Deledda Grazia eBooks
eBooks di Deledda Grazia editi da Amico Libri di Formato Epub
Chi cerca i libri di Grazia Deledda trova un'immersione profonda nella Sardegna arcaica, esplorata attraverso una lente psicologica e naturalista. Seguire i libri in ordine cronologico di Grazia Deledda permette al lettore di apprezzare l'evoluzione di una scrittura che ha saputo fondere il folclore isolano con le inquietudini dell'animo umano, delineando un percorso letterario unico che le ha conferito un posto di rilievo nella letteratura italiana del Novecento.
Biografia dell'autore
Grazia Deledda nasce a Nuoro nel 1871. Autodidatta, coltiva sin da giovane una precoce vocazione letteraria che la porta ad allontanarsi gradualmente dalle convenzioni regionali per approdare a una dimensione narrativa di respiro europeo. Il suo profondo legame con la Sardegna, intesa come scenario simbolico di passioni universali, caratterizza tutta la sua vasta produzione. Nel 1926 è insignita del Premio Nobel per la Letteratura, riconoscimento che ne consacra la poetica. Muore a Roma nel 1936, lasciando un'eredità letteraria che continua a essere studiata per la sua capacità di coniugare realismo e introspezione lirica.
Stile di scrittura
I libri di Grazia Deledda si distinguono per uno stile asciutto e denso, capace di descrivere la tragedia umana con toni quasi fiabeschi e fatalisti. La sua opera più celebre, Canne al vento, incarna perfettamente questa sensibilità, dove il destino dei personaggi si intreccia con il paesaggio aspro della Sardegna, trasformando la natura in un interlocutore vivo. Attraverso i drammi dei fratelli Pintor o le vicende intime descritte in Elias Portolu, l'autrice indaga magistralmente il peso del peccato, il rimorso e la ricerca di redenzione, temi che rendono la sua prosa eterna e profondamente toccante.
Canne al vento. E-book. Formato EPUB Grazia Deledda - Amico Libro, 2017 -
Tutto il giorno Efix, il servo delle dame Pintor, aveva lavorato a rinforzare l’argine primitivo da lui stesso costruito un po’ per volta a furia d’anni e di fatica, giù in fondo al poderetto lungo il fiume: e al cader della sera contemplava la sua opera dall’alto, seduto davanti alla capanna sotto il ciglione glauco di canne a mezza costa sulla bianca Collina dei Colombi.Eccolo tutto ai suoi piedi, silenzioso e qua e là scintillante d’acque nel crepuscolo, il poderetto che Efix considerava più suo che delle sue padrone: trent’anni di possesso e di lavoro lo han fatto ben suo, e le siepi di fichi d’India che lo chiudono dall’alto in basso come due muri grigi serpeggianti di scaglione in scaglione dalla collina al fiume, gli sembrano i confini del mondo.Il servo non guardava al di là del poderetto anche perché i terreni da una parte e dall’altra erano un tempo appartenuti alle sue padrone: perché ricordare il passato? Rimpianto inutile. Meglio pensare all’avvenire e sperare nell’aiuto di Dio.E Dio prometteva una buona annata, o per lo meno faceva ricoprir di fiori tutti i mandorli e i peschi della valle; e questa, fra due file di colline bianche, con lontananze cerule di monti ad occidente e di mare ad oriente, coperta di vegetazione primaverile, d’acque, di macchie, di fiori, dava l’idea di una culla gonfia di veli verdi, di nastri azzurri, col mormorìo del fiume monotono come quello di un bambino che s’addormentava.
Cosima. E-book. Formato EPUB Grazia Deledda - Amico Libro, 2017 -
La casa era semplice, ma comoda: due camere per piano, grandi, un po’ basse, coi pianciti e i soffitti di legno; imbiancate con la calce; l’ingresso diviso in mezzo da una parete: a destra la scala, la prima rampata di scalini di granito, il resto di ardesia; a sinistra alcuni gradini che scendevano nella cantina. Il portoncino solido, fermato con un grosso gancio di ferro, aveva un battente che picchiava come un martello, e un catenaccio e una serratura con la chiave grande come quella di un castello. La stanza a sinistra dell’ingresso era adibita a molti usi, con un letto alto e duro, uno scrittoio, un armadio ampio, di noce, sedie quasi rustiche, impagliate, verniciate allegramente di azzurro: quella a destra era la sala da pranzo, con un tavolo di castagno, sedie come le altre, un camino col pavimento battuto. Null’altro.
Fior di Sardegna. E-book. Formato EPUB Grazia Deledda - Amico Libro, 2017 -
Fermarsi in un sito sconosciuto e montuoso dell’isola di Sardegna, cogliere fra i lentischi e le rocce, una timida rosa montana, nata all’ombra degli elci e fra i profumi delle folte borraccine, - esaminarla foglia per foglia, sino agli intimi più segreti ed olezzanti del suo calice, - descrivere le tinte rosee sfumate in diafani pallori o in porpore di fuoco, i misteriosi profumi miti sotto le perle della rugiada, acri sotto ai raggi ardenti del solleone, - ecco il modesto scopo del presente Racconto.Chiunque da una novella sarda attende le solite storie atroci di sangue, di odî feroci e di amori terribili, non legga questo povero lavoro, ché nulla troverà di tutto ciò. Chi invece ama conoscere un poco i costumi, le passioni, gli usi odierni, la vita e i paesaggi del centro della Sardegna legga con pazienza e bontà queste modeste pagine, che tutto ciò descrivono con fedeltà, secondo le poche forze della giovane autrice, - la quale prega infine i suoi lettori Sardi di non offendersi se per caso trovano qualche fortuita rassomiglianza di nomi, non intendendo alludere a nessuno col narrare casi accaduti soltanto nella sua fantasia - e i colti lettori del Continente di perdonarle gli errori e le imperfezioni, pensando che essa, ancora inesperta nell’arte dello scrivere, ma sempre pronta a perfezionarsi col tempo, non conta ancora venti anni.