, 2015  - 

Scritti in gran parte fra il 1945 e i primi anni sessanta, e pubblicati su giornali e riviste italiani e stranieri, questi articoli di Carlo Levi ci conducono in un paese che si appresta a vivere un profondo cambiamento, da Nord a Sud. E lo scrittore torinese lo percorre per intero, dal Polesine alluvionato fino alle campagne meridionali, immergendosi nelle «mille patrie» che lo compongono con lo sguardo acuto di chi avverte che è all’opera, in quell’Italia povera che è al centro di gran parte di questi testi, un fiume carsico di lotte contadine che travolgeranno proprio quel Mezzogiorno tradizionale e chiuso raccontato magistralmente nel Cristo si è fermato a Eboli. Sono numerosi e complessi i piani su cui si dispone la scrittura di Levi, tutti però attraversati dalla passione, dalla solidarietà verso gli umili, dalle ragioni dell’arte, da un’istintiva curiosità verso il mondo. Intense sono per esempio le pagine in cui Levi descrive con tono commosso il rapporto degli italiani con le opere d’arte, un rapporto che lo scrittore definisce «quasi esistenziale », «condizione di vita, casa, grembo materno», in cui «le rovine non sono mai morte, rimangono come cose attuali, adoperate, vissute». Per essere soggetti attivi del presente occorre conoscere il passato del proprio paese, la multiforme ricchezza delle sue terre e delle sue genti, e dialogare con esse per progettare il futuro. L’impegno civile e politico di Carlo Levi si traduce qui nella dimensione narrativa senza retorica e senza enfasi, ma con una partecipazione viva e sincera alle vicende di una umanità varia, di una civiltà grandiosa, di un paese sospeso tra modernità e tradizione.

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EBOOK   9788868432782

Buongiorno, Oriente: Reportage dall'India e dalla Cina. E-book. Formato EPUB Carlo Levi   -  Donzelli Editore, 2015  - 

A distanza di pochi anni, tra il 1957 e il 1959, Carlo Levi compì un viaggio nel subcontinente indiano e uno in Cina, come inviato per il quotidiano «La Stampa». I suoi reportages, usciti a puntate e qui raccolti in volume, appartengono a un giornalismo che non c’è più, un giornalismo non ancora saturato, e in un certo senso usurato, dall’urgenza della notizia e dall’eccesso del culto dell’immagine: un mondo in cui l’informazione viaggiava lenta e aveva il tempo di sedimentare. I resoconti di viaggio di Levi commuovono come poesie: la narrazione è parte integrante di quell’esperienza in una realtà apparentemente «altra» di cui lo scrittore si appropria per ritrovarvisi come in uno specchio. E insieme, per ritrovare in quella civiltà, lontana ed esotica, le radici profonde della nostra civiltà e della nostra storia. Reportages che sono fotografie, affreschi della società indiana e cinese, che lo scrittore torinese sa penetrare con rispetto e riserbo, e al tempo stesso con apertura e disponibilità a un nuovo che gli desta stupore e curiosità inesauribili. Trapela tutta l’esigenza del viaggiatore di divenire faticosamente e lentamente «una spugna asciutta e vuota», che può riempirsi delle acque in cui è immersa e farne poi dono agli altri che lo aspettano e che, in fondo, hanno viaggiato un po’ con lui. Sul continuo alternarsi di quadri d’insieme coerenti e di squarci dalla possente suggestione lirica, aleggia impalpabile una sorta di presagio di ciò che verrà. Ne sortisce un libro che è un’istantanea preziosa per cogliere nel loro farsi due ormai conclamate potenze mondiali, alle prese con il loro primo impatto con la modernità.

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EBOOK   9788860365965

ROMA FUGGITIVA. E-book. Formato EPUB Carlo Levi   -  Donzelli Editore, 2011  - 

È una città eterna e «fuggitiva», nobilissima e plebea, sempre in bilico tra il cammeo e la patacca, quella raccontata da Carlo Levi in questi scritti, che «sembrano inseguire Roma, nel suo splendore fuggitivo, nelle mosse in cui la sua bellezza pare espandersi, aprirsi a un nuovo sviluppo civile», come sottolinea Giulio Ferroni nella sua presentazione. Sfila in queste pagine intense, scritte tra il 1951 e il 1963, una moltitudine di tipi e personaggi, veri ritratti parlanti e gesticolanti di un mondo popolare, di antichissima civiltà, governato dalla più flemmatica e scettica filosofia di vita e insieme dotato di sorprendente vitalità: «È il popolo meno retorico,meno idolatrico e meno fanatico della terra. Neanche il tempo lo commuove o lo spaventa, perché l’ha tutto raccolto sull’uscio, a portata di mano, poiché Roma è l’immagine stessa del tempo, della infinita contemporaneità». Si sente il respiro di una città bellissima, in cui risplende tutta l’autenticità di una «umile Italia», non ancora oppressa dal degrado, e tuttavia già insidiata dalle trasformazioni sempre più accelerate degli anni sessanta, sotto i colpi della speculazione e della cattiva politica, di una frettolosa e incolta modernità. Vissuta dall’interno, nella sua più viva concretezza, la Roma degli anni cinquanta e sessanta – fissata in queste pagine negli scatti di Allan Hailstone, giovane turista inglese, che nel 1956 per la prima volta percorre le strade della capitale – appare una «meraviglia» minacciata, quasi mitica, che non cessa di incantare con il suo fascino di cose perdute. Levi ci accompagna dentro questa città di sogno: dalle feste popolari di San Giovanni e della Befana a piazza Navona, al frastuono della fine dell’anno, al teatrino di Pulcinella al Pincio, al vuoto affascinante del Ferragosto… Carlo Levi (1902-1975), pittore, scrittore e politico, è l’autore del capolavoro Cristo si è fermato a Eboli (1945) e di quell’impareggiabile affresco del dopoguerra italiano che è L’Orologio (1950). Antifascista, condannato al confino in Lucania, dal 1963 al 1972 fu senatore della Repubblica.

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