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eBooks di D editi da Donzelli Editore di Formato Pdf
Torino, città internazionale. E-book. Formato PDF Dora Marucco - Donzelli Editore, 2013 -
È possibile documentare una tradizione municipale torinese aperta alle esperienze europee lungo tutto il XX secolo? L’Esposizione internazionale del 1911 è momento peculiare della circolazione di saperi e di personalità afferenti alle istituzioni locali internazionali. Se tale indirizzo ben si inserisce nella spinta modernizzatrice del primo decennio del Novecento, resta da chiarire se e come la vocazione europea di Torino sia sopravvissuta durante il ventennio fascista. Non bisogna dimenticare, ad esempio, che nel 1926 vi si svolse il primo Congresso nazionale di Urbanistica. Nel secondo dopoguerra, complici anche le celebrazioni del centenario dell’Unità d’Italia, si assiste a una ripresa della strategia politico-amministrativa mirante a esaltare la dimensione europea e internazionale della città. Si punta da un lato allo sviluppo della rete autostradale in concomitanza con la promozione dei trafori verso Francia e Svizzera, dall’altro all’incremento della diffusione di idee e di studiosi, di cui è prova la nascita, già nel 1952, dell’Istituto universitario di Studi europei. Tutto ciò avviene in sinergia con camere di commercio, unioni imprenditoriali, associazioni sindacali, banche e imprese private, indotte a loro volta a sviluppare potenzialità transnazionali. È in questo contesto che, nei prestigiosi edifici costruiti per ospitare Italia ’61, verranno ben presto a insediarsi sedi distaccate degli organismi internazionali. A conclusione delle celebrazioni dei centocinquant’anni dell’Unità d’Italia, che hanno nuovamente visto Torino protagonista, questo volume riflette, attraverso analisi storiche e testimonianze, sulla radicata vocazione di Torino città proiettata verso l’Europa.
Guinzaglio elettronico: l telefono cellulare tra genitori e figli. E-book. Formato PDF Daniela Brancati - Donzelli Editore, 2012 -
All’estero lo chiamano telemothering o teleparantage: è il ruolo assunto dal telefono cellulare nel rapporto fra genitori e figli. Vera e propria presenza fra loro, è per gli adulti uno strumento di controllo a distanza, un mezzo per tenere a bada le ansie per i pericoli che insidiano i figli quando si allontanano dalle mura domestiche. In sostanza una sorta di cordone ombelicale, un guinzaglio elettronico che crea negli adulti l’illusione di seguire e proteggere i ragazzi, anche se non consente di sapere dove essi realmente siano o cosa stiano davvero facendo. Ma un cordone ombelicale oltre la nascita è innaturale, e non solo non favorisce l’autonomia e la sicurezza, ma ostacola un armonioso sviluppo psicologico. Nato da due innovative ricerche complementari condotte su un campione di ragazzi delle scuole elementari, medie e superiori e commissionato dall’Osservatorio I Pinco Pallino su minori e media, questo libro ha i pregi dell’indagine sul campo accanto a quelli dell’analisi rigorosa e aggiornata di un fenomeno che tocca la gran parte delle famiglie italiane. Sarà pure perennemente scarico, più usato per giocare che per comunicare, costoso da acquistare e da mantenere, ma qual è quel genitore davvero disposto a privare il proprio figlio del cellulare? La risposta è ben nota a tutti i gestori della telefonia, che si contendono la clientela a suon di offerte… Un’équipe di educatori, psicologi, esperti di media e nuove tecnologie dell’Università «La Sapienza» di Roma e della Cattolica del Sacro Cuore di Milano ha elaborato i dati, e Daniela Brancati, giornalista di lungo corso da sempre attenta al sociale, ne ha tirato le somme. E non mancano le sorprese per genitori e non.
Tracce di futuro. Un'indagine esplorativa sui giovani Coldiretti. E-book. Formato PDF Domenico Cersosimo - Donzelli Editore, 2013 -
Un racconto a più voci dalla campagna italiana d’oggi. I protagonisti sono giovani agricoltori italiani, del Nord, del Centro e del Sud, che non hanno superato i quarant’anni L’ambizione è di racchiudere in una narrazione unitaria la pluralità dei loro percorsi individuali e familiari, dei loro orientamenti e delle loro scelte operative, alla ricerca delle tracce che consentano di intercettare il loro – e il nostro – futuro agricolo. Si tratta di soggetti difficili da scorgere, nell’Italia di oggi. Pure, se esaminati da vicino, questi giovani coltivatori restituiscono di sé immagini incoraggianti. Nonostante i vincoli, è lampante la loro capacità di trasformare e innovare l’azienda. La famiglia rimane il cardine decisionale e la forma regolativa esclusiva di produzioni e pratiche lavorative. Il padre è quasi sempre una figura cruciale, un insostituibile «avversario di sostegno» per la crescita imprenditoriale del figlio. Il lavoro, in particolare il suo uso estensivo, è considerato la fonte chiave della produttività e della prosperità aziendale. Terra, famiglia e lavoro rappresentano i capisaldi entro cui si sviluppa l’azione imprenditoriale dei giovani. Come per i loro nonni e i loro genitori, anche se con combinazioni e risultati differenti. Entro quel triangolo di fattori dominanti, i giovani inducono però quasi sempre un salto organizzativo che sposta il baricentro aziendale dalla monocoltura alle attività plurime, agricole e non, e al mercato finale. Il segno più marcato e caratterizzante dell’evoluzione è certamente lo sforzo di avvicinare il più possibile la produzione al consumatore. L’azienda familiare con l’ingresso di un giovane di norma si trasforma, a volte si trasfigura, prende slancio vitale. Nessun rivolgimento di paradigmi, ma importanti riassetti produttivi, promettenti novità nelle strategie di mercato. Lievito per crescere, per allungare la vista oltre i confini dell’azienda paterna, oltre il ciclo biologico dei genitori. Non è poco in un paese che non cresce da più di un decennio. Si raccoglie in questo mondo, con tutte le fatiche e le contraddizioni, un non piccolo solco di futuro.